Eli, la terapia con Esmya e la miomectomia


Pubblico con piacere la testimonianza di Eli, che ha scongiurato un’isterectomia e ha sconfitto i suoi 4 fibromi senza rinunciare al suo utero.

 

“Ciao a tutte, 

ho seguito questo blog per trarre informazioni utili, ma anche un pizzico di coraggio, da quando un anno fa ho scoperto di “ospitare” diversi fibromi. 
Era il Gennaio 2016, avevo 29 anni, quando fui ricoverata in un ospedale di una piccola città della Sardegna. Arrivai al pronto soccorso piegata dai dolori al basso ventre, che negli ultimi anni aveva ormai preso la forma di un palloncino, ma io pensavo fosse solo “ciccia”. 
Durante il ricovero, dietro il consiglio di una cara persona, cercai un ginecologo molto serio e professionale che lavorava in ospedale. Lui mi disse tutto quello a cui sarei potuta andare incontro, isterectomia compresa, ma non prima di aver tentato il tutto per tutto. 
L’ecografia eseguita da lui disse che i miei fibromi erano 5 e non 8 come la sua collega, nello stesso ospedale, disse la sera prima, lasciandomi senza parole e confusa. 
Così, da Gennaio 2016 ho iniziato la cura con Esmya, con la speranza che i miei 5 fibromi si potessero ridurre. Tante vampate, 6 scatole di Esmya e 9 mesi dopo (settembre 2016), il controllo disse che il farmaco non aveva funzionato. I fibromi non si erano ridotti. 
“Se devo decidere oggi, quest’utero è da togliere”, disse il ginecologo con lo sguardo sul monitor dell’ecografo. Per me iniziò un periodo di shock.
Il medico pensò però di farmi fare una risonanza magnetica con contrasto, il referto poi fu inviato a Roma, all’Umberto I°, dove si esegue la tecnica degli ultrasuoni focalizzati. Dopo pochi giorni arrivò la risposta dalla Capitale: nulla da fare, i miei fibromi erano troppo grandi per poter essere trattati con questa innovativa tecnica. 
Tra Ottobre e Novembre 2016 lo sconforto ha preso il sopravvento, aiutato anche da un ciclo doloroso e invalidante. Non potevo però accettare un’isterectomia, che in quel momento si paventava più della miomectomia, alle porte dei 30 anni. No, no, no. 
Dopo diverse ricerche sono giunta ad un nome: Dott.Antonio Macciò, ginecologo dell’Ospedale Oncologico Businco di Cagliari. 
La mia testardaggine mi ha portato a questo professionista d’eccellenza della sanità sarda. L’intervento di miomectomia c’è stato e tutto è andato bene, la mia pancia si è ridotta notevolmente e l’utero è salvo, seppur suturato in più parti. Durante l’intervento si è scoperto che i fibromi erano 4 e non 5 come invece era sembrato dalle ecografie. 
Il mio utero è salvo grazie alla tenacia, alla bravura e alla preparazione di Dott. Macciò, che fin dal primo momento mi ha tranquillizzata e mi ha fatta tornare alla serenità mentale che ormai latitava. Ho smesso anche di cercare su internet informazioni su questo problema che ci accomuna, sulle tecniche di intervento, su tutto ciò che si può leggere in giro. Mi sono affidata solo al medico e ho fatto bene. 
La degenza in ospedale è stata quasi una passeggiata, il personale del reparto di ginecologia del Businco è fantastico, sono persone estremamente gentili, simpatiche, ti fanno sentire protetta, coccolata e costantemente seguita. La Sanità Sarda ha delle eccellenze ed è bene che si sappia. 
Non ho sofferto particolarmente nei giorni successivi, i dolori “maggiori”, se così si possono indicare, sono quelli di piccole contrazioni dell’utero generate da un farmaco e necessarie per il drenaggio, tutto tollerabile. La felicità di aver risolto (insieme ad un bel pò di morfina), non mi ha fatto sentire il dolore almeno mi piace pensarla così. 
Questa e-mail vuole essere un aiuto alle donne e sopratutto ragazze più giovani che come me hanno subito, o stanno subendo, un terribile periodo a causa dei fibromi. Siate positive, non affidatevi solo ad un solo parere medico che decreta la fine del vostro utero, cercate e prendete appuntamenti, siate sicure che chi vi dovrà operare sia un vero medico. Io sono molto felice e orgogliosa di essere riuscita da sola a risolvere una situazione da cui mi sembrava impossibile uscirne, mi sentivo incastrata. E invece no, per ora ho vinto io.”
Grazie Eli per aver condiviso la tua storia e per i tuoi preziosissimi consigli!

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