Marilena, embolizzata al San Camillo di Roma


Marilena, 44 anni, dopo aver sofferto a causa dei suoi fibromi è stata embolizzata all’ospedale San Camillo di Roma, dal dr Maurizio Morucci. E’ con gioia che vi riporto il suo messaggio, così come me lo ha scritto lei. Forza e coraggio Marilena, il peggio è passato!

Un anno dopo la scoperta dei miei fibromi finalmente riesco a vivere una vita normale e mi sento tranquilla, ho,quindi, deciso di raccontare la mia esperienza. Dopo tante notti insonni,stress, perdite infinite di sangue, visite mediche per prendere una decisione…

Un anno fa circa, in seguito a un’ecografia pelvica mi sono stati diagnosticati due fibromi di 5 cm e 3,5 cm. Avevo già delle mestruazioni abbondantissime, ormai mi sembrava la normalità perciò decido di rivolgermi a un ginecologo e, in seguito ad una isteroscopia diagnostica, ecco anche due polipi uterini. Abbiamo cominciato, quindi, le procedure per togliere i polipi uterini, un piccolo intervento in anestesia totale a luglio 2016.

Finalmente a settembre 2016 cominciamo a “curare” i fibromi uterini con la pillola “Esmya” proposta dal mio ginecologo, per rimpiccolirli.

Dopo una cura di 3 mesi, a fine dicembre, cominciano le mestruazioni. Non finiscono più, sono sempre più abbondanti, da far paura, non mi potevo allontanare da casa neanche per un’ora. Vado al Pronto Soccorso di due noti ospedali romani, mi raccomandano la terapia con il Tranex, il mio utero fibromatoso era grande come al quarto mese di gravidanza. Ebbene si, i fibromi sono un po’ rimpiccoliti, mezzo centimetro ciascuno, ma c’è tanto sangue dentro il mio utero e mi dicono che non si capisce niente. Chiedo agli ospedali se posso fare l’embolizzazione e volano parole come probabilità di un tumore, altri polipi uterini, infezione. Mi dicono che bisogna vedere se il mio utero è da salvare o da togliere. Tutti e due gli ospedali mi propongono l’ isterectomia. Resto ammutolita e impaurita.

Durante una delle tante notti insonni mi sono imbattuta in questo blog. Embolizzazione?!?… Che sara mai?!? Alcuni ospedali di Roma la praticano?!? Ho contattato Antonella che mi ha descritto in questo blog la sua esperienza sull’embolizzazione, mi ha raccomandato il suo gentilissimo dottore del San Camillo, il dr Morucci. Il 3 febbraio finalmente cessa l’emorragia, pian piano ho i risultati dei test fatti, dell’isteroscopia, pap test, biopsia.

Non c’è niente nel mio utero, il mio utero sanguina per i maledetti fibromi, il mio ginecologo mi ripropone l’Esmya ed il taglio per un tentativo di miomectomia, al che io chiedo: “Se tra un paio d’anni escono altri fibromi, ritagliamo ancora, dottore?”. Resto senza risposta, l’utero è mio, ho avuto già un taglio cesareo nove anni fa! Fortunatamente ho incontrato persone disinteressate (una di loro è Antonella) che mi hanno aperto gli occhi su questa procedura.

In America sono venti anni che curano i fibromi così, perché è meno invasiva, ci sono meno costi di ospedalizzazione, dopo due giorni si torna a casa con una terapia antibiotica e antidolorifica (mi è bastata la Tachipirina!). Sono stata a casa altri 3/4 giorni perché il dottore ha raccomandato il riposo, una settimana dopo l’intervento ho ripreso a lavorare,niente dolori, niente perdite… Donne, non perdete le speranze, la soluzione per la cura dei fibromi c’è. L’embolizzazione è un intervento non invasivo fatto dal radiologo interventista in meno di un’ora. Con una piccola anestesia locale. Una soluzione valida che alcuni ginecologi nascondono, forse per non perdere le clienti, qualcuno tra loro preferisce sempre tagliare. Non è così.


One thought on “Marilena, embolizzata al San Camillo di Roma

  1. ..che dire..
    Per lavorare..
    ..si affrontano mille difficoltà..
    Si lotta contro tutto e tutti..
    Si scalano montagne altissime e impervie..
    ..ma alla fine..
    ..si vive di e per queste gioie !!!
    Grazie a te, e un grazie ad Antonella !!
    Meraviglioso Angelo Bianco
    Che stai aiutando a tutti noi..
    Un abbraccio grandissimo a tutti e tutte !!

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