Giovanna che per il suo fibroma valuta embolizzazione e hifu

Giovanna ha 43 anni, abita nelle Marche e combatte un fibroma di 7cm.

Salve, mi chiamo Giovanna e ho 43 anni. Da diverso tempo ho scoperto un fibroma nel mio utero ( ora misura circa 7 cm ). Ho sempre avuto una mestruazione abbondante, così come mia madre e mia nonna, ma negli ultimi anni, il mio ciclo ha assunto le sembianze di una vera e propria emorragia invalidante e debilitante.

L’anno scorso sono dovuta ricorrere ad infusioni di ferro, tanto i valori erano scesi a livelli preoccupanti, con conseguenze a scapito del sistema immunitario e dell’intestino, protrattesi per oltre 6 mesi… Durante l’ultima visita la mia ginecologa mi ha consigliato di intervenire chirurgicamente per l’asportazione del fibroma.

Da anni seguo terapie olistiche, energetiche, fitoterapiche, ed alternative ad un intervento chirurgico invasivo, ma devo dire che, nonostante tutto, il mio problema emorragico non è mai retrocesso, anzi.
Quasi con le spalle al muro, mi sono arresa all’idea di operarmi, immergendomi così nella raccolta di informazioni in merito. Ho conosciuto recentemente una donna sottoposta ad un intervento di embolizzazione ad un fibroma di 11 cm, presso il Policlinico Gemelli di Roma. Mi ha detto che quell’intervento le ha cambiato la vita poiché lei, come me, era arrivata a perdere così tanto sangue durante il ciclo, da doversi sottoporre a trasfusioni. Fidandomi della sua esperienza positiva con l’equipe che l’aveva seguita 7 anni prima, mi sono fatta lasciare i numeri telefonici per richiedere una visita preventiva di valutazione ed idoneità a quel tipo di intervento ma i vari numeri telefonici che gentilmente mi ha passato, non corrispondono più e, dopo un’estenuante ricerca, con attese telefoniche interminabili per circa 10 gg senza riuscire a farmi fissare un appuntamento, ho deciso di valutare altri centri specializzati.
Leggendo un articolo sul vostro sito “Sara, il suo fibroma di 15 cm e l’embolizzazione al San Camillo di Roma” finalmente il cielo mi si è aperto.
Per favore potrei essere messa in contatto con quel medico così umano di cui parla Sara nel suo racconto?
Spero vivamente che possa offrire anche delle visite convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale.
Sono Marchigiana, e vi ringrazio molto per l’ascolto.
Giovanna

Ho risposto a Giovanna che il meidico di cui parla Sara è il dr Morucci e le ho finto i suoi contatti. Nel frattempo Giovanna ha letto sul blog altre esperienze e ha trovato la storia di Giulia di 53 anni, trattata con Hifu allo Ieo di Milano. Mi ha quindi chiesto di entrare in contatto con lei.

Purtroppo al momento gli hifu allo Ieo sono bloccati perchè il macchinario è in riparazione all’estero. Giovanna comunque ha avuto modo di parlare con Giulia e stà facendo le sue considerazioni. In bocca al lupo cara Giovanna, aspettiamo tue news!

L’intervento di embolizzazione del fibroma di Manola

Ho sentito Manola la prima volta su Facebook, a inizio settembre. Manola ha 34 anni, abita a Roma e combatteva un fibroma di 8cm. Era molto indecisa su come affrontare la situazione e stava valutando sia il classico intervento chirurgico che l’embolizzazione.

Alla fine Manola ha scelto di essere embolizzata dal dr Morucci all’ospedale San Camillo di Roma. Ecco com’è andata!

 

Ciao Eleonora, allora riassumendo. Ho fatto l’intervento di embolizzazione il 23 Ottobre. Avevo un fibroma di 8 cm più o meno!! L’intervento si è svolta in anestesia locale. Il medico mi ha iniettato anche la sedazione ma su dì me non ha avuto effetto; nel senso che nella maggior parte dei casi fa addormentare i pazienti, ma io avevo troppa adrenalina, per via dell’agitazione e quindi non mi sono sedata. Comunque dopo un po’ dall’inizio dell’intervento ho iniziato ad avere dolori da ciclo, che sono andati aumentano. Mi hanno fatto antidolorifici, ma comunque i dolori non mi hanno mai abbandonata!!

Diciamo che il post intervento, per me, è stato molto doloroso. Ho avuto delle contrazioni, come quelle di un parto. Considerando che si ha una piccola flebo sulla mano fissa, con morfina e mix di antidolorifici, comunque i dolori sono costanti. In più mi facevano flebo con un mix di antidolorifici. Insomma ho dovuto subire questo malessere per 3gg. Sono rimasta in ospedale 4 gg. Il quarto mi hanno dimessa. Mi è venuta un po’di febbre per qualche giorno. Comunque tutto nella norma, conferma il medico. C’è chi soffre di più e chi meno! Inoltre il giorno dopo l’intervento mi è venuto il ciclo, e già ho espulso un po’ di materia!!! Praticamente io ho partorito il fibroma, in piccola parte.

Dopo un mese mi è tornato dì nuovo il ciclo e con grande sorpresa, non ho avuto tutti i dolori lancinanti all’addome, che da un anno mi portavo dietro!! Quindi ho capito che il fibroma ha cessato di vivere!!! Ho avuto un ciclo normale finalmente!!!!! Che è durato tanto, una settimana. Ora non ho ancora fatto controlli e non so’ cosa ne sia del Mio fibroma. Vi aggiorno appena faccio la risonanza. Baci baci a tutteeee

Dimenticavo, mi sono rivolta al Dott Morucci nell’ospedale San Camillo di Roma. Ci tengo a sottolineare che è un medico speciale, in primis perchè è amichevole e molto alla mano. Simpatico e giocherellone!!! Con un gran cuore e dedito al suo lavoro che svolge con passione. Sono a disposizione per chi volesse un aiuto, un parere etc… Baci baci

Grazie per aver condiviso la tua esperienza cara Manola, e buona nuova vita senza fibroma!

I risultati a lungo termine dell’embolizzazione del fibroma: gli esiti di uno studio americano

Teresa è una ricercatrice universitaria che lavora all’estero. Qualche tempo fa è intervenuta nei commenti dell’articolo in cui Alessandra si chiedeva se per evitare la recidiva fosse meglio scegliere una laparotomia o una laparoscopia.

Teresa ha accesso a migliaia di ricerche e statistiche mediche che, in sintesi, dicono (riporto le parole di Teresa): le recidive possono verificarsi per tutti i tipi di operazioni, dipende da quanto tu sia predisposta. In particolare, per l’embolizzazione e la miomectomia laparoscopica, le statistiche sono pressocchè uguali in termini di recidiva. La morcellazione (non applicata in America, per esempio) potrebbe causare “danni” maggiori in caso di cellule maligne.. il che e’ altamente improbabile.

Teresa mi ha inviato 2 tra le decine di articoli che ha letto e consultato. Sono interessanti ma , come scrive lei, sono una goccia nell’oceano delle pubblicazioni scientifiche.

L’idea che si è fatta Teresa è più il frutto di mesi di letture e ricerche che di un articolo (o due, o tre) in particolare. Inoltre, anche le ricerche scientifiche (come i medici e l’intera medicina) possono “pendere” in una direzione piuttosto che un’altra a seconda degli interessi che ci sono dietro (economici, di carriera, chi sponsorizza, ecc.).

Come suggeritomi da Teresa ho quindi pensato di pubblicare entrambi gli studi, ricordandovi però di non considerarli come risultati oggettivi e definitivi.

Il primo studio è stato pubblicato sull’European Journal of Obstetrics&Gynecology and Reproductive Biology con l’obiettivo di valutare la soddisfazione delle pazienti sottoposte ad embolizzazione e la progressione dei sintomi dopo embolizzazione dell’arteria fibrosa uterina (UAE).

Volevo allegare il documento in inglese ma Teresa mi ha inviato un file .htm che non riesco ad inserire nell’articolo, nè a trasformare in pdf (ma ci rirpoverò!). Di seguito trovate una traduzione/riepilogo.

Esiti intermedi e a lungo termine in seguito all’embolizzazione del fibroma dell’arteria uterina

Obiettivo

Valutare la soddisfazione dei pazienti e i modelli intermedi e di lungo termine della progressione dei sintomi dopo embolizzazione dell’arteria fibrosa uterina (UAE).

Metodologia

  • Questionario intermedio di follow-up intermedio (2 anni e 6 anni) e di lungo termine (9 anni) per le donne che hanno subito gli EAU nel periodo 1996 – 2000, presso un centro di riferimento terziario.
  • Questionario intermedio di follow-up intermedio (2 anni e 6 anni) e di lungo termine (9 anni) per le donne che hanno subito gli EAU nel periodo 1996 – 2000, presso un centro di riferimento terziario.

Risultati

L’età media delle donne al momento dell’embolizzazione era di 43 anni. Un totale di 142/197 (72,1%) donne ha subito l’embolizzazione in vista di periodi mestruali pesanti, mentre 87/197 (44%) ha indicato il desiderio di mantenere la fertilità. 160/197 (81,7%) donne che hanno completato il Q1 hanno riportato un miglioramento dei sintomi mestruali rispetto al 41/80 (51,2%) per il secondo trimestre.

La maggioranza ha indicato che raccomanderebbe la procedura ad un amico (Q1: 165 (83,8%), Q2: 62/80 (77,5%)).

Il 23/80 (28,8%) ha richiesto un ulteriore trattamento chirurgico in seguito agli EAU, e all’interno di quest’ultimo gruppo solo 7/23 (30,4%) erano soddisfatti dell’embolizzazione. 22/80 (27,5%) ha tentato una gravidanza dopo la procedura e di questi 3/22 (13,6%) l’ha portata a termine, partorendo un bambino vivo.

L’età media della menopausa per le donne che hanno restituito il Q2 è stata di 49,1 (4,91 anni).

 

 

*I grafici non fanno parte dello studio. Li ho aggiunti io perchè mi pareva dessere un’idea più chiara.

Conclusioni

La maggior parte delle donne era soddisfatta dell’embolizzazione e notava un miglioramento dei sintomi mestruali. Tuttavia, questo miglioramento è diminuito nel tempo a seguito dell’embolizzazione e oltre un quarto delle donne ha richiesto un ulteriore intervento chirurgico. I risultati di questo studio possono fornire informazioni utili nel counseling alle donne che si sottopongono agli EAU e aiutano a guidare i clinici nei loro criteri di selezione dei pazienti quando discutono della procedura.

Detto ciò, non sono riuscita a capire con esattezza chi è il committente dello studio (forse Teresa potrà aiutarmi). Non è specificato inoltre cosa è successo a quell’86,4% di donne che non sono riuscite a diventare mamme. Non sono rimaste incinta o non sono riuscite a portare a termine la gravidanza? Lo studio non lo specifica. E non specifica cosa ha fatto quel quarto di donne per le quali è stato necessario un nuovo intervneto chirurgico: di nuovo l’emebolizzazione? O qualcos’altro?

Appena possibile guarderò nel dettaglio l’altro documento che mi ha mandato Teresa e lo condividerò sul blog.

Teresa che vorrebbe sottoporsi ad embolizzazione ma non sa decidere dove

Un po’ in ritardo pubblico la mail di Teresa, che cerca informazioni riguardo l’embolizzazione. Teresa vive all’estero e vorrebbe tornare in Italia per sottoporsi ad embolizzazione.

Visto che dovrà venire apposta io le ho consigliato il dr Rampoldi a Milano o il dr Morucci a Roma, che sono i medici di cui ho raccolto il maggior numero di testimonianze positive. Teresa aspetta consiglia e ben vengano altri nominativi di radiologi attenti e capaci!

 

Sono Teresa ed ho 40 anni. Mai avuto figli e, dopo un anno di incertezze dovute sia all’età che al mio primo intervento in resettoscopia, ho deciso di non volerne. In realtà, non ne ho mai voluti solo che questo “dramma” dei fibromi, mi ci ha fatto pensare per un bel po’.

Nel maggio 2017 sono stata operata per un fibroma intramurale di circa 3cm dal prof. Ardovino (Avellino) dopo un anno di cure (tranex, pillola anticoncezionale, ferro etc.), emorragie, svenimenti.. un incubo! Non tollero bene i medicinali, soprattutto gli ormoni. Sono una sportiva, vivo all’estero da 11 anni e la mia vita è sempre stata attiva e concentrata sul benessere fisico e mentale. Se avessi potuto evitare l’intervento, l’avrei fatto a tutti i costi. Credo nell’omeopatia, nelle energie positive, nel corpo in grado di prendersi cura di se stesso se ben “nutrito”. Ma i fibromi sembra mi stiano dando torto.. Sono scettica riguardo alla medicina tradizionale e tutti i fattori economici, i numeri, i primati che ci sono dietro. Vi leggo sin dall’inizio e avrei bisogno di un vostro consiglio.

A poco più di un anno di distanza dal primo intervento, il fibroma è tornato, fastidioso e più grande di prima! 5 cm, mi dicono.. va tolto in laparoscopia (secondo lo stesso medico che mi ha operato la prima volta). Volevo aspettare qualche altro mese, ma i dolori e le emorragie sono già riprese così come le cure di ferro, vitamine, giramenti di testa, etc. Prima che la situazione degeneri, vorrei agire.. con l’embolizzazione. Il rischio di recidive con la laparoscopia è alto, i miei ormoni sono ancora “giovani e forti”, ho deciso di non volere figli, e, soprattutto, non voglio essere operata ogni anno! L’embolizzazione mi sembra l’opzione migliore nel mio caso, a “lunga durata”, diciamo.

Dove mi consigliate di andare? In quale centro? Quale medico? Non vivendo più in Italia, non saprei a chi rivolgermi.. Ci sono tanti nomi sul sito ma ricordo anche di aver letto di una discussione poco professionale che l’editrice e fondatrice del gruppo ha avuto con uno dei medici – magari, eviterei lui! Non ho problemi a spostarmi, vorrei solo trovare qualcuno capace e di cui potermi fidare.

Grazie per tutto e saluti!

Teresa

Sandra che vuole sottoporsi a embolizzazione a Padova

Sandra vive a Padova, ha 36 anni e mi ha scritto praticamente quasi 3 mesi fa. Mi ero segnata di pubblicare la sua storia ma, come alcune volte accade, la sua email poi mi è sfuggita, e l’ho ripresa in mano oggi.

Sandra stà combattendo i suoi fibromi da novembre 2017, quindi pochi mesi. Cicli emorragici che la affliggono, la costringono a letto e la deprimono. Sandra purtroppo ha tre fibromi (oltre a un utero fibromatoso): fibroma di 30 mm al fondo, intramurale con componente sottomucosa; altro fibroma di 27 mm al corpo posteriormente a sin, intramurale; e piccolo fibroma di 8 mm al corpo anteriormente. Non sono grandi ma posizionati in modo da cusarle appunto forti emorragie.

All’idea di ogni nuovo ciclo Sandra va in ansia perchè sa già che sarà devastante. Il suo ginecologo le ha prescritto una pillola che secondo lei non è adatta alla sua situazione perchè per lei è come prendere acqua fresca.

La sua idea è farsi rimuovere i fibromi.

Voglio togliere dal mio corpo questi fibromi con tutte le mie forze, sono sempre stata una fifona ma se domani mi dicessero “ti operiamo” sarei la donna più felice. Il problema é che non tutti i dottori sono della stessa opinione, alcuni vogliono provare con esmya di cui io sono terrorizzata..sono in lista per un intervento in laparoscopia ma i tempi sono lunghi. Ora provero ad informarmi anche per l’embolizzazione. A volte mi sento trattata come una stupida, i dottori si arrabbiano se dici che hai letto qualcosa su internet, vai al pronto soccorso in un lago di sangue e ti senti anche rimproverare perche hai chiesto più pareri medici. Sono demoralizzata ma devo risolvere questo problema e riprendere in mano la mia vita. Grazie per questo blog di utilità informativa e di condivisione di tante esperienze.

Sandra ha scoperto che all’ospedale pubblico di Castelfranco Veneto c’è un radiologo interventista che ha già fatto oltre 190 interventi su fibromi. Un dottore umano, che le ha spiegato tutto bene e che si è reso molto disponibile. Adesso Sandra stà aspettando di fare una risonanza per assicurarsi di essere idonea all’emebolizzazione:e se lo sarà è questo il percorso che vuole seguire.

Sandra si era informata anche presso altro famoso radiologo interventista ma per l’operazione, essendo fuori regione, avrebbe dovuto pagare cifre a migliaia di euro.

Una miomectomia nel mio caso vorrebbe dire solo risolvere temporaneamente il problema, i fibromi poi torneranno e mi dovrò operare di nuovo. L’embolizzazione da meno possibilità alle recidive e per me questa è una cosa molto importante. Non è stato facile decidere cosa fare perchè non c’è stato un ginecologo che mi abbia consigliato l’embolizzazione, quando sappiamo che nel mondo è la prima soluzione suggerita quando fattibile; però il mio cuore, la mia testa, il mio istinto, la razionalità e le tante informazioni raccolte mi dicono che questo è il percorso che voglio seguire e spero di farcela.

Un grosso in bocca al lupo casa Sandra! Ti sento davvero pronta a vincere la tua battaglia e non vedo l’ora di avere tue buone news.