Piera, dal Tranex a una vita nuova grazie all’embolizzazione


Piera è una bella ragazza di Roma di quarant’anni, intellettualmente impegnata e molto attenta alla sua cura fisica. E’una delle numerose donne che, quotidianamente, si trovano a combattere contro i fibromi uterini.

Come tante di noi si sottopone a numerose e costose visite ginecologiche, cinque minuti scarsi e “Signò, sò centocinquanta euro, vabbè?“, pagamento effettuato e la solita soluzione proposta: difficile miomectomia, da non escludere l’isterectomia.

Fine dei sogni di Piera, niente figli, niente utero, niente femminilità, solo una bella mutilazione. Piera si deve occupare anche di un fratello disabile e di due genitori non più giovani, ha molti pesi sulle spalle e tanta tristezza nel cuore. Navigando su internet si imbatte in questo blog e scopre, quindi, che a Roma (come nella maggior parte delle altre città d’Italia) ci si può embolizzare, legge la storia di Antonella, di Imma e delle altre e capisce che la scienza le propone un’alternativa mini-invasiva molto efficace e molto poco cruenta. Contatta subito Antonella per avere maggiori informazioni, si reca dal medico del San Camillo che aveva già operato lei e scopre che può embolizzarsi, non ci sono ostacoli nè controindicazioni.

In poco tempo si ritrova operata ed è già a casa, incubo finito. Le forti emorragie che avevano contraddistinto gli ultimi mesi, le notti insonni, l’ansia e le preoccupazioni in merito alla perdita dell’utero sono un vecchio ricordo, Piera riprende in mano la sua vita, i suoi numerosi impegin e con maggiore serenità cerca di rimettere in sesto la sua vita.

Prima di operarsi era stata costretta a intraprendere una cura con antidepressivi, il peso del suo disagio fisico la stava logorando nell’anima. Ma ci sono buone notizie per lei. La prima risonanza di controllo, dopo tre mesi, ribadisce il successo dell’intervento, il fibroma di Piera, di ben sedici cm, risulta completamente devascolarizzato. Ciò che maggiormente sorprende Piera è che ha risolto il suo problema senza pagare un centesimo, in un ospedale pubblico di Roma, assistita dal medico, prima, dopo e durante l’intervento; dopo tante visite ginecologiche a pagamento, dove l’importanza dell’incontro era circoscritta soprattutto al momento del pagamento stesso, finalmente un esempio di buona sanità pubblica. La serenità ritrovata le permette di uscire di più e di incontrare persone nuove, tra di loro scopre che c’è un uomo interessante. Chissà, Piera, in bocca al lupo e se son rose fioriranno!

 


One thought on “Piera, dal Tranex a una vita nuova grazie all’embolizzazione

  1. Ciao mi chiamo Raffaella di Novi ligure anch’io dopo la nascita del mio bimbo(6 anni) ho sofferto di cicli emorraggici x 5 anni visite su visite cure su cure prima solo fibromi ke curati venivano assorbiti ma poi ritornavano sempre​!!!! Fino all’anno scorso cicli sempre più forti e più spesso nessuno mi ha mai parlato di embolizzazione! Ormai il mio utero era ttt fibromatoso! Mi sono dovuta sottoporrere all’ asportazione con taglio cesario era grosso come se fossi incinta di tre mesi!!! Ora sono rinata!! Anke se nn posso più avere bimbi!

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