Elisa indecisa tra intervento chirurgico, hifu ed embolizzazione


Elisa abita a Bologna e combatte due fibromi di 7 e 4cm, che nell’ospedale della sua città il dott. Seracchioli rimuoverebbe in laparoscopia o laparotomia, e un piccolo fibroma di circa 2 cm, rimuovibile in isteroscopia.

Per evitare l’intervento chirurgico, Elisa si è informata anche su embolizzazione e hifu, parlando nello specifico con il dr Orsi allo Ieo di Milano.

Mi ha scritto perchè a questo punto della sua “ricerca” è molto confusa e non sa quale tecnica preferire, nè a quale medico affidarsi. Sia il dr Seracchioli che il dr Orsi le sono sembrati competenti e preparati perciò cerca feedback e consigli in merito. Elisa riapre anche la complessa questione della gravidanza dopo embolizzazione, che al momento rimane purtroppo ancora controversa ..

 

Ciao,
Seguo il tuo blog e la tua pagina facebook da parecchio tempo, ho anche comprato il tuo libro e sono in attesa di sostenere il mio esame di abilitazione per poi leggerlo…

Ti scrivo perchè sono veramente confusa e forse tu o le donne che ti seguono potrete aiutarmi a dipanare i miei dubbi.

A giugno 2017 sono andata dalla mia ginecologa per fare un controllo, il mio fidanzato ed io stavamo cercando un figlio e volevo assicurarmi che andasse tutto bene. Non mi ricordavo che fosse passato così tanto tempo dall’ultima visita, ben 3 anni! E il responso è stato uno dei peggiori che potessi aspettarmi…3 fibromi, di cui uno molto grande di 7cm e uno sporgente in cavità, responsabile della maggior parte dei sintomi che allora lamentavo (cicli abbondantissimi e incapacità di rimanere incinta).

La mia ginecologa mi manda all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove mi prescrivono 3 cicli di Esmya, con scarsi risultati. La dottoressa che mi seguiva (sulla poca umanità di questa donna potrei parlare per ore), dopo avermi elencato tutti i rischi dell’intervento, mi dice che esmya non lo posso più prendere perchè sospeso dall’Agenzia del farmaco (non dava grandi risultati, ma almeno mi bloccava le perdite emorragiche) e che vuole mandarmi a togliere il fibroma che sporge in cavità con isteroscopia interveniva ambulatoriale.

A parte il fastidio tremendo dell’esame in sè, non riescono ad operare perchè in realtà il fibroma è per lo più intramurario, sporge solo per una piccola porzione in cavità. Dall’ambulatorio mi mandano a consegnare le carte per prenotare l’intervento. So che il team del dott. Seracchioli è uno dei migliori d’Italia per quanto riguarda la preservazione della fertilità, però non mi arrendo all’idea di finire sotto i ferri. Vado quindi ad un visita con il dott. Orsi allo IEO di Milano, il quale mi elenca gli aspetti negativi dell’intervento (utero reciso in più parti, possibilità di rottura dell’utero durante un’eventuale successiva gravidanza, possibilità che durante l’intervento si renda necessaria l’asportazione dell’utero, decorso post-operatorio molto pesante). Mi prescrive una risonanza magnetica (unico e solo metodo di diagnosi dei fibromi) e mi spiega i vantaggi di embolizzazione e hifu.

Mentre gli hifu sono un’ipotesi remota, l’embolizzazione, dice, è il metodo più adatto per chi come me ha diversi fibromi dislocati in diverse parti dell’utero. Esco molto contenta della chiacchierata, decisa a non fare l’intervento chirurgico e convinta che, nel caso in cui gli hifu siano esclusi dai risultati della risonanza, farò l’embolizzazione.

In attesa di fare la risonanza vado ad una visita di controllo al Sant’Orsola che era già prenotata, per valutare un eventuale aggravamento della situazione ed eventualmente accelerare i tempi della lista d’attesa per l’ intervento. Il dottore letteralmente smonta tutti i rischi dell’intervento prospettati dal dott. Orsi (rotture di utero ne hanno viste 5 negli ultimi 15 anni, uteri rimossi durante intervento di miomectomia zero, negli ultimi 5 anni) e anzi mi smonta l’embolizzazione, che fanno pure qua a Bologna, ma che evitano di fare a ragazze giovani in cerca di una gravidanza. Dice che il processo di necrosi innescato dall’embolizzazione è così poco controllabile, che potrebbero andare in necrosi intere zone sane di utero, compromettendo ancora di più la capacità di rimanere incinta.
A questo punto sono davvero dubbiosa. Nutro profonda stima per il dott. Seracchioli, il suo team ha operato anche una mia amica e loro sono veramente attenti al desiderio di maternità delle pazienti, ma nutro molta stima anche per il dott. Orsi e non riesco a capire chi abbia effettivamente ragione, sempre che la ragione stia da qualche parte. Non riesco nemmeno a valutare rischi e benefici di queste procedure, perché ho l’impressione che qualunque medico “tiri l’acqua al suo mulino” senza effettivamente consigliarti l’alternativa migliore per il caso specifico.

Hai qualche consiglio? Qualcuna si è trovata nella situazione di dover scegliere tra due ottimi dottori per due procedure così diverse?

Ti ringrazio, perché con il tuo lavoro sei un faro di speranza per tutte noi…
Un abbraccio

Io ho consigliato ad Elisa di chiedere un terzo parere, per avere un ulteriore punto di vista, e lei stà proprio valutando l’eventualità di un terzo consulto, magari fuori da Bologna.  E’ inoltre in procinto di sottoporsi ad una risonanza magnetica che magari darà qualche indicazione in più su posizione e dimensioni dei fibromi.

Qualcuna può dare un feedback ad Elisa in merito al dr Orsi e al dr Seracchioli?

 


2 risposte a "Elisa indecisa tra intervento chirurgico, hifu ed embolizzazione"

  1. Non conosco i due medici, io mi sono rivolta al Gemelli di Roma, ho parlato con dei ginecologi, non con dei radiologi interventisti. Anch’io ho un fibroma di 7 cm e mezzo, e altri più piccoli sparsi per tutto l’utero, ne avevo anche uno in cavità uterina e i medici mi hanno detto di toglierlo in insteroscopia, l’ho fatto ma nessun risultato e il mio era intracavitario cioè proprio esposto. Quello che posso dirti è che per la mia situazione, l’intervento me l’hanno sconsigliato perché mi hanno detto chiaramente che non avrebbe risolto di molto la mia situazione, avrebbero tolto i più grandi, ma gli altri sarebbero rimasti tutti perché non possono toglierli tutti, in quanto i rischi sono fondati e sono più alti rispetto a quelli dell’embolizzazione. Dall’altra parte però con l’embolizzazione c’è il rischio di entrare in menopausa permanente ma per le giovani il rischio è meno del 5%. Devi considerare anche la recidiva, molto alta con l’intervento chirurgico, con l’embolizzazione si accorgerebbero in tempo, in quanto saresti monitorata per un anno. Per la gravidanza né la prima, né la seconda tecnica garantisce nulla, almeno così l’hanno detto i ginecologi. Certamente è più probabile in letteratura che si riesca ad avere una normale gravidanza post miomectomia, ma il ginecologo con cui ho parlato mi ha detto: devi anche sperare di rimanere incinta prima che ritornino, non è una cosa in automatico, ti operi e rimani incinta. Per l’embolizzazione, le gravidanze in letteratura sono poche, ma non perché non riescono dopo essersi sottoposti alla tecnica, ma perché chi si sottopone spesso ha un’età in cui non cerca gravidanze. Il ginecologo mi ha detto anche che se credo a questa leggenda metropolitana finisco solo per farmi male, perché se è vero che con l’embolizzazione le possibilità di avere un figlio sono minime dall’altra non c’è niente che scientificamente parlando provi che sottoporsi causa sicuramente sterilità. Il ginecologo mi teneva presente che se decidiamo di sottoporre una giovane, lo facciamo perché sappiamo di potere, anche se i rischi ci sono, ma ci sono in ogni tecnica, non solo per l’embolizzazione! Prima di sottopormi ad embolizzazione devo fare delle analisi del sangue per vedere i miei valori di fertilità, l”urinocoltura e un tampone vaginale per vedere se ho delle infezioni. La mia opinione è che ad un certo punto ti devi fidare, qual è il medico che ti ha convinto di più? Vai e seguilo. Io mi sono rivolta ad un ambulatorio per fibromi al Gemelli di Roma, lì non tirano acqua al loro mulino, mi hanno proposto entrambe le tecniche senza nascondermi gli eventuali rischi. Per trovare delle testimonianze post embolizzazione di donne incinte devi cercare in inglese, già si trovano più dati a riguardo. Ma non voglio illuderti, nessuno può assicurarti una gravidanza, devi pensare solo a stare bene!

  2. Ciao Elisa,mi sono trovata nella tua stessa situazione,ho sentito pareri diversi e alla fine ho deciso per l’intervento. Io avevo tantissimi fibromi,ma mi hanno assicurato che i rischi di rottura di utero in gravidanza sono bassi e prevedibili (effettuando un cesareo prima che l’utero possa travagliare perché solo in quella fase rischia di rompersi). Mi sono ripresa in pochissimo tempo dopo l’intervento (questo,mi rendo conto,è soggettivo) e ciò che mi ha dato più fastidio è stata la debolezza dovuta alla perdita di sangue (tutto risolto in meno di un mese con cura di ferro).
    Ho effettuato la visita di controllo un mese fa e ci sono ancora piccolissimi fibromi (cosa del tutto prevedibile dato che ho un utero con tendenza a sviluppare fibromi) che però non ostacolano in alcun modo una gravidanza. Il ginecologo mi ha rassicurato dicendomi che l’interno dell’utero così come le ovaie sono in ottime condizioni e quindi ho buone speranze per una gravidanza futura ovviamente decorsi gli 8 mesi dall’intervento utili per garantire un’adeguata cicatrizzazione.
    L’embolizzazione mi è stata sconsigliata sia a Milano dal ginecologo che valuta l’idoneita Della paziente a sottoporsi a tecniche alternative all’intervento sia a Torino dallo stesso radiologo interventista che riserva l’embolizzazione alle sole pazienti che non possono sottoporsi con successo all’intervento.
    Questa la mia esperienza. Un abbraccio e in bocca al lupo

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