Gravidanza dopo una laparotomia: Giusi cerca testimonianze

Giusi mi ha scritto la prima volta un mesetto fa, per raccontarmi che si sarebbe sottoposta a breve ad un intervento in laparotomia per rimuovere i suoi fibromi.

Salve, mi chiamo Giusi ho 32 anni e a breve dovrò effettuare una seconda miomectomia laparotomica di 4 fibromi, 2 rispettivamente di 3 cm circa, uno di 4/5 cm e quello più voluminoso di circa 8. A distanza di 3 anni ho avuto questa recidiva, non ho avuto ancora figli e vorrei averne a tutti i costi, qualcuno ha già avuto una esperienza come la mia di due interventi ma che hanno portato avanti una gravidanza? Grazie mille
Giusi

Giusi ha subito la laparotomia pochi giorni fa. Adesso stà bene, è in convalescenza, ma vorrebbe raccogliere testimonianze di donne che dopo ben due interventi sull’uterto ha portato a termine una gravidanza.

Naturalmente le ho riportato la mia storia, dal momento che Giorgia e Matteo sono nati dopo due interventi in laparotomia (Giorgia proprio pochi mesi dopo), e spero di averla rincuorata. A lei farebbe comunque piacere sentire le vostre esperienze, perciò aspettiamo racconti di gravidanze dopo laparotomie!

Annalisa e la cicatrice dell’intervento di miomectomia laparotomica

Annalisa mi ha scritto subito dopo aver subito un intervento di miomectomia laparotomica e io mi sono un po’ ritrovata nelel sue parole perchè, come credo sia successo a molte (purtroppo), vedere la cicatrice dopo l’intervento è un piccolo (grande) shock.

Io ad esempio non ero minimamente preparata quando ho subito il primo intervento. Non ero preparata a ciò che avrei subito, al dolore, alla conovalescenza, ecc, ma non ero nemmeno preparata a quell’enorme taglio sul basso ventre, visto che il mio ginecologo di allora aveva parlato di un piccolo taglietto, quasi invisibile ..

Ogni tanto penso ancora che avrei dovuto avere il coraggio di dire quello che pensavo .. ma era come se in qualche modo dovessi essergli grata perchè lui mi aveva tolto il fibroma e dato la possibilità, che tanto desideravo, di tentare una gravidanza. Il mio dolore, quella cicatrice enorme, e tutto il resto erano solo dettagli e sembrava un po’ da bambina capricciosa lamentarsi .. E invece avevo ragione!! Solo che ci vuole tanto tempo per capire certe cose, per metabolizzarle, e poi per “farci pace” ..

Ma torniamo ad Annalisa, che è in piena convalescenza e ha bisogno del nostro supporto e dei nostri consigli.

 

Ciao Eleonora,

Ho scoperto solo ora il tuo blog. Se l’avessi conosciuto prima, le mie decisioni sarebbero state certamente diverse.

Sono stata operata (miomectomia laparotomica) lunedì 16 aprile. Il mio fibroma, di circa 8 centimetri, non mi dava nessun fastidio. Essendo però cresciuto di molto in un solo anno, il mio ginecologo mi ha consigliato la rimozione. L’ho fatto a cuor leggero e tutto è andato bene.

È passata una settimana, tra due giorni toglieranno i punti. Mi ritrovo con un rigonfiamento nella parte bassa dell’addome, proprio sopra alla cicatrice (tra l’ombelico e la cicatrice). Ho iniziato a leggere online e molte donne scrivono che dopo l’intervento la loro pancia non è più tornata com’era prima. Mi rendo conto che questo non è un grosso problema. Ma volevo confrontarmi con te e con le atre donne nel blog, per capire quali sono le tempistiche di ripresa e se devo rassegnarmi alla mia pancia gonfia e dura per sempre.

Quali sono nella realtà gli step per recuperare al meglio dopo l’intervento?

 

Io le ho scritto che dopo il mio primo intervento la mia pancia è stata gonfia a lungo ma poi è tornata come prima. La cicatrice era brutta (è stata migliorata poi dal dr Camanni, che mi ha operata la seconda volta) e anche adesso non è che sia poi così “piacevole” (o almeno per me). Ha due piccole gobbette, sopra e sotto, che negli anni si sono attenuate ma che comunque ci sono. Però è in basso, come credo sia anche la cicatrice di Annalisa, e non si vede nemmeno in costume..

Le ho conisgliato di massaggiarsi con olio più spesso che può perchè è l’unica cosa che fattibile ora. Voi avete altri consigli?

Camilla si racconta

Pubblichiamo la mail ricevuta da Camilla che ha voluto condividere la sua lotta ai maledetti fibromi e la inseriamo nei lieti fine perché a gennaio si è sottoposta ad una nuova miomectomia ed ora è in netta ripresa!

Ciao, mi chiamo Camilla e ho compiuto da poco 36 anni. Scrivo, innanzitutto,per ringraziare l’autrice del blog e tutte le fibroma fighters che hanno deciso di condividere la propria esperienza. Nelle lunghe notti insonni trascorse in clinica in preda al dolore, dopo la seconda miomectomia laparotomica, che ho dovuto subire tre settimane fa, leggere le storie delle altre mie compagne di sventura, pubblicate sul blog, mi è servito moltissimo a farmi sentire meno sola e disperata. E questo è un tipo di conforto che, a mio avviso, può provenire solo da chi ha vissuto un’esperienza simile. Voglio quindi raccontare la mia storia, sperando che possa essere utile a qualcun altra, che magari sta attraversando in questo momento quello che ho da poco affrontato io (e la strada per un pieno recupero è, peraltro, nel mio caso, ancora lunga).

Ho scoperto di avere un utero fibromatoso nel 2012, quando ho deciso, per puro caso o perché il destino lo ha voluto (a seconda dei punti di vista), di sottopormi ad un check up prevenzione donna, che includeva anche una visita ginecologica. Avevo mestruazioni regolari, indolori e con flusso medio, dunque non mi sottoponevo ad un controllo da almeno tre anni..un’ecografia non l’avevo nemmeno mai fatta (anche se mia mamma è ginecologa!! Il mio alibi principale era il lavoro e, in generale, la vita frenetica che vivevo: troppo complicato trovare il tempo per una visita e, soprattutto, inutile visto che stavo bene … o almeno così credevo! Dunque quando all’uscita della metro mi hanno dato questo volantino prevenzione donna ho deciso di sottopormi al controllo solo perché l’ambulatorio era a due passi dal mio ufficio e l’orario di visita era da mattina a sera! Non avevo scuse! Insomma mi reco in questo centro ed il ginecologo mi dice subito, dopo avermi visitato, che c’era un’anomalia: il mio utero era ingrossato come alla quarta settimana di gravidanza e dovevo sottopormi, con urgenza, ad un’ecografia transvaginale. Molto spaventata mi reco quel pomeriggio stesso presso Villa Margherita, dove mia mamma aveva all’epoca il suo ginecologo ed il referto della eco transvaginale conferma che il mio utero era pieno di fibromi, di cui un paio anche di notevoli dimensioni (circa 10 cm). Mi viene subito consigliato di recarmi dal mio ginecologo (che all’epoca non avevo ovviamente !) per decidere il da farsi. Il ginecologo di mia mamma mise subito le mani avanti, spiegandomi che non c’era periculum vitae, ma che quell’utero in quelle condizioni era inservibile e che soprattutto, se non si fosse intervenuti immediatamente, avrei rischiato di dover subire, necessariamente, una isterectomia. Lui sperava, invece, di “potermi tenere l’utero” eseguendo una miomectomia. Ancora ricordo il panico che ingenerarono in me quelle parole! Non avevo, a quel tempo, un fidanzato e non avevo un progetto concreto di mettere su famiglia, ma non volevo perdere per sempre la possibilità di diventare mamma! Grazie alla segnalazione di un amico di mio zio, venni a conoscenza del centro Arbor Vitae del prof.Ivano Mazzon, presso la clinica Nuova Villa Claudia qui a Roma. Al primo incontro il professore mi ispiro’ subito grande fiducia anche perché era super specializzato in questa tipologia di operazioni (mi disse che ad una ragazza di Terni ne aveva tolti 33 .. e che lei aveva poi avuto due gemelli). Insomma, una luce nel buio in cui ero precipitata..una luce che decisi di seguire senza indugio. Con l’operazione del 2012 mi asportarono ben 9 fibromi, io persi molto sangue e divenni anemica (da 13 l’emoglobina scese a 6) ma riuscii ad evitare trasfusioni grazie a massicce dosi di ferro, che assumevo per via orale e per mezzo di flebo (con conseguente flebite). Impiegai circa due mesi a “tornare come prima” quantomeno fisicamente..tutto quello che avevo vissuto mi aveva, infatti, cambiata per sempre! Ho toccato con mano la mia fragilità e ho capito l’importanza della prevenzione!

In questi anni ho continuato a sottopormi ogni sei mesi ad ecografie transvaginali..il rischio della recidiva era molto alto, come mi avevano chiaramente spiegato il professore e la sua equipe (sebbene nel mio caso non sembra esservi un fattore ereditario, sono l’unica della famiglia ad avere questo problema).

Dopo una pausa di un anno e mezzo, i maledetti fibromi hanno cominciato a riprodursi e a moltiplicarsi. Nel 2015 mi sono sottoposta ad un’isteroscopia operativa, sempre eseguita dal prof.Mazzon, per togliere un fibroma particolarmente fastidioso ai fini di un’eventuale gravidanza..nel frattempo avevo incontrato l’uomo della mia vita e avevamo iniziato a pensare di mettere su famiglia. La situazione sembrava sotto controllo al punto che ci avevano confermato che potevamo provare ad avere un figlio, sennonché a gennaio 2016, mentre sono al lavoro, mi sento male ho un’emorragia tremenda per cui mi portano al pronto soccorso, dove all’accettazione mi assegnano un codice giallo. A quel punto mi viene prescritta Esmya, di cui assumo due cicli di pillole, e che quantomeno è servita, per nove mesi, a mantenere pressoché inalterata la situazione. A fronte di abbondanti cicli (che mi obbligavano a ricorrere al Tranex) e del mio desiderio di maternità (nel frattempo mi sono sposata!) il prof. Mazzon mi dice purtroppo che una nuova miomectomia era purtroppo inevitabile. Aggiungo che in questi anni le ho provate tutte, sono ricorsa invano a cure omeopatiche, all’agopuntura e ho richiesto anche il parere di specialisti del Niguarda, che hanno confermato la diagnosi del prof.Mazzon. Dunque il 24 gennaio scorso sempre presso la clinica nuova villa Claudia mi sono sottoposta ad una nuova miomectomia. Questa volta hanno asportato 11 fibromi lasciandomene solo uno molto piccolo che hanno evitato di togliere perché il mio povero utero, dopo 4 ore di operazione, era molto provato. La prima settimana è stata molto dura, ho trascorso le giornate e le nottate in preda a forti crampi addominali, che mi hanno spinto a richiedere la sospensione del Metergyn (il mio utero si contraeva già abbastanza da solo, ve lo assicuro!). Inoltre, solo supplicando sono riuscita ad ottenere che mi somministrassero due piccole dosi di morfina, nell’immediatezza dell’intervento, per il resto pretendevano di alleviare il mio dolore con il .. paracetamolo!! Ad ogni modo, ora sono a casa in convalescenza, ogni tanto la ferita fa male e sento ancora delle fitte, mi sento molto stanca e provata per via dell’emoglobina molto bassa ma posso senz’altro dire di avere vinto una nuova, importante, battaglia contro i maledetti fibromi! Tra 5/6 mesi dovrò sottopormi a nuovi controlli e poi tra 9 se tutto va bene potrò provare ad iniziare una gravidanza.

Non so come andrà a finire ma voglio credere che quella volta, sotto la metro, quel volantino non mi sia stato messo in mano per caso, e che riuscirò a sfruttare questa nuova possibilità che la vita mi ha dato. Grazie per la pazienza e scusate se mi sono dilungata, sono a disposizione di chiunque abbia lo stesso problema per scambiare informazioni e consigli.
Ciao
Camilla

Grazie a te, Camilla, riprenditi al meglio e, se ti va, tienici aggiornate sugli sviluppi dei tuoi progetti!

Il lieto fine di Lucia

Vi ricordate Lucia che a distanza di 4 mesi dall’ultima visita ha scoperto un fibroma di 8 cm? Per comodità vi riporto il link della sua storia:

https://fibromauterino.wordpress.com/2016/09/15/il-fibroma-di-lucia-si-e-formato-in-pochi-mesi/

Giovedì 27 ottobre Lucia si è sottoposta ad un intervento di miomectomia in laparotomia. Era molto in ansia per l’intervento, qualche giorno prima ha avuto un ciclo molto abbondante tanto da svenire! Le hanno dato il Tranex antiemorragico.

Appena tornata a casa dopo l’intervento Lucia ci ha scritto per condividere con tutte noi la sua esperienza.

“Allora da dove iniziare? Dalla sera prima forse, quando ho dovuto iniziare il digiuno e fare il clisma..entro in bagno, cerco di stare tranquilla e….terremoto! Sì sì, proprio il terremoto… Cominciamo bene mi dico… A un certo punto non sapevo se dovevo continuare a fare quello che stavo facendo o scappare…..fatto sta che una serata che doveva essere tranquilla non lo è per niente!
Il mattino dopo ho l’appuntamento alle 7 in ospedale, passano due ore e finalmente mi chiama un’infermiera che mi dice di togliere trucco, smalto e di depilarmi (questa operazione l’avevo già fatta il giorno prima, proprio per evitarmi imbarazzi vari ed eventuali!). Mi porta nella mia stanza, mi spoglio e metto il bellissimo camice verde. Appena va via inizio a fare il primo mezzo piantino… mi sento cosi impotente, triste e demoralizzata! Poi arrivano gli infermieri e mi portano in sala preoperatoria: attraversiamo un lunghissimo corridoio e io mi sento come quando in quelle scene da film l’inquadratura e’ dal lettino e fanno vedere il soffitto dell’ospedale e mi sento ancora di più il cuore in gola. Mi affidano ad un’infermiera che mi mette un ago sulla mano e mi fa un male cane… Dopo un po’ mi iniettano un sedativo, cosi dicono loro, e da allora in poi non ricordo più nulla. Il ricordo successivo è quando mi svegliano e io sono tutta stordita. Mi portano in camera dove ci sono mia mamma, mio marito, mia zia e una mia amica, ma non capisco più nulla perchè sento dei dolori lancinanti sotto la pancia, delle fitte, dei tagli come di spade, e continuo a dire a mia mamma “Mi tagliano! Mi tagliano!”. Sono sfinita dai dolori ma dopo un’ora e mezza circa la morfina fa il suo dannato effetto finalmente e io sento che la parte inferiore è come se fosse completamente addormentata.
L’operazione è durata un’ora e mezza circa, mi hanno tolto solo il fibroma che era diventato quasi 10 cm, dagli 8 e mezzo che era due mesi fa, mentre le tube e l’utero non sono stati toccati come io avevo chiesto.
La notte la passo benino anche se devo stare distesa a pancia in su e non posso assumere nessun’altra posizione. Il giorno dopo pero’ la morfina ha finito il suo effetto e io inizio a sentire bruciore alla ferita. Le infermiere vogliono che mi alzi, non capiscono che io mi sento debole e non ce la faccio proprio…mi fanno sentire in colpa….mi viene da piangere…non so cosa pretendono da me… Finalmente arriva un’infermiera che capisce come mi sento e mi dice che non c’è fretta e che mi alzerò il giorno dopo.
I giorni successivi, in totale cinque, passano tra alti e bassi: dolori, debolezza, notti insonni…”

“Sono appena tornata a casa dopo 5 giorni di degenza… La miomectomia è andata bene ma non è stata una passeggiata affatto!!! Altro che come il  cesareo…un corno!! Non ho avuto perdite di sangue perche’ il fibroma era sottosieroso sopra l’utero. Nonostante ciò avevo, anzi ho, l’emoglobina a 8.8 e quindi sono debolissima. Ho avuto il fiato corto e sto prendendo il ferro Sideral forte. Cammino ma i primi giorni avevo bruciori forti alla ferita; ora mi e’ spuntato un livido dall’ombelico alla ferita e appena tornata a casa ho tipo una depressione post partum addosso che mi fa piangere spesso… Non penso che prima di due settimane io riesca ad uscire e stare in forma…e questo mi abbatte..
Ora aspetto l’esito dell’esame istologico e incrocio tutte le dita.”

Cara Lucia, sentirsi giù di morale con l’emoglobina così bassa e dopo aver superato un intervento chirurgico è purtroppo normale, bisogna accettare anche questi momenti di depressione e saper vedere i piccoli miglioramenti che giorno dopo giorno ti faranno riacquistare le forze. Grazie di aver condiviso con noi la tua esperienza e il tuo lieto fine!

La mia miomectomia laparotomica

Ciao ragazze,

dopo otto mesi di calvario psico-fisico son giunta al termine della mia via crucis. Dopo due cicli di esmya ulipristal acetato che mi hanno bloccato il ciclo mestruale  (comportato tutti i sintomi degli effetti indesiderati)  l’8 marzo mi hanno messo in lista per l’operazione in laparotomia (il mioma si era ridotto da 12cm a 8-9cm in otto mesi) quindi diversamente non potevano operare. Ho fatto il grande passo, mi son operata all’Ospedale Universitario di Cona a Ferrara. Ospedale pulito e nuovo… tutto il personale del reparto dal primario ai dottori, dai neolaureati ai tutorandi, dagli infermieri agli oss, hanno un modus operandi di lavorare delicato e preparato, gentile e disponibile, paziente nel spiegare e farsi capire e mai arrogante o superbo.  Qualsiasi cosa stessero per farmi, me la spiegavano e rispondevano anche a domande più che ovvie di mia madre che per 5 gg è stata al capezzale come una madre apprensiva e amorosa sà fare. SANTE MAMME E CHI LE HA INVENTATE! SENZA DI LEI MI SAREI SENTITA PERSA!!!

Il personale ha avuto a che fare con mia madre quindi sono stati messi più che alla prova!!!  Sono stati  bravi hanno superato l’esame in ansiometria!!!

Per 5 giorni (da martedi 8 a sabato 12 gg che mi han dimessa) che son stata in reparto ho avuto un assistenza impeccabile dalle infermiere (alcune erano più simpatiche di altre ma ci sta!) alle oss (alcune pulivano meno di altre ma vabbè…) mia madre è riuscita a sostener tutte le notti perché in adozione in camera aveva la sua poltroncina (ogni camera aveva due letti e due poltroncine). Ogni mattina monitoravano pressione, febbre, tutto.

Ma ritorniamo all’intervento… entro in sala operatoria alle 15.30 circa, le gambe mi tremano, sto nel lettino e due omoni mi portano in sala operatoria… arrivata li trovo tutta l’equipe dietro le loro mascherine, sembrano tutti uguali  ma riconosco gli occhi del primario… rassicuranti, attenti, vigili, controlla l’operato della sua equipe… poi una voce mi distoglie e mi si presentano: l’infermiera e l’anestesista.  L’infermiera ha avuto l’ingrato compito di mettermi il catetere-sondina nel braccio, chiaro che ha fatto male ma il modo di come ha posto tale operazione è stata rassicurante e divertente.

Esordisce cosi: “Mia cara ragazza sei giovane 31 anni!!! Noi due saremo le ultime persone di cui ti ricorderai perché sentirai un pò di dolore poi di quel che ti faranno gli altri non saprai nulla!!! Che compito ingrato che ho!!!

Strano… ma ha saputo stemperare il terrore nei miei occhi e le lacrime che mi stavano per scoppiare dalle orbite.

Ma no. Mafalda torna in te, calmati … pensa che lì in cielo hai un babbo che ti protegge e  che c’è un amore fuori da questa sala che ti aspetta e che con te vuol creare l’amore più bello che una coppia possa fare: un figlio.

Un sorriso all’anestesista e bum… sonno.

Esco dalla sala alle 19.30  (4 ore di intervento contando anestesia e tutto) e di lì fino alle 10 del giorno seguente (mercoledì 9) non ricorderò nulla perché ovviamente imbottita di anestesia e morfina. Mercoledì pomeriggio vomito l’anima, e bevo tè per riprendermi. Giovedì e venerdì giornate tragiche e dolorose: per via del tavolo operatorio freddo e della sala operatoria gelida, il corpo stando fermo su quel tavolo in anestesia totale, al mio risveglio mi ha portato a sentire fitte intercostali destre e braccio dolorante per due giorni da non riuscir a star distesa nel letto e a riposare tranquillamente. Ma venerdì ripresa, i medici mi tolgono il drenaggio e il catetere. Sabato mattina mi dimettono dopo la visita ginecologica. Dimessa con 20 gg di prognosi, la sutura è stata fatta intra-epidermide quindi non dovrò togliere i punti perché si cicatrizzeranno e si dissolveranno nella ferita man mano che guarirà. Tra sei mesi dovrei fare una visita ginecologica ma io non voglio aspettar così tanto e a fine aprile andrò almeno a farmi un eco. Durante l’operazione mi hanno detto di aver trovato vicino al maledetto fibroma di 8-9cm  altri due miomi a che dall’eco sembrava tutt’uno ma non era così, che il mioma era intramurale inserito nel muscolo dell’utero, che non ha intaccato la cavità uterina (ecco perché non avevo emorragie o ciclo emorragico) e che essendo un utero tendenzialmente fibromatoso sicuramente se ne riformeranno altri quindi quanto prima, fra sei  mesi, devo subito iniziare a lavorare sulla tematica (bambino).

Mi son tolta un peso dal cuore.

Avevo il terrore di non poter fare un bambino, avevo il terrore che mi togliessero tutto.

 MA NON E’ STATO COSI’. 🙂

Ragazze tenete duro, lottate, non perdetevi d’animo mai, perché il maledetto si può sconfiggere… SI’! Si può debellare e si può sperare in una vita migliore lontano da dolori, cicli emorragici,  ansie, paure e confusione. Vi terrò aggiornate per fine mese e vedremo cosa avrà da dirmi la ginecologa. ORAMAI IL PEGGIO E’ PASSATO…  E…

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.

BACI A TUTTE VOI, GUERRIERE.

Maffy84