Camilla si racconta


Pubblichiamo la mail ricevuta da Camilla che ha voluto condividere la sua lotta ai maledetti fibromi e la inseriamo nei lieti fine perché a gennaio si è sottoposta ad una nuova miomectomia ed ora è in netta ripresa!

Ciao, mi chiamo Camilla e ho compiuto da poco 36 anni. Scrivo, innanzitutto,per ringraziare l’autrice del blog e tutte le fibroma fighters che hanno deciso di condividere la propria esperienza. Nelle lunghe notti insonni trascorse in clinica in preda al dolore, dopo la seconda miomectomia laparotomica, che ho dovuto subire tre settimane fa, leggere le storie delle altre mie compagne di sventura, pubblicate sul blog, mi è servito moltissimo a farmi sentire meno sola e disperata. E questo è un tipo di conforto che, a mio avviso, può provenire solo da chi ha vissuto un’esperienza simile. Voglio quindi raccontare la mia storia, sperando che possa essere utile a qualcun altra, che magari sta attraversando in questo momento quello che ho da poco affrontato io (e la strada per un pieno recupero è, peraltro, nel mio caso, ancora lunga).

Ho scoperto di avere un utero fibromatoso nel 2012, quando ho deciso, per puro caso o perché il destino lo ha voluto (a seconda dei punti di vista), di sottopormi ad un check up prevenzione donna, che includeva anche una visita ginecologica. Avevo mestruazioni regolari, indolori e con flusso medio, dunque non mi sottoponevo ad un controllo da almeno tre anni..un’ecografia non l’avevo nemmeno mai fatta (anche se mia mamma è ginecologa!! Il mio alibi principale era il lavoro e, in generale, la vita frenetica che vivevo: troppo complicato trovare il tempo per una visita e, soprattutto, inutile visto che stavo bene … o almeno così credevo! Dunque quando all’uscita della metro mi hanno dato questo volantino prevenzione donna ho deciso di sottopormi al controllo solo perché l’ambulatorio era a due passi dal mio ufficio e l’orario di visita era da mattina a sera! Non avevo scuse! Insomma mi reco in questo centro ed il ginecologo mi dice subito, dopo avermi visitato, che c’era un’anomalia: il mio utero era ingrossato come alla quarta settimana di gravidanza e dovevo sottopormi, con urgenza, ad un’ecografia transvaginale. Molto spaventata mi reco quel pomeriggio stesso presso Villa Margherita, dove mia mamma aveva all’epoca il suo ginecologo ed il referto della eco transvaginale conferma che il mio utero era pieno di fibromi, di cui un paio anche di notevoli dimensioni (circa 10 cm). Mi viene subito consigliato di recarmi dal mio ginecologo (che all’epoca non avevo ovviamente !) per decidere il da farsi. Il ginecologo di mia mamma mise subito le mani avanti, spiegandomi che non c’era periculum vitae, ma che quell’utero in quelle condizioni era inservibile e che soprattutto, se non si fosse intervenuti immediatamente, avrei rischiato di dover subire, necessariamente, una isterectomia. Lui sperava, invece, di “potermi tenere l’utero” eseguendo una miomectomia. Ancora ricordo il panico che ingenerarono in me quelle parole! Non avevo, a quel tempo, un fidanzato e non avevo un progetto concreto di mettere su famiglia, ma non volevo perdere per sempre la possibilità di diventare mamma! Grazie alla segnalazione di un amico di mio zio, venni a conoscenza del centro Arbor Vitae del prof.Ivano Mazzon, presso la clinica Nuova Villa Claudia qui a Roma. Al primo incontro il professore mi ispiro’ subito grande fiducia anche perché era super specializzato in questa tipologia di operazioni (mi disse che ad una ragazza di Terni ne aveva tolti 33 .. e che lei aveva poi avuto due gemelli). Insomma, una luce nel buio in cui ero precipitata..una luce che decisi di seguire senza indugio. Con l’operazione del 2012 mi asportarono ben 9 fibromi, io persi molto sangue e divenni anemica (da 13 l’emoglobina scese a 6) ma riuscii ad evitare trasfusioni grazie a massicce dosi di ferro, che assumevo per via orale e per mezzo di flebo (con conseguente flebite). Impiegai circa due mesi a “tornare come prima” quantomeno fisicamente..tutto quello che avevo vissuto mi aveva, infatti, cambiata per sempre! Ho toccato con mano la mia fragilità e ho capito l’importanza della prevenzione!

In questi anni ho continuato a sottopormi ogni sei mesi ad ecografie transvaginali..il rischio della recidiva era molto alto, come mi avevano chiaramente spiegato il professore e la sua equipe (sebbene nel mio caso non sembra esservi un fattore ereditario, sono l’unica della famiglia ad avere questo problema).

Dopo una pausa di un anno e mezzo, i maledetti fibromi hanno cominciato a riprodursi e a moltiplicarsi. Nel 2015 mi sono sottoposta ad un’isteroscopia operativa, sempre eseguita dal prof.Mazzon, per togliere un fibroma particolarmente fastidioso ai fini di un’eventuale gravidanza..nel frattempo avevo incontrato l’uomo della mia vita e avevamo iniziato a pensare di mettere su famiglia. La situazione sembrava sotto controllo al punto che ci avevano confermato che potevamo provare ad avere un figlio, sennonché a gennaio 2016, mentre sono al lavoro, mi sento male ho un’emorragia tremenda per cui mi portano al pronto soccorso, dove all’accettazione mi assegnano un codice giallo. A quel punto mi viene prescritta Esmya, di cui assumo due cicli di pillole, e che quantomeno è servita, per nove mesi, a mantenere pressoché inalterata la situazione. A fronte di abbondanti cicli (che mi obbligavano a ricorrere al Tranex) e del mio desiderio di maternità (nel frattempo mi sono sposata!) il prof. Mazzon mi dice purtroppo che una nuova miomectomia era purtroppo inevitabile. Aggiungo che in questi anni le ho provate tutte, sono ricorsa invano a cure omeopatiche, all’agopuntura e ho richiesto anche il parere di specialisti del Niguarda, che hanno confermato la diagnosi del prof.Mazzon. Dunque il 24 gennaio scorso sempre presso la clinica nuova villa Claudia mi sono sottoposta ad una nuova miomectomia. Questa volta hanno asportato 11 fibromi lasciandomene solo uno molto piccolo che hanno evitato di togliere perché il mio povero utero, dopo 4 ore di operazione, era molto provato. La prima settimana è stata molto dura, ho trascorso le giornate e le nottate in preda a forti crampi addominali, che mi hanno spinto a richiedere la sospensione del Metergyn (il mio utero si contraeva già abbastanza da solo, ve lo assicuro!). Inoltre, solo supplicando sono riuscita ad ottenere che mi somministrassero due piccole dosi di morfina, nell’immediatezza dell’intervento, per il resto pretendevano di alleviare il mio dolore con il .. paracetamolo!! Ad ogni modo, ora sono a casa in convalescenza, ogni tanto la ferita fa male e sento ancora delle fitte, mi sento molto stanca e provata per via dell’emoglobina molto bassa ma posso senz’altro dire di avere vinto una nuova, importante, battaglia contro i maledetti fibromi! Tra 5/6 mesi dovrò sottopormi a nuovi controlli e poi tra 9 se tutto va bene potrò provare ad iniziare una gravidanza.

Non so come andrà a finire ma voglio credere che quella volta, sotto la metro, quel volantino non mi sia stato messo in mano per caso, e che riuscirò a sfruttare questa nuova possibilità che la vita mi ha dato. Grazie per la pazienza e scusate se mi sono dilungata, sono a disposizione di chiunque abbia lo stesso problema per scambiare informazioni e consigli.
Ciao
Camilla

Grazie a te, Camilla, riprenditi al meglio e, se ti va, tienici aggiornate sugli sviluppi dei tuoi progetti!


One thought on “Camilla si racconta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...