Mioma uterino di 8cm: quale tecnica preserva la fertilità?

Mioma uterino di 8cm: quale tecnica preserva la fertilità?

Maledetto Fibroma Il Libro

Maria ha un mioma uterino di 8 cm e si chiede quale tecnica preserva la fertilità. Vorrebbe sapere se la laparatomia e la miolisi con radiofrequenza possono garantirle la possibilità futura di diventare mamma.

Ciao,

Vorrei chiedere informazioni. Sono una ragazza abbastanza giovane (29 anni) e ho un fibroma sottosieroso/intramurale di 8 cm. Della sua presenza me ne ero già accorta casualmente un paio di anni fa, quando misurava 6 cm. Uso il termina “casualmente” perché non mi ha mai dato grossissimi sintomi. Forse quello più invalidante ha iniziato a sentirsi recentemente molto di più con la frequenza ad urinare. Per il resto, notavo ciclo abbondanti e qualche volta ho dovuto prendere integratori di ferro per evitare l’anemia (a cui comunque non sono giunta).

Mi è stata prospettata – sin da quando il mioma era di 6 cm – la possibilità di operarmi con laparotomia. Adesso che è aumentato ulteriormente la sto considerando quasi necessariamente. Nonostante questo ho letto di altre metodiche. Chiaramente ho letto dell’embolizzazione che non considero in quanto so che può portare problemi di fertilità (se non è così, sarei felice di confrontarmi con altre esperienze e studi) e poi ho letto della miolisi a radiofrequenza. Volevo più indicazioni. Ad esempio, se la miolisi potrebbe essere fatta anche con un mioma di tali dimensioni.

Ma soprattutto a me preoccupa la questione fertilità, in quanto sono nullipara. Cosa mi consigliate per mantenere intatta la possibilità di concepire con successo? Ho molto paura riguardo questo aspetto, anche perché devo dire l’ultimo ginecologo (il chirurgo che vorrebbe operarmi in laparotomia) non è stato chiarissimo su questo. Vorrei indicazioni riguardo la fertilità sia per la miolisi che per la tradizionale operazione chirurgica in laparotomia. E inoltre se ci stanno ulteriori strade (anche farmacologiche) che non ho considerato e non conosco.

Ringrazio per questo spazio che mi ha permesso di informarmi meglio su questa situazione.

3 commenti

  • Eleonora Manfrini

    Risponde a Maria il dr Ghezzi:
    Un fibroma singolo di 8 cm in accrescimento volumetrico che causa la necessità di urinare più spesso in una donna di 29 anni è un’indicazione al trattamento chirurgico più che al trattamento conservativo. La miolisi per fibromi di queste dimensioni porterebbe solo ad una parziale riduzione del mioma senza risolvere il problema in modo definitivo. La tipologia di intervento va valutata in base alla posizione del fibroma e alle condizioni cliniche della donna (precedenti interventi, altre patologie, farmaci assunti) mediante un’accurata ecografia addominale e transvaginale. Spesso, anche con fibromi di queste dimensioni, è possibile eseguire una miomectomia laparoscopica con un conseguente miglior decorso post-operatorio e un miglior esito estetico rispetto alla laparotomia che, a volte, rimane la scelta obbligata. L’asportazione di un fibroma di queste dimensioni spesso migliora la fertilità ristabilendo la normale anatomia dell’utero. Quello che invece comporta la miomectomia è la necessità di dover aspettare almeno 6 mesi dopo l’intervento prima di cercare una gravidanza e l’alta probabilità di dover espletare il parto mediante taglio cesareo a causa dell’aumentato rischio di rottura dell’utero nella sede della cicatrice.

  • Margherita

    Ciao, io ho esperienza della radiofrequenza e non posso che parlare bene della tecnica e del ginecologo che me l’ha proposta (l’unico umano finora incontrato in questi anni), però nel mio caso si trattava di cisti ovariche e di un paio di fibromi piccolini; non so se sia fattibile su quelli più voluminosi…
    Purtroppo, nel mio passato c’è stata anche la chirurgia e onestamente non te la consiglierei… Sono stata operata a 26 anni per 5 fibromi, il piú grande di 5 cm, all’inizio doveva essere in laparoscopia poi per via delle dimensioni del più grande mi hanno fatto il taglio, quindi laparotomia come hanno proposto a te. Per me non è stata una bella esperienza e sinceramente se potessi tornare indietro non mi orienterei su questa strada: al di là dei tempi di recupero, dopo i canonici 6 mesi di attesa per provare ad avere una gravidanza a me si sono formati nuovi fibromi, in piú c’erano le cicatrici di quelli tolti durante l’intervento quindi il mio utero non era “accogliente” per una gravidanza.
    Dunque, per la recidiva, quando i i ginecologi a cui mi sono rivolta a quel punto mi volevano togliere direttamente l’utero, non ho avuto dubbi a scegliere l’embolizzazione.Io non ti posso dire che ho avuto una gravidanza dopo, perché purtroppo avevo anche problemi alle ovaie, però ho conosciuto nel mio percorso diverse donne embolizzate che poi hanno avuto felicemente i loro bimbi, quindi non scartarla a priori come soluzione…

  • Eleonora Manfrini

    Risponde a Maria anche il dottor Fasciani, specializzato in miolisi:
    “Vista la “giovanissima” età e desiderio di futura gravidanza, per un fibroma di dimensioni di 8 cm l’indicazione è certamente la sua asportazione per via laparoscopica.
    L’embolizzazione infatti può essere associata ad una perdita di riserva ovarica (per occlusione satellite ache della vascolarizzazione delle gonadi) e l’ablazione con la radiofrequenza è efficace per miomi di dimensioni generalmente inferiori ai 5 cm.
    In questo caso specifico eviterei anche la laparotomia che, causando una maggiore offesa della parete addomino-pelvica, è associata a tempi di ospedalizzazione e di recupero fisico più lunghi.”

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