Massimiliana che valuta l’embolizzazione con il dr Rampoldi

Massimiliana ha 39 anni, abita a Milano e ha un grosso fibroma. Era già in lista per l’intervento di miomectomia laparoscopica, ma poi ha cambiato idea..

 

Buon giorno,
vorrei raccontare la mia storia soprattutto perché grazie a questo libro anche io ho scoperto che esistono altre tecniche per curare i fibromi uterini.

Ho 39 anni, sono separata e non ho figli.
Premetto che annualmente facevo la visita dal ginecologo con eco e paptest. Questo fino a gennaio 2015. Poi non so perché, mi sono persa fino a luglio 2018. La solita dottoressa appena iniziata la visita manuale mi dice “c’è qualcosa “… con l’ ecografia mi diagnostica un fibroma sottosieroso bilobato di 7,8 mm per 5 mm ed uno di 1,5 mm di diametro. Mi dice vagamente che saranno da togliere ma di rivederci dopo 4 mesi.

Uscita dall’ ambulatorio ho un conato di vomito e sudorazione fredda. Mi scoppia la testa e subito mi torna in mente mia madre che a 44 anni ha subito un’isterectomia per un fibroma grosso come una gravidanza di 6 mesi.
Io non ho mai avuto problemi con il ciclo, regolare e abbondante solo i primi 2 giorni ma al terzo già in fase finale.

Prendo un appuntamento privato in Mangiagalli a Milano considerata la clinica più specializzata, con un dottore che non conoscevo ovviamente. Dopo l’eco mi spiega sommariamente che vanno tolti con l’intervento chirurgico da prassi e che comporterà solo 3 piccoli buchi sull’ addome. Mi mette in lista e il 24 ottobre mi presento per il prericovero. Eravamo credo più di 100 donne, entravano e uscivamo da una stanza all’ altra come pecore. Avevamo un mano una cartella con un foglio da far firmare a ogni visita. Poi mi danno due fogli per un totale di 8 pagine da leggere. Forse li ho letti troppo bene ma in sostanza spiegavano che l’ecografia è un esame limitato e che solo durante l’intervento si sarebbero resi conto della situazione. Pertanto chiedevano di autorizzarli a procedere nel caso fosse stata diversa la situazione. Praticamente anche ad asportare tutto.

Alla fine degli esami aspettavo il colloquio con il primario dott. Vercellini che era già andato via. Mi danno da prendere 1/4 di primolut nor fino alla data dell’intervento.

Tornata a casa inizio a cercare su internet “fibromi uterini“… mi si è aperto un mondo di informazioni che nessuno mi aveva dato. La miomectomia non era poi così semplice come mi aveva detto il ginecologo della Mangiagalli anzi. Vorrei ancora tenermi aperta una speranza di gravidanza che magari non arriverà, però la prospettiva di svegliarmi dall’ anestesia senza utero mi ha spaventato e non poco.
Inizio così a cercare informazioni sull’ embolizzazione e prendo un appuntamento col Dott. Luppatelli a Milano. Purtroppo l’intervento lo farebbe a Bologna e al momento io sono sola dopo una recente separazione anche economicamente, perciò non posso sostenere i costi .
Stamattina ho contattato il Niguarda e il 18 dicembre ho un appuntamento con il dottor Rampoldi per valutare un embolizzazione .
Volevo soprattutto ringraziare tutte voi per aver condiviso le vostre esperienze e avermi dato l’opportunità di scegliere.
Vi farò sapere sicuramente come procederà la mia storia con i maledetti.
Un abbraccio.

Massimiliana mi ha poi aggiornata dopo la visita con il dr Rampoldi.

Ha guardato la mia risonanza senza contrasto e mi ha spiegato la tecnica di intervento per l’ embolizzazione. A differenza del dr Luppatelli lui pratica l’anestesia locale perché copre i tre giorni successivi che sono i più dolorosi in quanto avviene un vero e proprio infarto del fibroma. Mi ha garantito il mio ciclo e questo mi rincuora parecchio. Mi ha poi prescritto una serie di esami tra cui l’ antigene carcino embrionale per escludere che sia una forma maligna (cosa di cui fin’ora nessuno si era preoccupato di accertare) e risonanza con contrasto.
Dopo la risonanza magnetica ci vedremo ancora per fare il punto della situazione. Mi ha inserito per fare l’ intervento a febbraio ma senza impegno, posso decidere anche di non farlo.

La visita con il dottor Rampoldi è durata mezz’ora. È stato entusiasta della risonanza che avevo fatto e l’ ha subito inserita nel suo portatile per guardarla. Gli ho raccontato brevemente la mia storia clinica e privata nell’aspetto riproduttivo e del perché a 39 anni non ho ancora avuto figli. Mi sono sentita subito serena perché è una persona umile, semplice e chiara. Mi ha spiegato in poche parole quello che sostanzialmente avevo letto nel tuo libro e su altri siti internet. In particolare mi ha colpito il suo interesse nel verificare che sia una formazione benigna prima di tutto e poi avremo parlato ancora con analisi e rm con contrasto alla mano.

Sono molto più serena dall’incontro con lui, ora attendo l’esito degli esami ma a cuor leggero.

In attesa di aggiornamenti da parte di Massimiliana non posso che augurarle con tutto il cuore di fare la scelta giusta per affrontare il suo fibroma e di poter festeggiare presto il suo lieto fine.

Laparotomia o laparoscopia? Simona chiede la relazione tra tipo di intervento e recidiva

Simona ha 31 anni e si trova a combattere un utero pieno di fibromi.

Ciao a tutte!

Mi chiamo Simona e sono anche io alle prese con i maledetti fibromi. Il mese prossimo farò la preospedalizzazione in vista dell’intervento che spero sarà dopo Dicembre. Sono ancora nella fase iniziale, quella delle visite, dei “ma se ci fosse un medico più bravo”?

Ma se potessi fare un intervento meno invasivo? Attualmente so che ho una serie di fibromi, alcuni raggruppati, inferiori ai 10 cm e tutti sottosierosi. Il ginecologo dell’ospedale mi ha prospettato una laparatomia per riuscire ad avere una visuale migliore e togliere anche i più piccoli. Ho 31 anni e non ho figli ma ne vorrei. Ciò che mi spaventa ora è l’intervento, il dolore la cicatrice e le conseguenze sull’utero, spero che tutto ciò servirà a qualcosa.

Mi chiedo se un altro medico mi consiglierebbe la miomectomia laparoscopica, magari dei fibromi maggiori, dato che non penso tenterò una gravidanza appena trascorsi i tempi necessari dall’intervento ma ci vorranno fra due anni circa. L’intervista al dottor Camanni mi ha fatto sorgere questo dubbio. come potrei fare una visita con lui? C’è qualcun altro a cui pensate potrei rivolgermi? Finora ho consultato solo medici a Pisa e stavo valutando il dottor Scambia a Roma ma alcune recensioni mi lasciano perplessa. Indiscutibile la sua bravura ma non trapela sempre un comportamento umano allo stesso livello.
Grazie intanto per l’attenzione e le esperienze condivise, sono molto d’aiuto.

Simona mi chiede inoltre se c’è una relazione tra tipo di intervento e recidive. Nell’articolo sulla morcellazione dei fibromi avevo un po’ cercato di indagare questa tematica però temo non ci sia una risposta sempre vera, o comunque completamente attendibile. Pare che la morcellazione, che avviene in caso di laparoscopia, possa lasciare nell’addome piccole parti del tessuto del fibroma. E’ anche vero che io mi sono sottoposta a laparotomia proprio perchè secondo il mio ginecologo del tempo era l’unico modo per “ripulire bene l’utero”, ma poi nemmeno un anno dopo avevo di nuovo un fibroma. E anche chi si sottopone ad embolizzazione è soggetta a ricadute o complicazioni.

Insomma proverò ad approfondire ma mi pare che la questione sia piuttosto complessa.

Simona chiede inoltre notizie sul dr Scambia. Qualcuna ha informazioni e sperienze dirette in merito?

Dopo mille peripezie Antonella festeggia l’arrivo di Sara, la sua bimba

E’ con grande piacere che vi annuncio l’arrivo di Sara, la bimba di Antonella.  Antonella segue Maledetto Fibroma dal 2014 e pochi giorni fa mi ha annunciato di essere incinta al settimo mese!!

La battaglia di Antonella, come quella di molte di voi, non è stata facile, ma finalmente anche lei ha avuto il suo lieto fine. Devo dire che, nonostante le sue traversie, Antonella è stata positiva e fiduciosa. Dopo la terapia con Esmya, che non è risultata risolutiva (una volta terminata la cura il suo fibroma ha ricominciato a crescere, più velocemente di prima), Anotnella è stata operata di miomectomia laparoscopica dal prof. Zullo a Catanzaro. L’intervento, avvenuto nel dicembre 2015, è perfettamente riuscito, nonostante la lenta ripresa. A giugno del 2016 Anotnella si è sposata ed ora è in attesa della sua piccola Sara.

Se dovessi ripassare dall’inferno per avere questa gioia, credimi, lo rifarei!! Mi scrive Antonella.
Nel frattempo durante l’estate del 2015 Antonella ha avuto vari problemi gastrici ed intestinali, e dopo varie visite ha scelto si essere seguita dal prof. Zagari, noto gastroenterologo a Bologna. Alla fine di tutti gli esami fatti è emersa una gluten sensibility, un’intolleranza al lattosio ed un’intolleranza al fruttosio! In più nel frattempo Antonella ha sviluppato anche un’intolleranza al ferro in qualsiasi forma esterna. Può assumerlo solo attraverso la dieta! Nessun medico le ha spiegato se le intolleranze sono strettamente collegate alla comparsa di fibromi, ma in base alle ricerche che lei ha fatto ritiene che la risposta sia affermativa (e io ovviamente le ho chiesto tutti i dettagli, visto che mi sono rimpromessa di intraprendere la stessa ricerca).
Nel frattempo però Antonella si sente tranquilla riguardo la scomparsa del fibroma e l’integrità del suo utero. Ovviamente non potrà partorire in modo naturale e dovrà subire il taglio cesareo, ma sa per certo che supererà questa nuova avventura senza problemi.
E io cara Antonella non posso confermarti che sarà così! Anche io, dopo il mio primo intervento in laparatomia ero terrorizzata all’idea del cesareo e avrei fatto carte false pur di partorire naturalmente (anche quando il mio cesareo era già stato fissato io ho continuato a sperare che per qualche ragione Giorgia decidesse di nascere prima e che in qualche modo si dovesse poi procedere con un parto naturale .. ), però posso confermarti che subire un taglio per far nascere la tua bambina è lontano anni luce, sotto tutti i puni di vista, dal sottoporsi al medesimo intervento per la rimozione di un fibroma!
Prima di tutto sarai sveglia, felice e super motivata. Sarai eccitata, seppur spaventata, e non vedrai l’ora di stringere la tua piccola tra le braccia. Pensarai solo a quello e a nient’altro, vedrai, e l’emozione sarà così forte che cancellerà tutto il resto (ma questo probabilmente te l’avranno già detto!).
Non hai bisogno di altri incoraggiamenti cara Antonella, perchè hai entuasiasmo da vendere, quindi in bocca al lupo e aggiornaci presto!

Marianna che non rinuncia ai sogni dopo due laparoscopie e una laparotomia

Marianna ha 34 anni e vive in Calabria. Sapere che tante altre ragazze lottano per il suo stesso problema l’aiuta a sentirsi meno sola.

Nonostante sia una ragazza determinata e coraggiosa (e la sua storia lo dimostra) Marianna attraversa momenti in cui le sembra che tutto ciò che ha fatto finora sia stato inutile.

Si sente così perché da troppi anni i maledetti fibromi non le consentono di vivere serenamente.

Marianna scopre di avere un fibroma all’età di 16 anni. Nel corso degli anni si sottopone a ben tre interventi: due miomectomie laparoscopiche eseguite in Calabria, e una laparotomia questa volta all’Ospedale di Negrar, in provincia di Verona.

Ma nel suo utero, oggi, ci sono ancora fibromi.

Marianna ha lottato e continua a farlo. Soffre di forti emorragie che in passato sono state un limite per la sua vita e per i suoi sogni. L’anemia che ne è derivata, le ha reso difficili anche le cose più semplici come guidare o viaggiare.

Ma da qualche parte, Marianna, ha trovato la forza di andare avanti e di prendersi ciò che voleva. E questa è già una grande conquista!

Oggi il suo più grande desiderio è quello di poter avere un bambino, ed è giusto che lei ci provi nonostante lo scetticismo e il pessimismo dei medici ai quali si è rivolta.

Grazie al suggerimento di Maddy, una delle Fibroma Fighters, probabilmente Marianna contatterà il dott. Lupattelli: in questo modo potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi dell’embolizzazione un intervento (finalmente!)
poco invasivo.

Marianna, hai tutto il nostro supporto. Continua a combattere con la stessa determinazione! Noi nel frattempo faremo il tifo per te. Attendiamo le tue buone notizie.
Un abbraccio, a presto!

Daniela e il suo intervento in laparoscopia

Daniela abita a Torino ed ha scoperto il suo maledetto fibroma di 4 cm a luglio dell’anno scorso, durante una visita di prevenzione.

Il suo ginecologo le ha subito proposto di intervenire con un intervento chirurgico e Daniela, dopo lo shock iniziale, e trascorse le vacanze estive, si è messa in lista per l’intervento ed è stata chiamata il mese scorso dall’ospedale Cottolengo di Torino per una miomectomia laparoscopica.

L’intervento di Daniela è andato bene e durante l’operazione il medico ha scoperto che i fibromi erano in realtà 4! Due di 6 cm, uno di 2,5 cm ed un altro di 1,5 cm. Il chirurgo è stato tuttavia  molto in gamba ed è riuscito a togliere tutti i fibromi in laparoscopia. Per la posizione e le dimensioni dei fibromi, infatti, Daniela rischiava addirittura di doversi sottoporre ad isterectomia!

Daniela ha vissuto con molta serenità l’intervento grazie alla sua fede in Dio e alla presenza accanto a lei di persone positive, che l’hanno sostenuta tenendo alto il suo morale.

Pubblico nel dettaglio, e interamente, il racconto di Daniela relativo al suo intervento, perchè non vorrei cogliere nel suo racconto sfumature diverse rispetto al suo intento, e credo che la sua testimonianza possa essere fondamentale per chi deve sottoporsi ad in intervento in laparoscopia.

 

La testimonianza di Daniela

La mattina precedente l’intervento sono andata in ospedale a fare il prelievo e poi sono andata a lavoro tranquillamente, la mattina seguente, siccome ero la prima, sono andata lì in reparto alle sei e mezza con un’amica.

Mentre mi preparavano la mia amica faceva l’accettazione; ho dovuto indossare quelle fastidiosissime calze anti-trombo e un camice bruttarello datomi dall’infermiere. Poi altri due infermieri mi hanno portato, con il lettino, verso la sala operatoria. Sembrava la consegna dell’ordine presso un fast-food, mi hanno fatto passare da una finestra altezza lettino e messo su un altro lettino dall’altra parte della sala, poi mi hanno portato  nella saletta del mio intervento dove una simpatica anestesista ha iniziato a chiedermi altezza, peso ecc…da lì non ricordo più nulla.

Mi sono svegliata alle 11 (ero entrata in sala alle 7:30) e ricordo che frignavo per il freddo e per il bruciore alla pancia dove avevano fatto i taglietti.

Dopo essermi scaldata e dopo una buons dose di antidilorofici mi riportano in reparto, dove mi aspettava la mia amica pronta a consolarmi. Avevo tanto sonno per causa dell’anestesia quindi ho dormito la maggiorparte del tempo, nel frattempo c’era un’alternarsi di flebo e antidolorifici.

Nel tardo pomeriggio è passato il mio ginecologo che mi da la notizia che i fibromi in realtà erano 4 e non uno! Dall’ecografia se ne vedeva solo uno e di soli 4 cm, e si perchè gli altri due cm erano conficcati nel mio utero che si è beccato due punti interni!

Purtroppo dalle ecografie non sempre sti bastardi si vedono perchè si nascondono in posti strategici! Comunque il mio bravissimo medico è riuscito a toglierli senza dover fare tagli seri alla mia pancia e salvando tutto l’ambaradam!

La notte è trascorsa con un po’ di nausea ma tranquilla…ho rimesso solo l’acqua visto che non potevo ancora mangiare…le infermiere sono state molto premurose e professionali. La mattina mi hanno rimesso in sesto e fatto alzare dal letto e alle tre del pomeriggio me ne sono andata sulle mie gambine.

Grazie Daniela per aver condiviso la tua preziosa testimonianza, che sarà senz’altro molto utile a chi stà valutando un intervento in laparoscopia.

Buona ripresa e in bocca al lupo per il tuo futuro e, soprattutto, per il tuo desiderio di avere dei bambini.