Marilena che cerca un ospedale per embolizzazione a Genova


Marilena ha 46 anni, abita a Genova e combatte i suoi fibromi ormai da anni. Seppur piccoli (uno misura 3X3 cm e l’altro è ancora più piccolo), questi fibromi le causano lancinanti dolori ad ogni ciclo mestruale.

Marilena si è sottoposta ad un ciclo di terapia con esmya e dopo un mese e mezzo dalal sospensione il ciclo le ho tornato con dolori molto forti, nausea, mal di testa, pancia durissima e contrazioni, tanto che è dovuta correre al Pronto Soccorso. La diagnosi è stata ‘presenza di vari fibromi di cui uno in colliquazione‘ e io da ciò deduco (e mi pare di averlo già scritto in passato) che le dolorosissime contrazioni di cui parla Marilena siano le stesse che ho provato io, visto anche anche il mio fibroma era in colliquazione.

Per fortuna è una situazione, questa, che non riportate spesso. Siamo in poche ad aver provato le contrazioni di un povero utero che cerca, ovviamente senza successo, di espellere un fibroma. E’ un dolore atroce, indescrivibile, che non cessa con nessun antidolirifico, e che non augurerei al mio peggior nemico. Perciò comprendo pienamente le parole di Marilena. Anche io, come lei, ero terrorizzata dall’arrivo del ciclo.

Sono a dir poco disperata. Non oso pensare di affrontare ogni mese questo calvario, che mi blocca da ogni attività non solo lavorativa. Non so che fare.

La ginecologa di Marilena le ha consigliato di interrompere la cura con esmya e la ha prescritto esami ormonali. Le ha anche anticpato che se i dolori continueranno ad essere così forti l’unica soluzione sarà l’asportazione dell’utero.
Sinceramente non riesco proprio a capire come possa l’isterectomia essere l’unica soluzione in presenza di un fibroma di soli 3cm (e di un secondo più piccolo). Io le ho consigliato di informarsi riguardo l’isteroscopia, che mi parrebbe nel suo caso la migliore soluzione, e l’embolizzazione.
Marilena stà quindi ora cercando un bravo medico cui rivolgersi a Genova. In particolare sarebbe orientata verso l’embolizzazione e stà cercando qualcuno esperto in questa tecnica a Genova.
Avete un buon consiglio per la nostra amica che, asoslutamente, non deve rinunciare al suo utero?

5 risposte a "Marilena che cerca un ospedale per embolizzazione a Genova"

  1. Ciao Marilena, io sono di Genova e quando credevo di poter fare l’embolizzazione mi era stato fatto il nome del dr. Ferro, in radiologia nucleare al S. Martino. Nel 2015 era l’unico a Genova ad avere una buona casistica. Altrimenti ti conviene andare a Torino, dal dr. Muratore, radiologo interventista all’ospedale Molinette.

  2. Posso consigliarti, anche se non a Genova ma comunque vicino, il prof.Michieletti reparto di radiologia dell’Ospedale civile di Piacenza. Vengo da tutta Italia.Io ho fatto una visita da lui portando la mia RM.Molto scrupoloso, molto preciso e franco nell’approccio con la paziente.Incrocio le dita cara. Claudia

  3. X Eli: cosa significa esattamente ” in colliquazione”?
    Anche il mio fibromone + grande risultava essere così….” Si segnala il fibroma di maggiori dimensioni, a sviluppo intramurale sottosieroso, fundico, al cui interno si evidenziano echi disomogenei come per necrosi colliquativa”. ”
    Questo è riportato nel foglio della preospedalizzazione.
    Quindi, quei dolori fortissimi, quelle fitte lancinanti erano causate da questa ” colliquazione”? Ed anche i coaguli scuri di sangue che mi facevano stare tanto male…..? Io non ho partorito, ma mi azzardo a dire che quei dolori ( quasi delle coltellate) erano ” tipo contrazioni da parto”….. Se penso a quanto ho patito! Provo pietà anche x tutte le altre donne che soffrono o soffriranno a causa di questo problema…..Solo chi ci è passato può capire cosa significa restare paralizzata dal dolore, non avere la forza di stare in piedi……E sopportare, sopportare a fatica…..Fino allo stremo….. Xche’ neanche gli antidolorifici funzionano….( Io prendevo il synflex e x controllare le emorragie il tranex….)…..Ho anche pianto x colpa delle torture causate dai maledetti…..I primi tre giorni di ciclo erano un vero inferno…..E l’incubo continuava anche dopo, se pur leggermente attenuato …..I maledetti mi hanno fatto passare pure tante notti insonni….Il colore non ti fa neanche dormire…..Ero costretta a mangiare 3 biscottini ( controvoglia e con la nausea) per poter prendere antidolorifici e disperata mi massaggiavo la pancia ……Quante volte ho urlato: ” Basta!….Non c’è la faccio +…..E forse, il principale colpevole di quella atroce sofferenza era il grosso fibroma in colliquazione!
    Pensa che il mio utero era arrivato a pesare 1019 gr.e le sue dimensioni erano 16 x 13 x 7.5 a morfologia ed ecostruttura completamente sovvertiti da fibromatosi diffusa a nodi multipli.

    1. Si cara Laura, le contrazioni provocate da un fibroma in colliquazione sono le stesse del parto, perchè l’utero cerca di espellere il fibroma. Un fibroma in colliquazione presenta una parte “sciolta”, in necrosi, che stà morendo (così mi hanno spiegato). E a me è piaciuto pensare di essere stata io, con la mia forza, a cercare di “ucciderlo”. Peccato che il tutto sia stat molto molto doloroso. Da piangere, come scrivi tu. E non c’era antidolirifico che tenesse. Solo la flebo in ospedale dava sollievo. E peccato che, comunque, un fibroma in necrosi sia solo più doloroso, perchè comunque l’utero non può e non riesce ad espellerlo (e anzi se magari davvero ci riuscisse sarebbe davvero pericoloso per l’emorragia che ne deriverebbe).

  4. Questa colliquazione può essere stata provocata da Esmya?
    Su di me Esmya non aveva funzionato: non si era ridotto nessun fibroma. Xo’, ora, mi viene il dubbio che possa aver causato questa necrosi.
    Dovrei ” metterci una pietra sopra” o come si dice ” chiudere la porta” e smettere di pensarci.
    Non ci riesco, xche’ è stato un percorso lungo, doloroso e difficile.
    Mi sono sentita completamente persa e sola……Ho provato smarrimento, rabbia, paura e tanta confusione.
    E sento l’esigenza di condividere e raccontare la mia esperienza.
    Hai creato un blog importante Ely e stai aiutando tante donne.
    Io alla fine sono stata costretta a prendere la decisione + estrema, ho scelto di stare bene.
    Rinunciare ad un organo non è facile .
    C’è un lungo percorso di rielaborazione da intraprendere, ci vuole molto coraggio sia prima che dopo l’intervento.
    Quando si troverà finalmente una cura definitiva? Quanto tempo ci vorrà?
    Sono strafelice quando leggo storie a lieto fine, specialmente se dopo tutto questo supplizio arriva un bambino: l’amore + intenso, istintivo ed assoluto. E’ la vittoria della vita contro il male, è la gioia, la speranza……Forse solo un parto puo’ cancellare dei periodi così brutti e dolorosi. Già solo guardando un bambino ti senti felice ed in pace con il mondo intero.

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