Manuela e la sua isterectomia transvaginale


E’ sabato mattina, Giorgia dorme ancora e, sorseggiando il mio tè, leggo la mail la mail di Manuela, che combatteva un fibroma di 8 cm. Non sono ancora arrivata alla fine e già gli occhi mi si sono riempiti di lacrime per la commozione.

Sono infinitamente felice per Manuela e lieta di essere stata utile. Non posso aspettare un solo minuto, la sua bella testimonianza deve andare subito online!

 

Sono stata a meta’ dicembre 2015 operata al Gradenigo di Torino per isterectomia transvaginale (mantendo le ovaie) dal Dottor Camanni e dalla sua equipe.
Dopo qualche anno di cicli emorragici cui pensavo di essere soggetta per fattori genetici/costituzionali, le analisi del sangue in Italia hanno mostrato una grave carenza di ferro (non riscontrata perche’ vivevo negli Stati Uniti e li’ non avevo cure medico-sanitarie di base). Ho dovuto risollevarmi con ferro e iniezioni di B12, e un ginecologo caro amico di famiglia mi aveva  prescritto una pillola anticoncezionale che però mi dava comunque spotting, poi sostituita da un’altra (Klaira) che però mi dava una sintomatologia orribile: dolori al basso ventre durante il ciclo decisamente forti, inoltre mi aveva portata ad avere in due mesi un pancione da donna gravida (io che sono abbastanza piatta), e anche sintomi mai avuti prima (fortissimi tachicardie come risposta a qualsiasi emozione, emicranie al risveglio…).
Il mio precedente dottore (mi spiace dirlo) anche se cortese e affabile non mi aveva dato granchè ascolto, mi diceva che se volevo lui poteva certo operarmi per togliere il fibroma ma quando si apre non si sa come l’operazione va a finire, ossia che per le dimensioni del fibroma avrebbero probabilmente dovuto togliere tutto l’utero;  che il fibroma avrebbe potuto riformarsi; e inoltre che si sarebbe trattato di un’operazione chirurgica importante, da non sottovalutare, con una degenza lunga. Invece suggeriva di arrivare alla menopausa con l’aiuto della pillola (ora ho 45 anni), perche’ in menopausa i fibromi tendono a regredire. E di prendere tachipirina 1000 al bisogno.
Io non ero affatto contenta, ma per un po’ ho “ubbidito”; ma stavo male, e i cicli emorragici continuavano, solo di poco diminuiti.  A quel punto ho deciso di vederci chiaro e sentire il parere di un altro ginecologo.
Per rocambolesche vie, il Signore Dio mi ha indirizzata dal dottor Camanni, che mi ha visitato e ha ascoltato il mio disagio, comprendendolo. Non mi ha condannato a svariati anni di pillole e analgesici. Mi ha spiegato in modo chiaro e pacato tutte le soluzioni. Perche’ le soluzioni c’erano!
Il fibroma, che nonostante la pillola si era ulteriormente ingrossato in pochissimi mesi, poteva venire rimosso in minilaparotomia oppure bombardato…  Avrei dunque potuto conservare l’utero e fare un’operazione mini-invasiva se avessi voluto! Insomma con competenza e chiarezza mi ha suggerito varie soluzioni possibili convenendo come me che la mia “qualita’ della vita” ne stava risentendo e che la pillola per me non era la soluzione. Mi ha detto che potevo scegliere la soluzione migliore “per me”, in base alle mie esigenze.

Io, essendo gia’ madre, ho scelto d’accordo con mio marito l’isterectomia transvaginale per la particolare rapidita’ di ripresa post-operatoria, e per azzerare la possibilita’ che i fibromi si riformassero.
A meno di tre mesi dall’operazione confermo di essere felicissima di questa scelta. Mi sono volute tre settimane per recuperare le forze in modo completo, ma dopo due giorni di ospedale ero gia’ a casa, senza punti, e i dolori dovuti all’intervento erano nulla rispetto ai dolori al ventre di prima. Dopo circa tre/quattro settimane dall’interruzione della Klaira il pancione si e’ sgonfiato di colpo (suppongo, avendo ovulato), non ho piu’ avuto emicranie, le tachicrdie sono ormai un pallido ricordo… insomma a due mesi e mezzo dall’operazione sono tornata quella di sempre. Anzi, avevo persino scordato di poter stare cosi’ bene!
Di tutto questo ringrazio prima di tutto Dio, e poi il Dott. Camanni per la sua competenza e umanita’.

Grazie anche a te, Eleonora, per il tuo blog. E’ anche grazie a te che ho scoperto questo bravissimo dottore e la sua equipe.

Che il Signore ti benedica.

Grazie Manuela.


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