Lina operata per un fibroma e 3 cisti ovariche

Lina ha 42 anni e soffre a causa di 3 cisti ovariche grosse e di un fibroma. Ha trovato il blog cercando informazioni sul dr. Camanni. Per fortuna posso già pubblicare il suo lieto fine, che non ha bisogno di alcun commento ..

sabato 25 febbraio
Ho cominciato ad avvertire dolori nel basso ventre. Assomigliavano al dolore che si prova durante le mestruazioni, alla colica renale, a tante cose. Ho aspettato un po’ di giorni, sperando che passasse ma il dolore c’era eccome.

giovedì 2 marzo
Vado dal medico della mutua che non vede niente di particolare e mi dice di prendere buscopan. Passano alcuni giorni e non mi sento affatto meglio.

domenica 5 marzo
Decido di andare al pronto soccorso. Lì specifico che secondo me il problema è di ordine ginecologico perché quando è iniziato tutto era il giorno dell’ovulazione – è da un po’ di mesi che seguo il mio ciclo con il clearblue. Mi mandano in ginecologia e con l’ecografia vaginale scopriamo 3 cisti ovariche grosse e un fibroma. Devo fare l’esame del marcatore ca 125 e andare il prima possibile dalla ginecologa per capire cosa fare. Mi sono preoccupata tanto. Facevano certe facce e mi hanno parlato di asportare le ovaie. E poi sono andata a vedere cosa era il ca 125. Ma perché l’ho fatto? perché sono curiosa e volevo risposte. Essendo sprovvista di gine, per fortuna ne avevo di recente già individuato una con cui potrei trovarmi bene. Sentivo di dover fare un check up. A volte l’intuito! E invece mi sono presentata già con una cartella clinica sotto il braccio.

martedì 7 marzo 
esame del marcatore CA 125

mercoledì 8 marzo
Esito esame CA 125. nella norma. pffiut

venerdì 10 marzo
La mia nuova ginecologa mi esamina. Altra eco vaginale. Tutto benigno. Ma la tegoletta c’è: sospetta l’endometriosi che avrebbe causato cisti e fibroma, che sembrano un ciccinin ridotti rispetto all’esame fatto al pronto qualche giorno fa. Ho sempre avuto le mestruazioni dolorose ma tutte le volte mi dicevano di prendere la pillola per non soffrire più. Senza andare più a fondo. Conseguenza non ho più reputato utile andare da ginecologi se era per farmi dire la stessa cosa. E io la pillola non la volevo. Volevo mantenere il ritmo naturale del mio corpo. La ginecologa mi chiede di fare l’esame della riserva ovarica, al mio compagno la capacitazione del seme, e poi ancora un’ulteriore ecografia con un esperto che dovrebbe confermare la diagnosi e chiudere il cerchio degli accertamenti. 

Perché ora si inizia a parlare di tempo. Ho quasi 43 anni. lo voglio un bimbo? sS sì non devi perdere tempo e fare l’intervento. L’intervento???  L’alternativa potrebbe essere di prendere la pillola per 6 mesi/1 anno e vedere se le cisti vanno via o si riducono ma non è sicuro. “Alla tua età il tempo è prezioso” mi dice la gine, e se vuoi un bimbo non bisogna rimandare di mesi.

sabato 11 marzo
Esame del sangue per la carica ovarica.

venerdì 31 marzo
Ecografia tv 2d.  Confermate le 3 cisti all’interno delle ovaie : ovaio sinistro ciste 5 cm e ovaio destro 5 cm + 8 cm. Per un totale di 18 cm! però si allontana l’ipotesi dell’endometriosi. Le cisti sono abbastanza chiare. E poi un piccolo mioma e non fibroma. Meno di 2 cm per cui nessuno vuole parlarne. Confermata la diagnosi, è altrettanto confermata la soluzione: laparoscopia. La pillola non può risolvere niente nello stato in cui sono. Troppo grosse.

mercoledì 5 aprile
Incontro con i chirurgi per l’intervento. Mi avvisano dei rischi che possono subentrare e io crollo. e piango. Possibile che io debba affrontare tutto ciò? io una fifona. L’operazione è prevista per il 2 maggio. Ho un mese per allargare i confini. Per domare la paura. Paura dell’anestesia, paura che qualcosa vada storto, paura di non tornare come prima.

giovedì 27 aprile
Esami preoperatori: sangue, elettrocardiogramma, radio del torace.

sabato 29 aprile
Incontro con l’anestesista

martedì 2 maggio
D-Day: l’intervento. 
Ce l’ho fatta! 

Ho passato il mese di marzo a soffrire per il male e a capire cosa avevo. A chiedermi mentre trascorrevano i giorni se la prossima ovulazione, le prossime mestruazioni mi avrebbero stesa. Ho passato il mese di aprile a soffrire per il male, a domare la paura e ad aspettare l’intervento. Così ben presto navigo su internet e a parte qualche forum di discussione molto interessante, capito sul blog di Eleonora. E all’improvviso mi sento meno sola. Mi si apre un mondo, tutto al femminile. Comincio a capire che non è poi così colpa mia se mi ritrovo con quelle cisti. “Ma da quanto tempo non si è fatta visitare??” Per trovarle bisognava essere un medico attento. E non ce ne sono molti. Solo ora ho fatto le mie prime eco transvaginali! Nessuno si è mai preso la briga di capire perché avevo le mestruazioni dolorose. Basta prendere la pillola no? che poi è vero che prendendola forse non avrei avuto cisti e simili ma non lo dicevano per questo motivo, lo consigliavano per evitare il dolore. C’è tantissima disinformazione. L’attenzione alle varie problematiche dell’apparato genitale femminile è parecchio recente. Insomma per il 2 maggio sapevo tutto. Avevo due chirurghi. Uomo e Donna  (Il Dr. Camanni e la dott.ssa Del Piano). Ying e Yang. Mi aspettavo ad un po’ di umanità, almeno così erano stati dipinti. Lei dopo l’intervento è passata a trovarmi. Mi ha detto che pensava sarei stata l’ultima persona a riprendermi. E invece ero già in piedi a camminare. E dice che sono un po’ “mattarella”, che solo i “mattarelli” sono anche i più veloci nella ripresa. Ma “mattarella” sta per il fatto che quando ci siamo incontrati la prima volta il 5 aprile mi sono messa a piangere? O sta per il fatto che in sala operatoria prima di dormire le ho preso la mano chiedendole conforto e supporto morale? La prego mi dica che andrà tutto bene? Ma certo! E ci voleva così tanto per dirlo!? Sono stata così fuori luogo?? Anche lui è venuto in camera a confermarmi che era tutto ok. L’ovaio sinistro era davanti a quello destro schiacciato e girato su sé stesso. Ha tolto un bel po’ di roba. 

Ora sono convalescente. Ho la pancia enorme. Sono stata fortunata. Lina

 

 

L’isterectomia laparoscopica di Monica

Monica mi ha scritto un paio di settimane fa, prima di essere operata dal dr. Camanni, ma già prima aveva raccontato la sua esperienza sul blog, commentando la storia di Micol. Monica è stata sottoposta a isterectomia il 2 maggio scorso e ora le farebbe piacere condividere il suo vissuto con noi, perchè sia di incoraggiamento per tutte.

Ed io pubblico più che volentieri!

 

Ciao sono Monica ho quasi 52 anni e da pochi giorni (il 2 maggio), sono stata operata a Milano dal dott. Camanni e dalla sua collega Dott.ssa Elena Delpiano. Mi sono decisa a scrivere perché spero di poter incoraggiare e aiutare chi si appresta ad affrontare un intervento.

Purtroppo il mio vissuto ginecologico ha condizionato la mia vita sin dal adolescenza quando all età di 15 anni ho scoperto di essere nata con una malformazione genetica, che non mi avrebbe mai dato la possibilità di diventare madre biologica. I miei sogni si sono spezzati…e da li è iniziato il calvario. Ho subito il primo intervento chirurgico ginecologo al St Anna e a causa di una complicazione sono rimasta in ospedale per tre mesi e in quella stanza ho visto di tutto donne malate, donne che morivano, medici sensibili e medici che mi trattavano come un caso da analizzare…

Quando finalmente mi hanno dimessa piano piano ho cercato di riprendere in mano la mia vita, ho ripreso la scuola e le amicizie ma non parlavo con nessuno del mio problema volevo essere come le altre. Sono stata fortunata e ho incontrato un ragazzo allora che mi ha capito e amata per quello che sono, ci siamo sposati e dopo tre anni abbiamo fatto domanda di adozione e anche qui è ripreso il calvario, ma per fortuna dopo ben 6 anni abbiamo coronato in nostro sogno con l’arrivo di un bellissimo bambino!!! Quindi è di nuovo ripresa la salita, ma come tutti sappiamo la vita ti mette sempre alla prova.

Infatti in un controllo eco grafico scoprono qualcosa di sospetto di nuovo nel mio apparato! Panico totale! Cosi dopo vari alti e bassi nel settembre 2001 affronto un intervento laparoscopico a Torino. Scoprono che per fortuna non era niente ma solo il mio abbozzo d utero che era cresciuto, il chirurgo decide di non toglierlo (anche se in realtà non avendo il ciclo non era determinante). Purtroppo dopo 2 anni al classico controllo emerge che ho un fibroma….il destino gioca brutti scherzi!!! Ma io non voglio farmi operare ho paura! In accordo con la mia ginecologa che mi conosce da sempre decidiamo di tenerlo sotto controllo.

Passano gli anni e anche il fibroma cresce e si va ad appoggiare alla vescica, quindi sempre meno autonomia e sempre più in bagno. Prima di Natale 2015 la ginecologa mi convince ad andare dal Dottor Camanni e con lui decidiamo per l’intervento presso l’ospedale di Milano, come tutte voi sapete i mesi che precedono l’intervento sono i più brutti, l’ansia, la paura non ti lasciano mai e nel mio caso anche i ricordi del passato…. A metà aprile rincontro il dott. Camanni e la Dot t.ssa Delpiano per l’ultimo controllo: il fibroma ormai è quasi 10 centimetri, ma i dottori mi rassicurano e mi spiegano che faranno il possibile per l intervento in laparoscopia. Ora sono nelle sue mani!

Il 2 maggio sono stata operata a Milano, l’intervento è stato più complesso del previsto proprio perché il fibroma era vicinissimo alla vescica e pesava 7 etti, ma il dott Camanni è riuscito ha fare tutto e a concludere l’intervento laparoscopico con successo!!! (la mia ginecologa era presente in sala operatoria e ha detto che un altro chirurgo dopo mezz’ora d intervento avrebbe desistito e optato per il taglio).

Ho tolto uterino, fibroma e ovaie. Ora sono a casa e piano piano rinizierò la risalita. Dico a tutte che per fortuna nella vita si incontrano medici sensibili e competenti come è capitato a me!!! Non aggiungo altro un grazie a Eleonora per avermi dato la possibilità di raccontare la mia storia, un grazie al dott. Camanni e un grazie grandissimo alla dottoressa Elena Delpiano.

Francesca operata in isteroscopia operativa dal dr. Camanni

Sono proprio felice di raccontarvi che Francesca si è liberata di almeno uno dei suoi maledettissimi fibromi!

Come da programmi Francesca ha subito lunedì scorso un’isteroscopia operativa  ad opera dal dr. Camanni. L’intervento si è svolto all’ospedale San Giuseppe di Milano e il dr. Camanni è riuscito ad asportare completamente uno dei due fibromi di Francesca.

Questa è davvero una buona notizia perchè inizialmente la dott.ssa del Piano, la collega del dr. Camanni, aveva prospettato a Francesca un duplice intervento perchè sembrava impossibile rimuovere tutto il fibroma  (misurante 5 cm) con una sola isteroscopia. Invece l’intervento ha avuto un esito migliore del previsto a Francesca ha potuto dire addio ad uno dei suoi due maledetti.

Francesca, che abita a Grosseto, è già tornata a casa e io sono in attesa di notizie riguardo il suo post operatorio.

Io intanto sono dovuta ricorrere agli antibiotici per curare la cistite e non ho ancora prenotato la mia visita di controllo. Sono sommersa da mille faccende perchè nella mia vita ci sono stati grossi cambiamenti e stò cercando (a fatica) di tenere un po’ le fila del tutto.

Sono molto dispiaciuta di non poter dedicare più molto tempo al mio blog ma prometto di recuperare presto! Grazie di cuore a chi continua a seguirmi e a tutte le nuove amiche che mi stanno scrivendo in questi giorni.

All’ospedale Gradenigo a trovare Nadia

Sabato scorso sono stata all’ospedale Gradenigo di Torino a trovare Nadia, operata venerdì dal dr. Camanni e dalla dott.ssa Del Piano.

Non ci conoscevamo perciò non so come sia lei di solito, però devo dire che l’ho trovata in forma! Si era già alzata e mentre chiacchieravamo è stata tutto il tempo seduta sul letto. Non aveva neanche più la flebo con l’antidolorifico. E’ stato davvero bello conoscerla e sono certa che si rimetterà in frettissima (credo l’abbiano dimessa oggi) e che in men che non si dica i maledetti saranno solo un brutto ricordo.

E’ stato piacevole tornare all’ospedale Gradenigo. E’ un po’ difficile descrivere la sensazione che ho provato tornando lì, dopo le due isteroscopie, la mini laparotomia e le varie corse al Pronto Soccorso, però mi sono accorta che a prevalere dentro di me era una sensazione di serena positività.

Quando sono tornata all’ospedale Maria Vittoria, dove è nata Giorgia, a trovare un’amica che aveva appena partorito, non mi sono sentita così tranquilla. Rivedendo il reparto, i letti, le infermiere, sono stata profondamente contenta di essere lì solo in visita e per un verso non vedevo l’ora di andarmene. Eppure la nascita di Giorgia non è stata particolarmente traumatica ..  La permanenza in quell’ospedale tuttavia, e il modo con cui tutte venivamo trattate dalla maggior parte del personale medico, non sono stati piacevoli.

Al Gradenigo ho passato più tempo e per questioni molto meno belle (e soprattutto molto più dolorose) eppure sono entrata nel reparto di Chirurgia con il sorriso e quel corridoio, le stanze e persino il piccolo atrio con l’ascensore che conduce alle sale operatorie mi sono sembrati luoghi amici. Il posto in cui ho detto addio al mio maledetto fibroma. Il luogo in cui ho ricominciato a vivere.

Desidero quindi ringraziare ancora una volta l’equipe medica che si è occupata di me nelle varie circostanze in cui sono stata al Gradenigo.  Dal team del Pronto Soccorso al personale della sala operatoria, dai barellieri agli infermieri del reparto.

Sono sempre più convinta chel’atteggiamento e i modi di chi ci circonda in un momento di debolezza e di dolore possano trasformare ciò che accade in un incubo terribile o piuttosto ridimensionare una brutta situazione ad una esperienza difficile ma superabile. Medici, infermieri, anestesisti, chirurghi, ecc. delle strutture ospedaliere di tutta Italia, per favore, pensateci!

Numero 2 uteri salvati!

La settimana scorsa (purtroppo ho tempo solo oggi di raccontarlo) ho gioito molto per le sorti di Nadia e di Francesca, entrambe destinate secondo i loro ginecologi a subire un’isterectomia.

Nadia e Francesca mi hanno scritto e io ho consigliato loro di sentire il parere del dr. Camanni. Così, pur abitando lontano da Torino, sono riuscite ad organizzarsi e lunedì scorso sono state presso la sede del Ginteam, dove hanno incontrato il dr. Camanni e la dott.ssa Del Piano.

I “miei” ginecologi (ormai li sento davvero “miei”) hanno visitato le mie amiche del blog e hanno decretato che possono essere operate in laparoscopia per rimuovere i soli fibromi e che il loro utero potrà tranquillamente rimanere al suo posto.

Questa notizia mi ha riempita di gioia, sia perchè Francesca e Nadia erano felicissime (e sono contenta di essere stata utile) e sia perchè il dr. Camanni si è riconfermato un medico esperto e capace. E poi insomma, anche se è stato proprio facile mettere tutti in contatto, un po’ sento di aver partecipato a quest’impresa di salvare altri due uteri (il primo è stato il mio).

In bocca al lupo a Francesca e Nadia, che subiranno l’intervento il mese prossimo. Nadia verrà a Torino, all’ospedale Gradenigo, quindi ci sarà anche occasione di conoscerci di persona. Francesca invece verrà operata a Parma, e un po’ mi spiace perchè è anche lei una persona splendida e mi sarebbe piaciuto vederla.

E, è doveroso, grazie ancora dr. Camanni!