Datemelo voi il consiglio giusto!

Sono molto molto molto combattuta ragazze, perciò chiedo il consiglio. Il consiglio di voi che mi siete amiche. Di voi che conoscete il blog. Di voi che sapete perchè scrivo.

Siccome gli avevo detto (al medico innominabile) che se avesse continuato avrei pubblicato ogni sua comunicazione, adesso una parte di me vorrebbe farlo. Perchè voglio che smetta.

Gliel’ho chiesto tante volte, in vari modi. Gliel’ha detto anche il giudice, due volte. Ma niente.

Sono giorni difficili per tutti noi. Stanchezza, preoccupazione, dolore. Tutti questi morti. La paura appena mettiamo il naso fuori di casa, anche solo per andare a buttare l’immondizia. L’orrore se, per caso, incrociamo un’altra persona cui non è chiaro il dover stare a debita distanza.  Ma io dico, con tutte queste complicazioni e difficoltà che ci troviamo a dove gestire ogni giorno, devo anche aprire la posta e trovare la sua ventimillesima emai?? Ma basta, santa pace! Ma bastaaaaaaaa.

E quindi io vorrei pubblicare la sua email nella speranza che con questo gesto potesse smetterla. Però mi spiace inquinare questo blog, che è un bel posto, e che è “casa mia”, e anche “casa vostra”, con tante brutte parole. E poi vorrei anche parlarvi di questioni più interessanti delle paranoie di un prepotente.

Perciò chiedo aiuto a voi. Visto che gli avevo detto che se mi avesse scritto ancora avrei reso pubblico tutto, ora dovrei tener fede alla mia parola oppure occuparmi effettivamente di questioni più importanti, per quanto indurlo a smettere di scocciarmi sia una causa ormai per me abbastanza importante, vista la continuità e la pesantezza con cui continua a perseguirmi?

Detto ciò, vi anticipo che per fortuna ho contenuti più interessanti di questo (del quale chiedo venia). Ho un regalino inedito per tutte quelle che hanno letto il mio libro. E volendo anche per chi non l’ha ancora letto ma vorrebbe leggerlo, e pure per chi non lo leggerà mai!! 🙂

E poi ho una super news interessantissima che riguarda la nostra lotta ai fibromi. Forse, una nuova strada percorribile. State con me!

 

Mara combatte le aderenze e cerca un professionista a Milano

Sono Mara, ho visto il vostro la Vs. pagina di facebook e un po’ mi sono rassicurata per la situazione in cui mi trovo.

Vorrei chiedere se fosse possibile delle informazioni in merito ai Centri che si occupano di fibromi uterini.

Ho 43 anni e sono stata operata già due volte di fibromi uterini, una volta in laparoscopia e una in laparotomia. Sono sempre stata operata e seguita all’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (VR). Dopo le due operazioni i Medici non mi hanno mai detto che visti gli interventi avrei potuto avere problemi in caso di gravidanza.

Ho provato a rimanere incinta e sono stata operata d’urgenza per gravidanza extrauterina, e mi hanno tolto una tuba.

L’addome è pieno di aderenze e questo mi ha causato la GU. Dopo tutti questi interventi ho dolori alla schiena a camminare, pancia e gamba.

I medici mi hanno detto che devo imparare a conviverci perchè alle aderenze non ci si può fare nulla.

Nel frattempo i fibromi si sono riformati e se dovessero ingrandirsi mi hanno detto che devo operarmi e togliere l’utero.

Andando in internet ho visto che a Milano al Niguarda sono specializzati nella cura di fibromi. Per caso avete dei nominativi di Medici che si occupano di questi problemi?

Vi ringrazio e saluto.

A Mara ho indicato il dr Rampoldi al Niguarda (specializzato in embolizzazione) e il dr Accardi all’Istituto Clinico Humanitas. Lo ho consigliato anche un consulto con il dr Camanni, qua a Torino (in ospedale o privatamente).
Lo ho inoltre consigliato di spucliare gli articoli del blog relativi a Milano.

Qualcun’altra può aiutare Mara? Per lei l’ideale sarebbe trovare un bravo professionista a Verona.

 

Mara con dolori alla schiena dopo la laparotomia

Mara ha 42 anni, abita a Milano ed è stata operata 2 volte a causa dei fibromi e una volta per una gravidanza extra uterina. Da 3 anni circa soffre di forti dolori alla base della schiena. Ho fatto vari controlli ma pare che alle ossa non risulti nulla. Mi ha scritto per sapere se a qualcun’altra è capitato di avere dolori alla schiena a causa delle aderenze di un intervento.

Sono Mara, ho visto il vostro la Vs. pagina di facebook e un po’ mi sono rassicurata per la situazione in cui mi trovo.

Vorrei chiedere se fosse possibile delle informazioni in merito ai Centri che si occupano di fibromi uterini.

Ho 43 anni e sono stata operata già due volte di fibromi uterini, una volta in laparoscopia e una in laparotomia. Sono sempre stata operata e seguita all’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (VR). Dopo le due operazioni i Medici non mi hanno mai detto che visti gli interventi avrei potuto avere problemi in caso di gravidanza.

Ho provato a rimanere incinta e sono stata operata d’urgenza per gravidanza extrauterina, e mi hanno tolto una tuba.

L’addome è pieno di aderenze e questo mi ha causato la GU. Dopo tutti questi interventi ho dolori alla schiena a camminare, pancia e gamba.

I medici mi hanno detto che devo imparare a conviverci perchè alle aderenze non ci si può fare nulla.

Nel frattempo i fibromi si sono riformati e se dovessero ingrandirsi mi hanno detto che devo operarmi e togliere l’utero.

Andando in internet ho visto che a Milano al Niguarda sono specializzati nella cura di fibromi. Per caso avete dei nominativi di Medici che si occupano di questi problemi?

Vi ringrazio e saluto.

Io le ho indicato il dr Rampoldi al Niguarda di Milano (specializzato in embolizzazione) e il dr Accardi all’ Istituto Clinico Humanitas. Qualcun’altra può fornirle qualche altro nominativo a Milano?

Raffaela che cerca informazioni riguardo l’embolizzazione a Roma

Arriva da Roma il breve messaggio di Raffaela, che cerca informazioni riguardo l’embolizzazione perchè vorrebbe risolvere con questa tecnica i problemi causati dai suoi tre fibromi:
mioma sottosieroso anterolaterale sinistro di 78x64x50 mm;
mioma sottosieroso di 25×20 mm;
mioma intramurale di 18×10 mm.

La dottoressa che l’ha visitata le ha consigliato l’asportazione dei fibromi mediante laparoscopia.
Lei però vorrebbesentire un altro parere medico e, se possibile, vorrebbe evitare l’intervento. Soprattutto, vorrebbe capire quali sono i fattori che incidono su una tecnica (embolizzazione) piuttosto che su un’altra (intervento vero e proprio), considerando che non ha ancora avuto una gravidanza e che, a prescindere da questo, non vuole rischiare di avere complicanze che riguardino il suo utero.

Io le ho dato il numero di telefono del dr Morucci che opera a Roma all’Ospedale San Camillo, ma sono certa che Raffaela apprezzerà qualsiasi vostro contributo in merito perchè ha bisogno di un po’ di incoraggiamenti.

Un saluto a chi mi legge! Nel 2016 anche io ho scoperto di avere dei fibromi all’utero, precisamente 3, e per una serie di motivi, sempre di salute, ho dovuto posticipare la soluzione al problema. Adesso però uno dei fibromi ha raggiunto la grandezza di più di 8 cm ed è arrivato il momento di affrontare questo problema.

Ho quindi iniziato a leggere articoli sull’embolizzazione e chiedo a voi qualche consiglio e conforto. Abito a Roma.
A presto,
Raffaela

Open Day dedicato alla Ginecologia con focus Fibromi uterini

Forse molte di voi lo sanno già  (io l’ho scoperto per caso grazie alla segnalazione di un’amica), comunque ci tenevo a segnalarvi un evento organizzato da Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna. In occasione della Festa della Donna, Onda ha coinvolto gli ospedali certificati “Bollino Rosa” affinchè offrissero servizi diagnostici e/o informativi alla popolazione femminile.

In particolare questi ospedali offriranno l’8 marzo consulenze, esami, conferenze, materiali informativi, ecc. a tema fibromi uterini.

Leggo sul sito di Onda che i fibromi sono  “una delle patologie ginecologiche benigne più diffuse, con una stima di circa 3 milioni di donne nel nostro Paese. In circa la metà dei casi i fibromi uterini sono asintomatici mentre per il restante 50% sono responsabili di manifestazioni anche importanti che incidono negativamente sulla qualità della vita delle donne” e noi, ahimè, lo sappiamo bene.

 

Gli ospedali con Bollino Rosa sono 200 strutture ospedaliere italiane che Onda definisce “vicini alle donne”, cioè che offrono percorsi diagnostico-terapeutici dedicati alle patologie femminili riservando particolare cura alla centralità della paziente (ma riguardo quest’ultimo punto mi riservo di esprimere le mie considerazioni in un altro post, dedicato a questo argomento).

Ogni ospedale ha scelto in base alla propria disponibilità se aderire all’iniziativa e quali servizi offrire. Il Sant’Anna ad esempio, un grosso ospedale di Torino, offre un incontro aperto con possibilità di fare delle domande agli esperti.

Mi stò chiedendo quanto possa essere interessante questo evento e se sia magari il caso di farci un salto. Ho un po’ il timore che in realtà sia solo tanto fumo e poco arrosto .. comunque sia cercherò di trovare il tempo domani di telefonare alla segreteria dell’Ospedale Sant’Anna per avere qualche dettaglio in più. Per ora ho parlato solo con la Responsabile Eventi di Onda, che è stata molto gentile ed ha risposto a tutte le mie domande, ma che però non disponeva di informazioni riguardo gli eventi specifici organizzati da ogni singolo ospedale.

In ogni caso io vi consiglierei di approfittare di questa bella iniziativa, informandovi riguardo le proposte degli ospedali delle vostre città. Ho visto che sono previsti eventi un po’ in tutta Italia e magari questa potrebbe, chissà, rivelarsi l’occasione buona per trovare quella risposta, o quello specialista, che state cercando.

Se avete notizie aggiuntive in merito o se avete modo di approfondire la cosa scrivetelo nei commenti!