Artemisia che dice di no all’isterectomia totale


Artemisia ha 51 anni e vive in Campania, a Salerno.

Ha trovato il mio blog mentre faceva ricerhce sul web allo scopo di salvare il suo utero, ovaie comprese.

Poco tempo fa Artemisia è stata sottoposta a raschiamento diagnostico e il referto istologico ha rivelato un’ “Iperplasia ghiandolare dell’endometrio con aspetti cistici ed aree caratterizzate da maggiore complessità architetturale con perdita di polarità, pluristratificazione e polimorfismo nucleare configuranti, focalmente, le caratteristiche della iperplasia ghiandolare complessa con lieve atipia.

Dalla tac poi è risultato che Artemisia ha anche un mioma, molto piccolo. Quindi lei si trova a combattere un utero fibromatoso con lievi atipie (non sono pericolose al momento ma potrebbero esserlo in futuro perchè non c’è certezza che non diventino cellule cancerose), La sua ginecologa, la dott.ssa Oriana Persico, che la cura da anni,  è decisa ad effettuare un’isterectomia totale e vuole rimuoverle anche le ovaie, sia quella sana che quella che presenta una cisti ipoecogena.

 

1° Soluzione proposta: isterectomia completa

La ginecologa di Artemisia, ahimè, lavora in una clinica privata, nella quale di frequente vengono effettuate isterectomie anche su donne più giovani di lei (che vergognaaaaaa!!!). Secondo quanto racconta Artemisia questa dottoressa non le ha mai proposto una cura farmacologica seria e la cisti ovarica avrebbe potuto essere rimossa operando in laparoscopia già quattro anni fa.

Artemisia non ha ancora raggiunto la menopausa, ma da un po’ di tempo i suoi cicli mestruali sono lunghi ed emorragici ed i suoi valori di ferritina sono particolarmente bassi.

Nonostante ciò Artemisia è fermamente convinta che un’alternativa all’isterectomia debba per forza esserci! Si reputa ancora giovane (certo che lo sei!) e nel pieno delle forze.  Lei di mestiere fa la storica, insegno, scrive libri sull’arte, ed è una donna intelligente e piena di vita.

E’ ben consapevole inoltre che la vita di noi donne si è allungata e nessuno può sapere con certezza quando arriverà la menopausa. Artemisia inoltre dimostra quindici anni in meno rispetto alla sua età anagrafica, ha un cervello funzionante e una integrità psico-fisica che vorrebbe giustamente mantenere intatta. Ognuna di noi ha il diritto di salvaguardare se stessa, corpo e psiche.

Tra l’altro Artemisia stà leggendo il libro sull’Isterectomia della dott.ssa Della Costa: una lettura che io ho più volte consigliato e che lei ha trovato su ebay (purtroppo è un libro difficile da trovare in commercio ma se qualcuna dovesse essere interessata posso aiutarla a recuperarlo). Artemisia, che è una studiosa, stà trovando questo testo molto illuminante.

Insomma per Artemisia l’ipotesi di sottoporsi a isterectomia totale non è da prendersi in considerazione.

 

2° Soluzione proposta: termoablazione dell’endometrio

Pochi giorni fa ha incontrato un nuovo ginecologo, il dr. Mario Cirmeni, esperto in medicina della riproduzione, che le ha proposto una termoablazione dell’endometrio,  cioè l’inserimento in utero di un palloncino che riscaldato a novanta gradi va a bollire l’endometrio, e quasi lo brucia. E’ un intervento che si esegue in day hospital e che comunque lascia Artemisia un po’ dubbiosa perchè lei non ha più la vena safena e si è sottoposta anche ad asportazione delle vene varicose quindi soffre insufficienza venosa alle gambe.

Un’altra soluzione per ridurre l’endometrio poteva essere un’adeguata cura ormonale che però, nel caso di Artemisia, avrebbe aggravato la situazione venosa delle gambe. Il suo venologo gliel’ha dunque consigliata.

Quindi ora Artemisia si trova può valutare anche la termoablazione. E’ molto perplessa, anche perchè su internet ha trovato diverse delle testimonianze ed alcune sono negative. Però, come ben sappiamo, ogni caso è a sè.

Dopo aver sentito questi due pareri, uno conservativo, la termoablazione (che però elimina la capacità procreativa) e l’altro demolitorio, l’isterectomia, Artemisia ha voluto sentire un terzo parere.

3° Soluzione proposta: un intervento conservativo

Una sua amica oncologa le ha suggerito una ginecologa che pratica la conservazione. Quest’ultima le ha chiesto di effettuare una serie di esami del sangue per valutare la sideremia, e il dosaggio ormonale per vedere se la menopausa è in procinto di arrivare. Le ha inoltre suggerito di effettuare un’ecografia 3D (costa ben €150 e nonstante questo Artemisia dovrà aspettare il 30 ottobre per farla). L’co 3D servirà per vedere bene dove sono annidati i tre fibromi e il mioma evidenziato dalla tac e poi eventualmente decidere cosa fare. Visto che si tratta di una ginecologa conservativa Artemisia ha molta fiducia in quest’ultimo medico. Speriamo bene!

Sentire tre opinioni di medici così diverse invece di fare chiarezza hanno creato un po’ di confusione in Artemisia. che al momento non è in grado di prendere una decisione.

Non è mai facile cara Artemisia scegliere a chi affidarsi, soprattutto quando la posta è in gioco è così alta. Io ti mando un grosso in bocca al lupo e spero che il parere dell’ultimo medico che hai consultato sia chiarificatore.


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