Marzia indecisa tra terapia con esmya, isterectomia e embolizzazione del fibroma


Marzia ha 40 anni ed un fibroma che è passato da 3cm a 8cm nel giro di pochi mesi. Avevo già parlato di Marzia nell’articolo in cui cercavo un bravo medico cui rivolgersi per l’embolizzazione a Milano. Marzia è già stata operata in passato ed ora, purtroppo, si trova di nuovo a combattere la stessa patologia.

Il suo fibroma, purtroppo, stà crescendo di circa 1cm al mese e alla clinica Mangiagalli le hanno consigliato l’asportazione dell’utero oppure la terapia con Esmya, dicendole comunque che si tratta di un farmaco con grossi effetti collaterali e che le farebbe solo rimandare di qualche mese l’operazione. Il fibroma però non le da grossi fastidi, a parte un ciclo abbondante per un paio di giorni, mal di reni ogni tanto durante l’ovulazione e pipì anche di notte come durante la gravidanza, perciò lei ogni tanto vorrebbe, semplicemente, poterlo ignorare.

Marzia ha già incontrato il dr Rampoldi, che si occupa di embolizzazione all’ospedale Niguarda di Milano, e il prof. Candiani, che lavora nella stessa struttura, ed è uscita dalle visite con due pareri completamente diversi!! Il dottor Rampoldi le ha confermato che è possibile procedere con l’embolizzazione del fibroma all’utero. Occorre solo fare prima una risonanza magnetica all’addome con e senza contrasto e gli esami del sangue.

Il prof Candiani invece le ha assolutamente sconsigliato l’embolizzazione, dicendo di aver incontrato un sacco di pazienti che dopo questo intervento hanno avuto grossi problemi: febbre, dolori, infiammazioni. Le ha fatto notare che l’embolizzazione comunque prevede che una parte del corpo, che poi rimane all’interno, vada in necrosi. Le ha anche detto che per chi come lei è predisposta alla formazione dei fibromi, l’embolizzazione è un intervento non risolutivo.
Marzia infatti ha tutto l’utero fibromatoso. Anni fa è già stata operata per dei fibromi alle ovaie e adesso non riesce più a ovulare.
Il prof Candiani, che a livello umano a Marzia è piaciuto molto, in conclusione, le ha consigliato asportazione di utero e ovaie.

La ginecologa di Marzia, infine, sostiene che togliere le ovaie sia da pazzi.

Il prof. Candiani

Marzia al momento è piuttosto confusa..

Il prof. Candiani mi ha fatto una buona impressione per vari motivi: è il primario di ginecologia del San Raffaele ed è riconosciuto a livello nazionale tra i migliori ginecologi italiani, quindi credo abbia una notevole esperienza. Mi ha visitata a lungo, ha esaminato tutti i miei referti del passato e conosce tra l’altro la sindrome di Gorlin, una sindrome dalla quale sono affetta e che causa proprio una predisposizione alla formazione di fibromi.
Mi ha detto che avendo un utero pieno di fibromi, avendo una sindrome che porta alla continua nascita di fibromi (infatti già 10 anni fa sono stata operata di fibromi all’utero) l’embolizzazione è una perdita di tempo. Mi ha detto che lui ha avuto un sacco di pazienti che, dopo l’embolizzazione, sono tornate da lui con nuovi fibromi o con infezioni da necrosi ecc.
Rampoldi mi ha semplicemente tastato la pancia e mi ha prescritto la risonanza, ma era già convinto del fatto che potessi fare l’embolizzazione.
Sinceramente vorrei sentire qualche altra opinione ma non posso andare a Torino o Roma. E comunque mi sembra di capire che i ginecologi in generale consigliano l’operazione e i radiologi interventisti consigliano l’embolizzazione.

Io vorrei solo risolvere definitivamente il problema, perché sono anni che ho casini, prima con le ovaie, adesso con l’utero.
Le ovaie dopo l’operazione non hanno più ovulato. Ragazze, che dire? Sono in crisi…

Io, senza nulla togliere al prof Candiani, riguardo il quale ho raccolto varie testimonianze positive, non escluderei l’embolizzazione che, come ha detto il dr Rampoldi a Marzia, potrebbe davvero essere risolutiva. Tra l’altro non mi pare nemmeno che complicanze, infezioni, ecc. siano così frequenti. So che sono conseguenze possibili dell’embolizzazione ma credo riguardino una minoranza di pazienti (bisognerebbe capire, statisticamente, quante pazienti riscontrano complicanze dopo l’embolizzazione .. quasi quasi provo a cercare!).

Marzia ha deciso di sentire anche il parare del dr Camanni, e poi prenderà una decisione. In bocca al lupo cara Marzia, facciamo tutte il tifo per te!


3 thoughts on “Marzia indecisa tra terapia con esmya, isterectomia e embolizzazione del fibroma

  1. Anche io ho un utero fibromatoso e sono stata operata in laparoscopia nel 2010. Quest’anno stanca delle problematiche per i nuovi fibriomi,ho deciso di toglierli nuovamente. L’idea dell’intervento non mi entusiasmava. Tramite il blog di Eleonora ho scoperto l’embolizzazione e grazie ad Antonella sono arrivata a Roma a farmi embolizzare dal dott. Morucci al San Camillo. Io non entro nel merito del dove e da chi, perché ognuno fa quello che crede. Ho 40 anni e potrebbero riformarsi fibromi nel futuro, ma per ora sto bene e l’intervento è andato bene. Per quanto riguarda i dolori, ovviamente pensare di subire interventi di qualsiasi tipo, senza nessun fastidio è impensabile, ma sono dolori sopportabili e temporanei, tutto il resto delle problematiche non le ho avute, ovviamente ho preso un antibiotico, ma vorrei assolutamente dire che l’embolizzazione è una soluzione efficace e che utero e ovaie, puoi tranquillamente conservarle, io tenterei…

  2. Ciao. Innanzitutto un grosso in bocca al lupo a Marzia. È più che giusto che decida dopo aver sentito più pareri. E ovviamente che si affidi al professionista che ispira a lei più fiducia. Anche io come Carlotta sono stata embolizzata. Dolore gestibile, ripresa veloce. Sono in contatto con molte embolizzate e nessuna mi pare abbia avuto un post operatorio con complicazioni gravi come infezioni. Si può avere un po’ di febbricola. Ovviamente ciascuna di noi deve scegliere la soluzione che sente più idonea,ma pure io come dice Carlotta proverei embolizzazione.

  3. Febbre, dolori, infiammazioni?? Ma queste persone hanno mai subito un intervento chirurgico? Gli effetti post embolizzazione sono una passeggiata in confronto a un intervento chirurgico, con anestesia totale poi! Punti, ferite, convalescenza lunga e dolorosa. Chiedete a chi ha provato entrambe le cose, io lo so. Embolizzata il lunedì sera alle 19.30, il sabato della stessa settimana passeggiavo tutto il giorno per Roma! Dopo l’intervento chirurgico di miomectomia che ho subito nel 2007, oltre a 10 giorni di ospedale mi sono fatto un mese di convalescenza e pure una trasfusione per il sangue che avevo perso mi è toccata! Vi giuro, certe cose non si possono leggere, e’ pazzesco!!!!!!! Isterectomia al posto dell’embolizzazione è da criminali, scusate. L’asportazione dell’utero poi porta tutta una serie di problematiche aggiuntive, stitichezza, infezioni, aderenze, non ultima il prolasso della vescica e dolori per mesi… vogliamo fare paragoni?

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