Fibroma di 20cm rimosso in laparotomia: la storia di Maria Andreea

Con il ritardo che ormai da un po’ contraddistingue i miei post (e che spero saprete perdonarmi) pubblico la storia di Maria Andreea, davvero piena di ottimismo e di speranza. E un grosso in bocca al lupo alla nostra amica per il suo desiderio di diventare mamma. 

Buongiorno, vorrei raccontare anch’io la mia esperienza a voi in quanto ai tempi , quando ho scoperto la vostra pagina avrei voluto trovare un caso simile al mio , ma a questo punto spero di essere io di aiuto a qualcuno. Mi chiamo Andreea, avevo 26 anni (oggi 28) quando ho scoperto di avere “qualcosa”. In quel periodo avevo una vita frenetica e stressante dal punto di vista del lavoro. 

Erano mesi che avevo le mestruazioni abbondanti ,poi inizió anche la perdita di qualche coagulo ma inizialmente non mi preoccupai in quanto il tutto mi durava 2 3 giorni. Il mio fidanzato continuava a dire che sono pallida , ma io giustificavo il tutto dando la colpa al fondotina. Un giorno ero uscita per andare a correre, ero abbastanza in carne, e sentivo un certo fastidio alla pancia in basso, ma non diedi troppa importanza anche se la preoccupazione iniziava un pó a salire . Riconosco di essere andata a controllare i sintomi su internet e tutti mi riconducevano ad un unico risultato: fibroma uterino. Sapevo che non dovevo autodiagnosticarmi , poi pensavo che essendo giovane magari non è il fibroma ma qualcosa di sicuro avevo e forse mi andava bene se era un fibroma. Iniziarono nella mia testa un sacco di paure, e andai a farmi degli esami ematici per controllare l’emoglobina prima di andare dal ginecologo (riconosco che la paura m impediva di agire razionalmente per andare subito da un ginecologo ). Una volta fatti gli esami ematici, mi chiama subito il laboratorio per recarmi in ospedale. Lí mi hanno comunicato di avere una emoglobina di 6,7 . Da lí mi mandarono in pronto soccorso con un codice giallo per forte anemia cronica e cosí inizió la mia “odissea” . 

Spiegai a tutti (medici/infermieri) che oltre ai sintomi delle mestruazioni non avevo nessun altro sintomo. La stanchezza la giustificavo con il lavoro. 

Loro erano molto preoccupati perchè non capivano la natura di ció che avevo. Nè la Tac nè la Risonanza magnetica spiegavano chiaramente cosa fosse. I markers tumorali erano leggermente mossi ma mi spiegarono che anche caso di fibroma uterino (tumore benigno) era normale averli cosí. Rimasi ricoverata per una settimana, mi furono trasfuse 3 sacche di sangue. A livello emotivo inizialmente ero andata nel panico in quanto avevo paura vedendo poi anche la reazione dei medici che non sapevano cosa fosse. Poi mi sono detta che sono stata io ad ignorare i sintomi per tanto tempo e che forse ho sempre saputo che cosa avevo in quanto il corpo mi comunicava, ero io quella a non ascoltarlo.. Allora ragionando cosí, l’istinto mi portava a pensare di avere un tumore benigno (fibroma) e non uno maligno. Speravo con tutta me stessa che fosse cosí. 

La successiva decisione da parte dei medici per vedere cosa avevo è stata poi la PET. Non vi descrivo le emozioni avute prima durante e dopo ma continuavo ad essere positiva. Dopo ore di attesa il risultato fu quello sperato : mioma uterino di quasi 20 cm. 

E anche da qui inizió un’altra odissea: il trattamento. Inizialmente per alcuni mesi feci il trattamento con Esmya come trattamento pre chirurgico (che me lo ridusse di qualche centimetro), che poi lo stesso anno fu tolto dal mercato; andai in crisi. Dopo un mese , le dimensioni ritornarono ad essere come prima. Cercai su internet dei trattamenti alternativi con ultrasuoni e trovai qualcosa al Niguarda di Milano. Lí pensai , se non conosco nessuno è meglio prendere un appuntamento con il primario della Ginecologia, è impossibile che non mi sappia indirizzare. 

Durante la visita, mi disse chiaro e tondo che mi devo assolutamente operare. L’intervento sarebbe stato da lí a luglio. E cosí fu. 

Fortunatamente è stata una delle esperienze piú belle della mia vita. Diciamo che c è stata anche una bella dose di “positività cieca” e “culo” (fa tanto il modo in cui imposti la tua mente di pensare). 

L’intervento è stato in laparotomia a cielo aperto con taglio di tipo “cesareo” (a due anni di distanza sotto gli slip si vede una cicatrice minuscola) di un fibroma di 1 kg e 200 grammi sulla testa dell’utero, ben delimitato. In stanza con me c era una signora che ne aveva tre di circa 6 7 cm in laparoscopia. Entrai il giovedi mattina e lunedi venni dimessa. Ci sono stati i soliti sintomi post operatori ma sopportabili ; l’idea di aver la pancia piatta mi estasiava. Subito dopo iniziai il trattamento con la pillola Zoely , in quanto avendo un utero fibromatoso cioè predisposto a formare fibromi, mi era rimasto uno di 1 cm e qualche millimetro, (Zoely mi aiuta a tenerlo controllato). A due anni di distanza è rimasto di 1 cm. Il ginecologo mi dice che appena voglio rimanere incinta , di smettere la pillola e provare. La speranza muore l’ ultima. 

Questa è la mia storia. Mi scuso per il modo in cui mi sono espressa dato dalla spontaneità del momento. Resto a disposizione per qualunque domanda.

Spero che la mia storia sia utile e di sostegno a tante donne ! 

Un abbraccio .

Maria Andreea.. 

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