Federica combatte un utero fibromatoso con coraggio ed ottimismo

Federica ha 33 anni e le è stato diagnosticato un utero fibromatoso. Per il momento sembra che l’unica soluzione per risolvere il suo problema sia l’isterectomia. Nonostante questa prospettiva Federica è ottimista e fiduciosa e desidera condividere con tutte noi il suo messaggio di coraggio.

 

Ciao a tutte, mi chiamo Federica, ho 33 anni e sono mamma di un bambino di 6 anni.

Due anni dopo il parto, mi sono resa conto di vivere il ciclo in modo diverso. Mi sentivo stanca, ansiosa e le perdite di sangue si facevano via via più consistenti tanto da obbligarmi ad indossare un pannolino x incontinenti di notte. Inoltre i dolori mestruali sono forti e la ferritina attualmente è a 6. Finalmente pochi mesi fa ho dato un nome al mio problema: utero fibromatoso.

Ogni mese sono costretta a fare tutto sulle forze, a cambiarmi di notte più volte, di contorcermi per i dolori. Il mio nuovo ginecologo mi ha consigliato di mettere la spirale ma a fine mese ho appuntamento con il mio cardiologo per sapere cosa ne pensa. Da piccolina ho subiti un intervento a cuore aperto per una cardiopatia congenita ora superata ma, per sicurezza, mi interfaccio una volta l’anno con il mio cardiologo.

Mi viene da ridere se penso che ho preferito non avere un secondo figlio per eccesso di zelo visto il mio passato, e ora mi ritrovo a combattere contro questo problema che magari mi porterà, come è successo a mia madre all’età di 43 anni, all’asportazione dell’utero però vorrei lanciare un messaggio: nonostante tutto siamo fortunate perché mentre mia madre veniva operata per il fibroma, sua cognata a 36 anni combatteva e perdeva la sua guerra contro un cancro. Facciamoci tanto coraggio e cerchiamo di tenere duro e di vivere con ottimismo la nostra vita con il fibroma. Anche quando ci toglie le forze…come capita a me ogni mese.

Grazie Federica per le tue belle parole! In bocca al lupo per la tua situazione … aspettiamo aggiornamenti!

Marilena che combatte il suo fibroma con la dieta dei gruppi sanguigni

Marilena ha 33 anni e ha già subito una laparotomia per la rimozione di 4 fibromi. Purtroppo però ha ancora un fibroma, difficile da togliere, e stà tentando di ridurlo con Esmya. Nel frattempo è diventata vegana e poi ha seguito la dieta dei gruppi sanguigni del dottor Mozzi.

Stà facendo tanti sacrifici per realizzare il suo grande desiderio di diventare mamma …

Da tempo seguo questo blog e ho letto tantissime storie che mi hanno colpito e lasciato con il magone alla gola.

Ho 33 anni e sei anni fa ho scoperto di avere un utero fibromatoso. Mi è crollato il mondo addosso. Da allora vivo con una sorta di ombra che mi segue, che mi fa sentire diversa dalle altre.

Ai tempi stavo con un ragazzo da tantissimi anni e appresa l’amaro notizia avrei anche preso la decisione di sposarmi, ma seppur lui capiva la mia situazione quel passo non è stato fatto. Ho continuato la mia vita cercando di informarmi su internet riguardo a cure alternative.

Così diventai vegana. Tutti increduli e stupidi della mia scelta (nessuno a parte le persone vicine a me sapeva il vero motivo della mia scelta). Tutte le occasioni conviviali erano diventate un peso. Mi sentivo diversa però guardavo il mio ragazzo e pensavo che quello sacrificio dovevo farlo anche per lui. Poi però dopo 15 anni quella storia è finita e mi sono ritrovata a 30 anni da sola a ricostruire la mia vita da zero e con l’orologio biologico che mi ricordava giorno dopo giorno che il mio tempo era più breve, che dovevo sbrigarmi.

Il ginecologo ha iniziato a chiedere a ogni visita se avessi un fidanzato perché il tempo non era con me. E purtroppo in tre anni mi sono imbattuta in storie senza senso lontane da quell’amore che sognavo che mi avrebbe potuto dare una delle cose più belle al mondo, un figlio. Lo scorso novembre ho dovuto subire una laparotomia con la quale mi hanno asportato quattro fibromi ma che mi ha lasciato un fibroma difficile per dimensioni e posizione da togliere.

Sono in cura con Esmya per sperare che si riduca per un nuovo intervento o che diventi così piccolo da evitare l’intervento al momento.

Nel frattempo ho iniziato la dieta dei gruppi sanguigni e anche qui mi sento catapultata in uno stress emotivo non indifferente. Quando il giorno dopo l’intervento il primario mi ha messo al corrente della situazione eri disperata. Ho pianto, mi sino chiesta molle volte il perché, perché a me? Pensavo che per il momento quella tanto attesa e temuta operazione fosse superata, invece si è affacciato l’incubo di dover rivivere di nuovo tutto. Allora tra le varie ricerche ho trovato online donne che curavano endometriosi, cisti, fibromi con la dieta dei gruppi sanguigni del dott. Mozzi. Ho richiesto una dieta personalizzata. Un sacrificio enorme: da più di due mesi ho eliminato zuccheri, cereali, caffè, frutta, dolci e non solo gli alimenti concessi variano in base al gruppo sanguigno. Inoltre assumo dei fitoterapici (salvia,calendula e ribes nero). Non so se tutti questi sacrifici avranno un senso, ma non ce la farei un giorno a dire potevo provarci.

Non vivo più come prima, non posso uscire per un aperitivo o un caffè con un’amica, non posso accettare un invito a cena, non posso coccolarmi con un dolce se la giornata è andata male. Mi sento una donna a metà e in un’eventuale relazione con un uomo provo un senso di colpa nel volerlo legare a me. Perché in fondo legarsi a me che posso offrire meno di un’altra donna? La paura che quando un eventuale compagno saprà potrebbe decidere di andare via mi fa stare male. Un carico emotivo che nessuno può capire. Mi sento sola in questa lotta contro il tempo, contro il destino che forse per me non è quello di diventare madre. Sola in una situazione in cui mi sento inerme. Da sola perché non riesco a immaginare un futuro come lo avevo sognato. Da sola perché vorrei avere anche solo la possibilità di provare e invece nemmeno posso. Da sola perché prego Dio tutte le notti ma sembra non ascoltarmi. Da sola, ma so che tante donne come me vivono questo incubo che solo chi vive può capire fino i fondo.

Un abbraccio a tutte. Marì.

Cara Marilena, complimenti per lo spirito di sacrificio e la determinazione con cui stai combattendo la tua battaglia. Non potrai che uscirne vittoriosa. Noi tutte siamo con te!

 

La minilaparotomia di Virginia, che ora sogna una gravidanza

Che bella la mail di Virginia, con una storia così simile a quella di molte di noi, e con un bel lieto fine!

 

Ciao Eleonora,

Vorrei scriverti la mia storia per cercare di tranquillizzare tutte quelle donne che si trovano a combattere contro i fibromi e si sentono smarrite.

Verso la fine dei 33anni io ed il mio compagno iniziamo a mettere in cantiere l’idea di un bimbo ma passa il tempo e nulla succede, questo bambino non arriva. Ci rivolgiamo ad un centro di pma e lì ci prospettano un percorso di fecondazione di secondo livello poiché una semplice inseminazione artificiale avrebbe avuto poche chance data la rigidità del mio “utero fibromatoso” (all’ epoca non capivo, abbiamo trovato assurde quelle parole. La ginecologa incommentabile, di una freddezza e indisponibilità incredibili. Se non avevamo problemi perché sottoporsi subito ad un bombardamento ormonale di quel tipo? Forse con il senno del poi, se avessimo trovato una persona disposta a spiegarci pro e contro avremmo fatto scelte differenti).

Così optiamo per un’inseminazione che non va a buon fine e decidiamo nostro malgrado di passare ad una tecnica di secondo livello. Durante il controllo la ginecologa di turno del centro inorridisce (mi sembra il termine giusto data la reazione) notando che i miei fibromi erano cresciuti ed il più grande era passato da 5 a 6cm.

Da qui inizia quello che io chiamo il “girone infernale”…..

Il primario dell’ ospedale in cui si trova il centro di pma ci prospetta due strade: provare una stimolazione ormonale per una tecnica di secondo livello (questo avrebbe sicuramente aumentato le dimensioni dei miei fibromi) o operarsi e ripulire l’utero per poi riprovarci naturalmente o meno. Di queste opzioni lui ci consiglia vivamente la seconda.

Nel mentre cerco altri specialisti, fisso visite, elimino carne e latticini dalla mia alimentazione. Non mi voglio proprio arrendere all’ idea dell’ intervento che porta con sé tutti i rischi di un’operazione compresa la temutissima seppur infinitesimale possibilità di isterectomia.

Presa dal panico inizio ad informarmarmi su internet e vengo letteralmente travolta da una miriade di informazioni e testimonianze che nella maggior parte dei casi mi hanno gettata nello sconforto…ragazze mai andare su internet, si trova la qualunque!! Ero smarrita, non ero più in grado di decidere cosa fosse giusto o meno fare. Non conoscevo nessuno che avesse subito questo intervento ed avevo bisogno di avere rassicurazioni da chi quell’ esperienza l’aveva veramente vissuta sulla propria pelle. È in questo periodo che mi sono imbattuta in questo blog dove posso dire di aver iniziato ad intravedere che forse poteva esserci anche un risvolto positivo.

Prima di decidermi sento 5 specialisti e nessuna risposta univoca, il fatto è che mi trovo in una situazione borderline in cui i miei fibromi non impediscono la gravidanza ma di certo non la facilitano o possono permettere cicli di stimolazioni ormonali. Ogni volta le misurazioni del fibroma più grande cambiavano a seconda di chi mi visitava, passavano dai 6cm ai 4cm. Ho speso una marea di soldi e in certi casi sono stata trattata con grande disinteresse da medici che non sto qui a riportare. Ma quando si è nel panico ci si appiglia a tutto.

Alla fine mi affido ad una ginecologa che mi consiglia di mettermi nelle mani del prof. Candiani, primario dell’ospedale S. Raffaele di Milano ed esperto chirurgo. Il dott. Candiani è un uomo mite, non è un gran chiacchierone ma ha l’aria di una persona umana e di gran esperienza.

Il 22 gennaio mi opero nonostante il mio terrore vero e proprio per l’esito. Ero spaventata da tutto, a chi mi chiedeva di cosa avessi paura non riuscivo a dare un solo motivo perché ero piena di ansie create da tutto quello che avevo raccolto in rete oltre al fatto che un conto è operarsi perché sai che è l’unica strada perseguibile e tutt’ altro è decidere di farlo in maniera opzionale dato che nessuno ci aveva escluso la riuscita naturale. Io ero completamente asintomatica, questi fibromi non mi causavano dolori, emorragie, gonfiore….niente di niente! È stato solo il desiderio di maternità a farmi scegliere.

La mia operazione è stata in minilaparatomia ed alla fine da 6 fibromi che si vedevano in ecografia me ne hanno tolti ben 11!

Una volta sveglia mi sono meravigliata di non sentire il minimo dolore, il sondino spinale mi iniettava continuamente antidolorifici che non mi hanno fatto per niente soffrire. Non sentivo neanche il freddo di cui molte persone mi avevano parlato. Niente nausee o vomito.
Il giorno dopo hanno provato a mettermi in piedi ma a causa della pressione non ci sono riuscita, è andata bene il giorno seguente. In quarta giornata mi hanno dimessa e sono tornata tranquillamente a casa con il mio taglio di circa 8.5 cm. Tutto il personale è stato gentile e la struttura ben pulita.
Ho sentito qualche dolore una volta dimessa ma assolutamente niente di così invalidante, tant’ è che la tachipirina che mi avevano prescritto in caso di necessità alla fine l’ho presa una sola volta!

Ogni giorno è andata sempre meglio ed ora che sono al termine della terza settimana di convalescenza posso dire di sentirmi bene, ovvio ho comunque avuto un’operazione ma cammino normalmente e riesco a far tutto. La mia pancia è un pochino gonfia ma se metto un maglione neanche si vede, ieri mia sorella mi prendeva in giro dicendomi che ha più pancia lei di me.

A marzo avrò la visita di controllo e spero in bene. Il mio unico cruccio adesso è la questione delle aderenze e mi piacerebbe tanto avere conforto da donne che come me hanno avuto interventi laparotomici e sono riuscite a coronare il loro sogno!

Grazie,
Vi

Come ho scritto a Virginia, io ho avuto i miei bimbi dopo due interventi chirurgici: una laparotomia prima della gravidanza di Giorgia e poi una mini laparotomia prima (molto prima) di Matteo. ).  Penso quindi che Virginia possa stare trnquilla e non vedo perhcè il suo sogno di maternità non possa diventare presto realtà.

In bocca al lupo cara Virginia!

Ornella che vorrebbe valutare l’embolizzazione a Milano per i suoi fibromi

La mail di Ornella mi ha fatta commuovere perchè mi ha ringraziata per il beneficio psicologico che ha ricavato dalla lettura del mio libro ma, soprattutto, mi ha raccontato di aver letto Maledetto Fibroma assieme a suo marito in vacanza, il quale si è detto ‘davvero molto arricchito umanamente rispetto alla comprensione dell’universo femminile’.

Mi scriver Ornella: Il beneficio fisico speriamo non tardi ad arrivare, ma ti garantisco che affronto ogni difficoltà “mensile” col sorriso ora che so cosa hai dovuto affrontare tu.

 

Ciao a tutte, vivo a Bergamo e vorrei sapere da chi potrei farmi visitare su Milano per provare a prendere in considerazione l’embolizzazione dato che ho a che fare con due miomi (uno intramurale posteriore di 87x65x82mm (in un’ecografia definito anche post-fundico) e uno anteriore definito intramurale sottosieroso di 10×8 mm (solo due dimensioni, non capisco il perché…).

La ginecologa che mi ha visitata lo scorso autunno a Bergamo mi ha proposto di prendere la pillola ma io non ho voluto perché molti anni fa aveva provocato un’impennata dei valori epatici e alla mia richiesta di un parere su embolizzazione e ultrasuoni focalizzati ha risposto dicendo che gli ultrasuoni focalizzati non sarebbero risolutivi perché nel mio caso l’utero si presenta tutto un po’ fibromatoso e riguardo all’embolizzazione ha detto di non conoscerla (ma come? ne sono venuta a conoscenza io che non sono una ginecologa! eppure era una ginecologa giovane…).

In primavera sono stata a Milano al Macedonio Melloni, proprio il giorno successivo a quello in cui è stata sospesa la prescrivibilità di Esmya! In ogni caso la ginecologa che mi ha visitata insieme ad altre 5 persone (non vi dico il disagio e la confusione in un ambulatorio nemmeno troppo grande, dove per giunta a un certo punto è entrata un’altra dottoressa!!!) mi ha detto che molto probabilmente per i problemi incontrati in passato con la pillola non avrei potuto sottopormi alla terapia con questo farmaco. L’unica proposta è stata la miomectomia e siccome era tardi, intanto che la ginecologa mi spiegava queste cose, un’altra dottoressa cominciava a compilare di corsa i documenti per mettermi in lista per l’intervento. Questa fretta non mi è affatto piaciuta e infatti ho interrotto prontamente e con fermezza la compilazione mettendo in chiaro che non avevo intenzione di sottopormi all’intervento. Vista la voglia che tutte quante avevano di andarsene a casa ho evitato saggiamente di chiedere pareri su embolizzazione e ultrasuoni focalizzati.

Il mioma posteriore due anni fa mi ha provocato un’improvvisa e grave ernia lombosacrale per la quale ho dovuto necessariamente sottopormi a un intervento chiururgico in seguito al quale – contro ogni previsione – a distanza di due anni ho recuperato l’uso del piede sinistro che pareva quasi completamente compromesso dall’ernia, grazie all’attenzione di un abilissimo neurochirurgo dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che è riuscito a ripulire bene dal materiale fuoriuscito che premeva ben 3 nervi salvando comunque un’ampia porzione del disco intervertebrale e naturalmente grazie alla fisioterapia. Inoltre ho dovuto affrontare una forte anemia – conseguenza di vere e proprie emorragie durante le mestruazioni – che da febbraio sto curando con Sideral forte e all’occorrenza con antiemorragici (Ugurol).
Nel frattempo ho prenotato una visita per settembre al Niguarda con il dott. Sanguineti (nome meraviglioso ed appropriatissimo visto il problema), ma tutti i vostri pareri/consigli/indicazioni, saranno preziosissimi!!!
Ornella

Io ho risposto a Ornella che ho ricevuto feedback positivi riguardo il dr Sanguineti, e che invece per l’embolizzazione potrebbe rivolgersi al dr Rampoldi al Niguarda di Milano. Nel frattempo però lei mi ha aggiornata scrivendomi di aver prenotato una visita con il dr Camanni (che poi ha dovuto rinviare perchè le è arrivato il ciclo in anticipo).

Insomma ora aspetto di sapere come procede la vicenda di Ornella, e lei aspetta di avere un parere o un consiglio da qualcuna di voi che magari stà vivendo una situazione simile.

Daniela che cerca una gravidanza dopo l’intervento in laparotomia

Daniela ha 36 anni e ha deciso di condividere con noi il racconto del suo intervento in laparotomia per la rimozione di fibromi.
Daniela si è appena sposata e il suo sogno è di diventare presto mamma. Mi ha scritto quindi alla ricerca di testimonianze di donne che sono rimasta incinta dopo un intervento di laparotomia. Naturalmente le ho subito ricordato la mia storia (di cui leggerà il seguito nel libro Maledetto Fibroma) visto che io sono rimasta incinta 5 mesi dopo aver subito una laparotomia.
Leggete la storia di Daniela, e fatele sapere se siete diventate mamme dopo un intervento di rimozione dei fibromi!
Ho scoperto di avere i fibromi nel 2015, ho capito che qualcosa non andava perché dopo lo sport avevo sempre perdite abbondanti, che lo sforzo fisico mi stimolavano… Allora sono andata a visita e il medico mi ha detto di averne trovati 2, sui 5 cm, ma che dovevo stare tranquilla perché erano esterni all’utero. Non mi ha prescritto nulla, anche perché io non avevo né mestruazioni emorragiche né nulla. Mi disse soltanto di tenere un atteggiamento di “ragionevole attesa”.
Nei mesi successivi però ho notato pian piano che le cose cambiavano, ho cominciato ad avere mestruazioni abbondanti e la pancia si è gonfiata. Dopo 6 mesi sono tornata dal ginecologo… E abbiamo scoperto che uno dei 2 era cresciuto in modo incredibilmente veloce, diventando 11 cm.
A questo punto lui mi disse che andava operato, ma non in laparoscopia, bensì in laparotomia. Mi ha prescritto il primo ciclo di Esmya e così ho cominciato.
La pancia intanto gonfiava sempre di più… finito il ciclo di Esmya torno dal ginecologo. La terapia non ha avuto effetto, il mostro adesso misurava 13 centimetri. Dunque secondo ciclo di Esmya, il dottore ha detto che spesso i risultati si vedono al secondo ciclo. Intanto mi dice che deve mettermi in lista d’attesa per la mioectomia laparotomica.
Io avevo le mie nozze di lì a poco, e preferivo operarmi dopo il matrimonio e il viaggio di nozze. Che devo dirti Ele… Ho passato i preparativi con quel mostro addosso, e poi il matrimonio… È stata dura nascondere la pancia, ma sembra che io ci sia riuscita guardando le foto…
Ho fatto il viaggio di nozze, e lui era sempre con me. Ero così felice che quasi me ne ero dimenticata… Lui non ce l’ha fatta a rovinarmi quel momento!!!
Tornata alla vita reale ritorno anche dal ginecologo, ed ecco la data dell’intervento: 6 novembre 2017.

Io faccio intanto vedere i miei referti a uno zio medico che lavora a Bologna… Ma non è il suo campo la ginecologia, allora mi consiglia, prima di operarmi in laparotomia, di farmi vedere al più presto da un ginecologo eccellenza per la tecnica laparoscopica, che insegna la materia anche all’università di Bologna. Il Prof. Seracchioli Renato. Lui non ha posto per visitarmi a breve, e la data dell’intervento è vicina. Telefono ogni giorno alla sua segretaria, e sembra che io l’abbia impietosita. Vado a visita, in intramoenia… 10 giorni prima dell’intervento programmato. Mi sono detta: se c’è la possibilità di operarmi in laparoscopia lo preferisco, aspetto un po’ di più magari. Solo lui può dirmelo, è il migliore.

Il Prof. Seracchioli mi disse che dalla sua ecografia il mostro misurava 16 cm e che non c’era assolutamente possibilità di fare l’intervento in laparoscopia. Era troppo grande. Mi disse anche che a Rimini noi abbiamo un ottimo centro e che molti dei giovani medici che operano lì sono stati suoi allievi. Mi disse di andare tranquillamente all’intervento del 6 novembre, e mi ha dato la sua mail per qualsiasi cosa io avessi bisogno.

Ed ecco, Ele… Che arriva quel giorno. Non ti nego che avevo una paura incredibile, paura di non vedere più mio marito, paura che mi dovessero togliere l’utero, e che io a 36 anni avrei perso la mia possibilità di diventare mamma.
L’operazione non è stata una passeggiata: ho avuto una grossa anemizzazione, ho fatto 4 sacche di trasfusione e mi hanno tenuto in ricovery room per 7 ore dopo l’intervento. Alla fine si è scoperto che il mio fibroma era di 20 cm (sì! davvero!) e me ne hanno tolto anche un’altro più piccolo, sui 5 cm. Il chirurgo disse che l’operazione era stata molto pesante, perché il mio mostro, in seguito alla cura con Esmya, era diventato “molliccio” e hanno fatto fatica ad esportarlo. Aggiunse anche, molto sinceramente, che nel mio caso la cura con Esmya non avesse giovato in termini di facilità di rimozione del fibroma, ma anzi, avesse reso tutto complicato.
E anche che quella mattina nessuno voleva mettersi in turno con lui per l’intervento, perché non erano sicuri di riuscire a fermare il sanguinamento. E per salvarmi sarebbero stati costretti a togliermi l’utero… Mi ha detto che è una cosa terribile che nessun medico vuole affrontare con la paziente. Che con la mia anemizzazione il rischio lo hanno corso davvero… Ma non so come sono riusciti a fermare l’emorragia.
Ho passato due giorni difficili in ospedale, perché avevo epidurale attaccato, drenaggio e catetere…e in più la ferita chirurgica faceva male, e ogni 6/8 ore dovevano mettermi la flebo di antidolorifici. Ciononostante non ho un brutto ricordo del ricovero (che in tutto è durato 5 giorni), anzi: sono davvero felice perché, nel reparto degenza di ginecologia dell’Ospedale Infermi di Rimini sono stata trattata con dolcezza e cura estrema. Da tutto il personale, soprattutto da infermieri e operatori socio sanitari. Avevano sempre un sorriso e una parola di conforto, quei ragazzi fanno un lavoro meraviglioso in quel reparto! Me lo ricorderò sempre.
Sono stata un mese a casa in malattia, ed è andato tutto bene, non ho avuto nessun problema.
Adesso sono passati quasi 6 mesi dall’intervento e nell’ultimo controllo, pochi giorni fa, il ginecologo mi ha detto di cominciare subito a provare a cercare la cicogna. Perché non solo ho 37 anni quasi, ma anche un utero fibromatoso che potrebbe sviluppare facilmente altri fibromi. Io e mio marito siamo felici di avere avuto il via del medico per cominciare a cercare un figlio, perché lo desideriamo tanto.
Vorrei dire, a tutte le ragazze che hanno dubbi se fare o meno l’intervento, di farlo se necessario… E se i sintomi sono ingestibili. Perché la mia vita dopo l’intervento è cambiata in meglio. Mi sono sentita fin da subito più energica, più serena, più bella, più magra. Ho ricominciato subito a fare sport, a viaggiare, mi sono sentita liberata da un mostro enorme… Davvero io prima sembravo incinta di 6 mesi!
Vorrei avere testimonianze di donne che hanno avuto una laparotomia e dopo sono diventate mamme, mi aiuterebbe molto.

Ti ringrazio per ogni cosa che fai col tuo blog… Noi siamo donne forti, alla fine credo siamo capaci di sopportare più di quello che crediamo.

Ci stiamo provando ad avere la gravidanza, abbiamo appena cominciato, e spero di realizzare il mio sogno di maternità al più presto. Adesso però mi preoccupa l’età… Quasi 37. Però la vita è andata così… Ho incontrato l’amore della mia vita più tardi, e una volta sposati… ho dovuto aspettare almeno un’anno per pensare alla gravidanza.

Grazie per aver condiviso con me la tua storia, e… adesso prenderò anche il libro. Congratulazioni anche! Grazie ancora del supporto Ele, e in bocca al lupo a tutte!!!
Daniela