Gli effetti collaterali di Esmya: risponde il dr Stefano Uccella


Dopo aver analizzato con il dr Uccella le caratteristiche e modalità di assunzione di Esmya, ecco la seconda parte dell’intervista, forse quella che maggiormente vi interessava: il dr Uccella, Primario di Ostetricia e Ginecologia presso l’ospedale di Biella, ci spiega quali sono gli effetti collaterali di Esmya e a ciò che potete aspettarvi dopo la terapia.

 

Gli effetti collaterali di Esmya

Considerando la sua esperienza, quali sono gli effetti collaterali?
Negli studi che hanno comparato Esmya con il placebo è emerso che non vi è differenza in termini di effetti collaterali tra prendere questo farmaco e non assumere nulla ovvero assumere una pillola che non abbia dentro alcun principio attivo. Questo evidenzia come gli effetti avversi di Esmya siano molto limitati. Nella mia esperienza è stato molto raro che una donna abbia riportato effetti indesiderati.
Io credo che evidentemente molto stia anche nel come il farmaco e la sua assunzione vengano presentati dal medico e vissuti dalla paziente.

Esmya può provocare la formazione di cisti ovariche e colicisti?
No.

Può dare problemi all’intestino‬?
In una piccola percentuale di casi (circa 4%) viene descritta un po’ di stitichezza.

Può provocare ispessimento dell’endometrio?
Una delle preoccupazioni maggiori prima dell’immissione in commercio del farmaco era rappresentata dagli effetti a livello endometriale. Studi approfonditi hanno dimostrato che i cambiamenti endometriali sono reversibili e non si correlano con il rischio di patologia seria a tale livello.

Per quel che riguarda i discussi danni al fegato che avevano sospeso le nuove prescrizioni di Esmya, può dirci qualcosa? Sono state riscontrate altre situazioni analoghe a quelle che tempo fa avevano allarmato l’Aifa?
Al momento non vi sono altre segnalazioni di danno epatico. Se ci fossero state, credo che le autorità competenti avrebbero preso misure importanti in poco tempo.
Riguardo ai danni al fegato riportati, si sono verificati 6 casi di danno epatico potenzialmente correlati all’uso del farmaco (4 di essi hanno una associazione probabile), su un totale di 786000 prescrizioni. Il danno epatico non è dose correlato, ovvero non dipende da quanto farmaco si assume bensì dal semplice fatto di assumere il farmaco.
Sono profondamente convinto che i numeri contino e molto. E, anche se purtroppo nel mondo odierno pochi parlano con numeri e percentuali di eventi avversi in medicina, andrebbe spiegato con chiarezza che qualunque scelta terapeutica ha dei potenziali effetti collaterali. Anche il non fare alcuna terapia ha dei rischi chiari.
Faccio degli esempi. Purtroppo la nostra branca è ancora ammantata da un retaggio di stregoneria, ma andrebbe spiegato in modo sincero alle pazienti che ogni 10.000 ragazze che prendono la pillola contraccettiva, dalle 2 alle 70 avranno una trombosi venosa profonda (da 1 a 5 ragazze su 10.000 avranno lo stesso problema se non prendono farmaci).
Una bellissima e precisissima analisi di Matthew Siedhoff ci spiega che nel mondo, ogni 100.000 isterectomie eseguite, muoiono 12 donne per colpa del fatto che si è eseguita l’operazione se l’intervento è stato effettuato in laparoscopia, 32 se invece si pratica un taglio sull’addome. Anche il non eseguire alcuna terapia in donne molto anemiche, comporta il rischio di morire o di avere gravi conseguenze come ictus, infarto eccetera. I medici che parlano di eventi avversi fanno sempre la figura dei cattivi o dei menagrami (forse perché si tende ad esorcizzare).

Se però vogliamo avere un approccio sincero, rispettoso dell’intelligenza delle pazienti ed obiettivo, qualcuno deve ricordare i numeri e i rischi in modo trasparente. Tutto questo al fine di rinforzare l’alleanza terapeutica, ridurre al minimo i rischi e permettere alle donne una scelta informata e consapevole.

Chi prende Esmya deve sottoporsi a controlli del fegato? Ogni quanto?
Assolutamente sì: prima della terapia, per i primi due cicli ogni mese durante la terapia , entro 15-30 giorni dal termine di ogni ciclo di tre mesi.

Esmya provoca un aumento di peso?
Nella maggior parte dei casi no.

Altri effetti collaterali descritti sono mal di testa, vertigini, vampate di calore. Quanto spesso le sue pazienti hanno riscontrato queste controindicazioni?
Circa 1 paziente su 20 riferisce uno di questi effetti collaterali.

E’ possibile che Esmya causi nodo alla gola?
E’ possibile, ma andrebbe indagato se magari non vi sia un timore a monte nell’assumere questa terapia.

Con la sospensione della terapia tutti gli eventuali sintomi subentrati rientrano? In quanto
tempo?

Gli effetti positivi di Esmya di solito perdurano nel tempo. Riguardo gli effetti collaterali, essi spariscono al cessare della terapia

Dopo la terapia con Esmya


Cosa succede dopo la terapia con Esmya?

Come detto, di solito il beneficio del farmaco si mantiene per diverso tempo dopo la sospensione. Per 2-3 mesi in caso di un ciclo solo di terapia, fino a un anno se i cicli sono 3 o 4.

Dopo la sospensione di Esmya è possibile che i fibromi ricrescano molto più velocemente
e con sintomi sempre più aggressivi?

Solitamente accade l’esatto contrario.

E’ possibile che i livelli di progesterone si alterino nei mesi successivi “sballando” di fatto
l’equilibrio ormonale?‬

Queste sono paure che non hanno un fondamento scientifico. Chi ha studiato questi aspetti non ha trovato alcuna correlazione in tal senso.

Dopo la terapia con Esmya è possibile cercare una gravidanza? E’ meglio aspettare qualche mese o si può cercare un bambino subito?
Dopo la terapia con Esmya si può cercare senza problemi una gravidanza e non vi è un tempo minimo di attesa consigliato.

Grazie ancora al dr Uccella per il suo prezioso contributo. Se avete domande per il dottore o altri dubbi su Esmya potete postarli nei commenti. Il dottore è disponibile a rispondere a tutte le nostre domande … approfittiamone!!


4 risposte a "Gli effetti collaterali di Esmya: risponde il dr Stefano Uccella"

  1. Buonasera, nel mio caso esmya ha causato vampate molto violente con tachicardia molto forte (sono finita al pronto soccorso) che mi hanno obbligata ad interrompere la terapia con annessa segnalazione da parte del mio Medico. A distanza di un mese dall’interruzione ho ancora vampate molto forti (ma non violente come quel giorno), piu che riconoscibili perchè lunghe (anche 3 ore), con occhi che diventano di un rosso acceso, reflusso, prima caldissimo poi freddo, debolezza e mal di testa lancinante. Mi sembra incredibile non aver mai letto cose simili in altre pazienti….le risultano casi simili? Grazie molte

    1. Ciao Ermelinda, risponde il dr Uccella:
      Gentilissima, effettivamente non mi risultano casi simili nella mia esperienza personale, nell’esperienza dei colleghi con cui ho parlato, né sul registro degli eventi avversi della FDA.
      Mentre le vampate di calore sono tra gli effetti collaterali più frequenti di questo farmaco, la sua emivita è di 10 ore e pertanto il farmaco viene espulso dall’organismo in tempi brevi. I suoi sintomi assomigliano anche a quelli dell’ipertensione acuta. È sicuramente importantissimo che il suo medico abbia segnalato il caso, in modo che noi medici ne siamo a conoscenza e le autorità competenti possano verificare se ve ne sono altri. Tuttavia non chiuderei nemmeno a possibili spiegazioni alternative e indagherei in tutte le possibili direzioni poiché altrimenti si rischia di attribuire il problema a una causa perdendo magari di vista che c’è qualcos’altro. Sarà interessante verificare nel prosieguo.

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