Mara con dolori alla schiena dopo la laparotomia

Mara ha 42 anni, abita a Milano ed è stata operata 2 volte a causa dei fibromi e una volta per una gravidanza extra uterina. Da 3 anni circa soffre di forti dolori alla base della schiena. Ho fatto vari controlli ma pare che alle ossa non risulti nulla. Mi ha scritto per sapere se a qualcun’altra è capitato di avere dolori alla schiena a causa delle aderenze di un intervento.

Sono Mara, ho visto il vostro la Vs. pagina di facebook e un po’ mi sono rassicurata per la situazione in cui mi trovo.

Vorrei chiedere se fosse possibile delle informazioni in merito ai Centri che si occupano di fibromi uterini.

Ho 43 anni e sono stata operata già due volte di fibromi uterini, una volta in laparoscopia e una in laparotomia. Sono sempre stata operata e seguita all’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (VR). Dopo le due operazioni i Medici non mi hanno mai detto che visti gli interventi avrei potuto avere problemi in caso di gravidanza.

Ho provato a rimanere incinta e sono stata operata d’urgenza per gravidanza extrauterina, e mi hanno tolto una tuba.

L’addome è pieno di aderenze e questo mi ha causato la GU. Dopo tutti questi interventi ho dolori alla schiena a camminare, pancia e gamba.

I medici mi hanno detto che devo imparare a conviverci perchè alle aderenze non ci si può fare nulla.

Nel frattempo i fibromi si sono riformati e se dovessero ingrandirsi mi hanno detto che devo operarmi e togliere l’utero.

Andando in internet ho visto che a Milano al Niguarda sono specializzati nella cura di fibromi. Per caso avete dei nominativi di Medici che si occupano di questi problemi?

Vi ringrazio e saluto.

Io le ho indicato il dr Rampoldi al Niguarda di Milano (specializzato in embolizzazione) e il dr Accardi all’ Istituto Clinico Humanitas. Qualcun’altra può fornirle qualche altro nominativo a Milano?

Raffaela che cerca informazioni riguardo l’embolizzazione a Roma

Arriva da Roma il breve messaggio di Raffaela, che cerca informazioni riguardo l’embolizzazione perchè vorrebbe risolvere con questa tecnica i problemi causati dai suoi tre fibromi:
mioma sottosieroso anterolaterale sinistro di 78x64x50 mm;
mioma sottosieroso di 25×20 mm;
mioma intramurale di 18×10 mm.

La dottoressa che l’ha visitata le ha consigliato l’asportazione dei fibromi mediante laparoscopia.
Lei però vorrebbesentire un altro parere medico e, se possibile, vorrebbe evitare l’intervento. Soprattutto, vorrebbe capire quali sono i fattori che incidono su una tecnica (embolizzazione) piuttosto che su un’altra (intervento vero e proprio), considerando che non ha ancora avuto una gravidanza e che, a prescindere da questo, non vuole rischiare di avere complicanze che riguardino il suo utero.

Io le ho dato il numero di telefono del dr Morucci che opera a Roma all’Ospedale San Camillo, ma sono certa che Raffaela apprezzerà qualsiasi vostro contributo in merito perchè ha bisogno di un po’ di incoraggiamenti.

Un saluto a chi mi legge! Nel 2016 anche io ho scoperto di avere dei fibromi all’utero, precisamente 3, e per una serie di motivi, sempre di salute, ho dovuto posticipare la soluzione al problema. Adesso però uno dei fibromi ha raggiunto la grandezza di più di 8 cm ed è arrivato il momento di affrontare questo problema.

Ho quindi iniziato a leggere articoli sull’embolizzazione e chiedo a voi qualche consiglio e conforto. Abito a Roma.
A presto,
Raffaela

Open Day dedicato alla Ginecologia con focus Fibromi uterini

Forse molte di voi lo sanno già  (io l’ho scoperto per caso grazie alla segnalazione di un’amica), comunque ci tenevo a segnalarvi un evento organizzato da Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna. In occasione della Festa della Donna, Onda ha coinvolto gli ospedali certificati “Bollino Rosa” affinchè offrissero servizi diagnostici e/o informativi alla popolazione femminile.

In particolare questi ospedali offriranno l’8 marzo consulenze, esami, conferenze, materiali informativi, ecc. a tema fibromi uterini.

Leggo sul sito di Onda che i fibromi sono  “una delle patologie ginecologiche benigne più diffuse, con una stima di circa 3 milioni di donne nel nostro Paese. In circa la metà dei casi i fibromi uterini sono asintomatici mentre per il restante 50% sono responsabili di manifestazioni anche importanti che incidono negativamente sulla qualità della vita delle donne” e noi, ahimè, lo sappiamo bene.

 

Gli ospedali con Bollino Rosa sono 200 strutture ospedaliere italiane che Onda definisce “vicini alle donne”, cioè che offrono percorsi diagnostico-terapeutici dedicati alle patologie femminili riservando particolare cura alla centralità della paziente (ma riguardo quest’ultimo punto mi riservo di esprimere le mie considerazioni in un altro post, dedicato a questo argomento).

Ogni ospedale ha scelto in base alla propria disponibilità se aderire all’iniziativa e quali servizi offrire. Il Sant’Anna ad esempio, un grosso ospedale di Torino, offre un incontro aperto con possibilità di fare delle domande agli esperti.

Mi stò chiedendo quanto possa essere interessante questo evento e se sia magari il caso di farci un salto. Ho un po’ il timore che in realtà sia solo tanto fumo e poco arrosto .. comunque sia cercherò di trovare il tempo domani di telefonare alla segreteria dell’Ospedale Sant’Anna per avere qualche dettaglio in più. Per ora ho parlato solo con la Responsabile Eventi di Onda, che è stata molto gentile ed ha risposto a tutte le mie domande, ma che però non disponeva di informazioni riguardo gli eventi specifici organizzati da ogni singolo ospedale.

In ogni caso io vi consiglierei di approfittare di questa bella iniziativa, informandovi riguardo le proposte degli ospedali delle vostre città. Ho visto che sono previsti eventi un po’ in tutta Italia e magari questa potrebbe, chissà, rivelarsi l’occasione buona per trovare quella risposta, o quello specialista, che state cercando.

Se avete notizie aggiuntive in merito o se avete modo di approfondire la cosa scrivetelo nei commenti!

Infografica sui Fibromi Uterini

Condivido di seguito un’interessante Infografica sui fibromi uteri che ho avuto dalla Gedeon Richter. Qui trovate un efficace riassunto riguardo la diffusione dei fibromi ed i sintomi ad essi legati.

Ho omesso una piccola parte dell’infografica perchè molto specifica su Esmya, ed in questo momento di confusione attorno a questo farmaco non me la sento di consigliarlo spassionatamente, seppur io sia stata la prima a volerlo prendere a tutti i costi.

Nell’infografica potete trovare a mio avviso spunti ineressanti. Ho particolarmente apprezzato il punto in cui viene dichiarato che il trattamento di una donna con fibromi uterini va personalizzato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Gedeon Richter

Roberta affronta con coraggio una miomectomia per realizzare il suo sogno di gravidanza

Sono sempre felice di ricevere mail come quelle di Roberta, piene di coraggio e di speranza. Roberta ha 37 anni, abita a Lecce, e ha vinto la sua battaglia con i suoi maledetti fibromi.

 

Ciao, comincio col dirti che vi ho sempre seguite e grazie a voi nn mi sono mai sentita sola in questa mia brutta esperienza. Oggi sono pronta a raccontare la mia storia perché vedo un pò di luce in questo tunnel! Mi chiamo Roberta, ho 37 anni e sono della provincia di Lecce. I miei problemi cominciano più o meno quattro anni fa quando il mio ciclo sempre regolare comincia a diventare sempre più abbondante e quasi emorragico. Come una stupida do la colpa allo stress! La vita frenetica, il lavoro, la casa, gli impegni, era questo secondo me che stava cambiando il mio ciclo, fino a quando un anno e mezzo fa io e il mio compagno decidiamo che era ora di pensare a mettere su famiglia.

Ricordo che scegliere il ginecologo non fu affatto facile, io volevo il migliore perché nel cuore mio di donna sapevo che qualcosa in me nn andava bene. Scelgo il ginecologo, chiamo per prendere appuntamento e dopo due giorni ero nel suo studio. Da subito ho capito che avevo fatto la scelta giusta! Utero deformato per colpa di tre mostri che lo occupavano, il più grande era di 10 cm, gli altri 7cm. Potete capire in quel momento cosa ho provato… devo salvarle l’utero signora disse il ginecologo! Mi fece cominciare subito la cura con esmya, sei mesi di cura, non sto qui a elencarvi tutti gli effetti collaterali con i quali ho dovuto convivere! Dopo la cura il mio utero era tornato nella sua normalità, i mostri nn si erano rimpiccioliti di molto ma ero pronta per la miomectomia.

Giorno 17 gennaio alle ore 8.30 entravo in sala operatoria,un bacio al volo al mio compagno e a mia madre, due parole col mio ginecologo e poi il buio… Svegliata dall’anestesia, avevo dolori lancinanti, pian piano però la morfina comincia a fare effetto e vedo tutta la mia famiglia e vedo anche il mio ginecologo (nonché il primario) che mi rassicura e mi dice che il mio utero è salvo! Ora sono a casa, ho già tolto i punti, la mia pancia giorno dopo giorno si sta sgonfiando, nn mi sento ancora in piena forma ma sono felice!

Tra qualche mese potrò cercare la gravidanza e non vedo l’ora! Ho deciso che voglio un pó di tempo per me stessa e per la mia famiglia ed è quello che sto facendo! In bocca al lupo a tutte ragazze! Noi donne siamo più forti di quei mostri!

In bocca al lupo a te cara Roberta! Ti auguro con tutto il cuore che il tuo progetto di maternità diventi presto realtà. Sono davvero tanto felice che il blog ti è stato utile!