Embolizzazione del fibroma uterino: intervista al Dr. Lupattelli


Ringrazio il dr. Tommaso Lupattelli, che tra l’altro inconterò a breve, proprio questa mattina (se non mi perdo per Roma), per aver risposto in maniera puntuale e completa a tutte le mie domande sull’embolizzazione del fibroma uterino. Una tecnica di eliminazione del Maledetto questa che mi è stata suggerita sia dal dr. Napoli del Policlinico di Roma che da alcune Fibroma Fighters. (Ringrazio in particolare Loredana che per prima mi ha parlato del dr. Lupattelli).

Ecco tutto ciò che dobbiamo sapere a proposito dell’embolizzazione del fibroma uterino!

In cosa consiste l’embolizzazione del fibroma uterino?
Come funziona?

L’embolizzazione consiste nella chiusura dell’arteria uterina di destra e di quella di sinistra mediante l’introduzione all’interno delle stesse di piccole particelle sferiche che distribuendosi piano piano nella vascolarizzazione del fibroma provocano una vera e propria ischemia del tessuto fibromatoso. Il fibroma senza apporto di sangue tende velocemente a regredire di dimensioni fino a scomparire nei casi più favorevoli. Ad eseguire questa tecnica è un radiologo interventista che attraverso un piccolissimo catetere delle dimensioni di 2,5 mm circa inserito all’inguine nell’arteria femorale, incannula l’arteria uterina e una volta al suo interno inietta queste piccole particelle embolizzanti nel fibroma. La tecnica e’ rapida, estremamente sicura ed indolore in mani esperte ma puo’ dare fallimenti e prolungarsi se eseguita da operatore con esperienza limitata.

L’embolizzazioneè indicata per alcune tipologie di fibromi in particolare o può essere utilizzata per il trattamento di tutti i fibromi uterini?

Tutti i fibromi possono essere trattati mediante embolizzazione. E’ importante sottolineare che l’embolizzazione eè anche particolarmente indicata nella fibromatosi uterina, cioè quando ci sono molti fibromi. Spesso infatti le donne con fibromatosi vengono irrimediabilmente sottoposte all’asportazione totale dell’utero. Con l’ embolizzazione è possibile evitare questo atto così distruttivo per una donna in più del 97% dei casi. Recentemente infine, abbiamo riportato risultati piu’ che incoraggianti anche nell’adenomiosi.

C’è un limite nelle dimensioni dei fibromi uterini trattabili?

In centri con provata esperienza potrei ormai dire che praticamente tutti i fibromi, anche quelli con dimensioni superiori ai 15 cm, possono essere embolizzati con successo. Ma ovviamente ogni caso va valutato poi singolarmente.

L’embolizzazione è particolarmente consigliata per donne in una certa fascia d’età piuttosto che in un’altra?

Tutte le donne desiderose di mantenere l’utero, di evitare una chirurgia parziale o totale, e a qualsiasi età possono sottoporsi ad embolizzazione. Riportiamo addirittura casi di gravidanze portate a termine in donne che erano gia state inevitabilmente gia’ destinate all’ asportazione totale dell’ utero.

L’embolizzazione è risolutiva per il 100% delle pazienti o si sono verificati casi in cui è stato necessario procedere sucessivamente con altri interventi (nuove embolizzazioni o altro)?

E’ assolutamente risolutiva e definitiva. In una percentuale inferiore al 4% siamo dovuti reintervenire dopo alcuni anni. Niente quindi in confronto all’asportazione chirurgica del fibroma che ha tassi di recidiva a 5 anni superiori al 35%.

Il trattamento

E’ un trattamento doloroso?
Il dolore durante l’intervento è pari a zero. Il post operatorio può essere doloroso ma riusciamo generalmente a mantenere il dolore a livelli discreti con un’attenta terapia antalgica di supporto. In alcuni casi l’ischemia del fibroma puo’ essere discretamente dolorosa nelle prime 4-8 ore. Se l’embolizzazione si esegue sotto anestesia epidurale il dolore è invece generalmente molto ben controllato. La tecnica anestesiologica influisce quindi molto sul dolore post operatorio.
Quanto dura?
In mani esperte da 20 a 40 minuti.

Che tipo di anestesia richiede?
Come gia anticipato puo’ essere eseguita con una semplice terapia antalgica somministrando quindi antidolorifici in vena o puo’ essere eseguita in anestesia peridurale.
Quanti giorni di ricovero in ospedale sono previsti?
Sono previsti uno o due giorni di ricovero a seconda dei casi.

Il post operatorio è doloroso?
Come gia’ in parte sottolineato il post operatorio può essere doloroso perche’ il fibroma dopo l’embolizzazione va incontro ad un’ischemia completa ed immediata. L’organismo deve quindi adattarsi alla nuova situazione e le prime ore possono essere un po’ dolorose; sicuramente meno sotto anestesia peridurale.

Dopo il trattamento, la ripresa è immediata?
In una settimana la stragrande maggioranza delle donne riprende ogni tipo di attivita’. Dal lavoro all’attivita sportiva.

Diffusione

In Italia quante donne si sono già curate, con successo, con l’embolizzazione?
E’ difficile fare una stima. Noi possediamo la maggiore casistica che si aggira intorno a 1100 pazienti trattati. Credo che nel mondo tuttavia si siano ormai eseguite 700.000- 800.000 embolizzazioni. Negli USA è da molti ormai condiderata la tecnica d’elezione per la sua sicurezza, la bassissima invasività e gli ottimi risultati. Non dimentichiamo infatti che con un foro più piccolo della punta di una penna a sfera all’inguine riusciamo definitivamente a trattare una patologia complessa come il fibroma; in casi anche sottoposti a due o tre chirurgie pregresse dove la patologia dopo poco tempo si era puntualmente ripresentata.

Da quanti anni viene praticata?
Noi la pratichiamo dal 2000 ma i primi casi in letteratura sono stati pubblicati su Lancet nel 1995. E’ estremamente diffusa nei paesi anglosassoni.

In quali ospedali italiani è effettuata l’embolizzazione dei fibromi uterini?
In pochissimi ospedali ancora e purtroppo l’esperienza non supera quasi mai i 150 casi trattati. Un’esperienza quindi ancora piuttosto limitata. Credo infatti che un centro per essere competitivo dovrebbe aver terminato la curva di apprendimento che noi abbiamo stimato intorno ai 500 casi eseguiti.

Come mai questa pratica è così poco conosciuta e diffusa?
Perche’ non è il ginecologo a poterla eseguire. Ultimamente però molti ginecologi si stanno finalmente avvicinando a questa tecnica in collaborazione con il loro radiologo interventista. Non è infatti ormai possibile non riconoscere gli indubbi vantaggi di questa tecnica.

A chi possono rivolgersi tutte le interessate?
A tale proposito abbiamo aperto un portale che risponde all’ indirizzo www.embolizzazione.it dove la tecnica viene ampiamente spiegata mediante video ed interviste. E possibile poi trovare i vari riferimenti per la diagnosi e l’intervento.

Che consiglio si sente di rivolgere a tutte le donne che soffrono a causa di un fibroma uterino e non sanno che soluzione adottare?
Di non arrendersi ma di valutare senza indugi la possibilità di trattare la loro patologia con l’embolizzazione. Molte donne con l’embolizzazione hanno infatti in questi anni evitato di sottoporsi alla rimozione chirurgica del fibroma o miomectomia. Inoltre, arrivati nel 2014 la rimozione dell’ utero per un fibroma non più operabile chirurgicamente dovrebbe essere sempre infatti possibilmente evitata. Ora è assolutamente possibile.

Ancora grazie al dr. Tommaso Lupattelli per la sua cortese disponibilità.

Chi volesse contattarlo può rivolgersi a
Smart Surgery – Advance Medical Center
Via Achille Barilatti 22/24 – 00144 Roma
tel. 06.52270048-339 8410123
smartsurgery@alice.it


27 thoughts on “Embolizzazione del fibroma uterino: intervista al Dr. Lupattelli

  1. Sono curiosa di sapere come andrà il tuo incontro perchè io ho avuto pareri contrari all’embolizzazione per vari motivi. Attendo e ti scrivo poi in pvt!

  2. Pingback: Maledetto Fibroma

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