Intervista al dr Rampoldi sull’embolizzazione: ci sono domande?


Il dottor Gaetano Rampoldi è il dirigente del reparto di Radiologia Interventistica dell’Ospedale Niguarda di Milano ed è specializzato in Radiodiagnostica e Radioterapia e in Oncologia.

E’ stata Francesca, che si è sottoposta ad embolizzazione del fibroma uterino al Niguarda, ed è stata operata dall’equipe del dr Rampoldi, a parlarmi di lui.

Leggo sul sito dell’Ospadale Nigurada che ha eseguito come primo operatore circa 9.000 procedure di radiologia vascolare ed interventistica, che è membro della Società Europea di Radiologia Interventistica e che è  autore di circa 80 pubblicazioni su riviste italiane e straniere e relatore a numerosi congressi italiani e stranieri.

Gli ho scritto per chiedergli disponibilità per un’intervista e il dottore si è subito dichiarato disponibile a rispondere a tutte le nostre domande sull’embolizzazione. Perciò ragazze, come sempre, potete postare tutte le domande da rivolgere al dr rampoldi nei commenti di questo post, o su Facebook.

Appena avrò raccolto un po’ di materiale preparerò l’intervista. Grazie a chi vorrà partecipare!


6 thoughts on “Intervista al dr Rampoldi sull’embolizzazione: ci sono domande?

  1. Salve ho fatto l embolizzazione 10 gg fa a Roma con Morucci. Il mio fibroma era molto grande….leggevo in giro di infezioni che potrebbe portare il fibroma ridotto che rimane sull’ utero. Quindi volevo sapere ….quando il fibroma si sarà risotto di molto il tessuto che rimane potrà dare dei problemi?

  2. Ciao io sono interessata a questa possibilità dell’embolizzazione in quanto vivo a Milano e NIguarda sarebbe per me comodo.
    Chiederei al dottore se i fibromi non devono superare una certa misura in cm.i tempi di recupero?! E eventuali conseguenze!
    Grazie mille
    Buona serata

  3. Ciao, anch’io vorrei sapere quali sono gli eventuali problemi che i fibromi in necrosi che restano all’interno dell’utero potrebbero portare. Poi vorrei conoscere efficacia dell’embolizzazione e rischi di recidiva in caso di utero fibromatoso. Grazie

  4. Io invece vorrei sapere :
    – Come mai l’ embolizzazione in Italia è poco diffusa ?Mentre negli Stati Uniti è una pratica
    abituale. Da noi sembra essere quasi ” a livello sperimentale”, xche’ i centri che la applicano hanno eseguito numericamente poche embolizzazioni ( tranne il dottor Tommaso Lupatelli).Mi è sembrato di capire, dal blog di Ely, che anche il dottor Morucci a poco a poco è riuscito ad arrivare ad un discreto quantitativo numerico ( garanzia di una buona riuscita, io non ho potuto sottopormi all’ embolizzazione ma se fosse stato possibile mi sarei affidata ad un dottore che ha eseguito questa pratica + e + volte….).
    – Il radiologo che esegue l’ embolizzazione è sempre affiancato da un ginecologo?
    – So che si prova dolore ( soprattutto se i fibromi sono di notevoli dimensioni) e ho letto che diventa ” sopportabile” grazie all’ ausilio di apposite terapie. Questo avviene dopo l’ intervento, ma a distanza di tempo si può provare nuovamente dolore?Se questi fibromi , a quanto ho capito, non vengono tolti ma vanno in necrosi a mano a mano che si riducono comportano dei disturbi?
    – All’ embolizzazione si arriva dopo aver valutato altre opzioni ( isteroscopia, laparoscopia o laparotomia) o può essere la prima scelta da eseguire?
    – Se esiste un rischio c’è infezione, puo’ indicare in che percentuale di può presentare e in che modo può essere risolto. In casi simili, come si comporta il radiologo? Segue la sua paziente anche dopo o questa deve rivolgersi ad un ginecologo?
    Io ho necessariamente dovuto rinunciare al mio utero, ma voglio formulare queste domande x aiutare le altre donne che come hanno ed hanno avuto a causa dei ” maledetti” un vissuto emotivo e fisico pesante. Ci sentiamo devastate nel corpo e nell’ anima ed è urgente trovare una soluzione DEFINITIVA x tutte ( e non può essere l’ isterectomia 😑😶🙄. Possibile che ad oggi non si sia ancora trovato un modo non invasivo x liberare le donne da questo dramma?
    Si pensa solo ad eliminarli operando o embolizzando, il guaio è che questi mostri in chi come me è soggetto a frequenti recidive ritornano …….Possibile che non si è scoperta la vera causa x cui si formano? O meglio le vere cause…Ci può essere un fattore genetico, ormonale…..Ma è come dire che il cancro ai polmoni viene a chi fuma ( quando sappiamo che non viene solo a chi fuma!).
    Grazie Ely x la bellissima iniziativa, oltre a leggere i pareri di ” noi pazienti” è utilissimo prendere in considerazione i consigli dei dottori ed avere un ” quadro scientifico” del problema.🤗

  5. Come scrivo male! Non rileggo e pubblico…..Scusate….Sono troppo ” emotiva”……..Ed anche se sconfitta, continuo a lottare.
    X me questa è una battaglia!

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