Al Policlinico per incontrare il Dott. Napoli


Sono appena tornata dall’incontro con il Dott. Alessandro Napoli, presso il Policlinico Umberto I di Roma.

Purtroppo le mie speranze di utilizzare gli ultrasuoni focalizzati per distruggere il mio Maledetto Fibroma sono sfumate appena il Dott.Napoli ha aperto il mio referto.
La struttura del mio fibroma, liquefatto in alcune parti e purtroppo non molto fibroso (non so se sono questi i termini esatti per descriverlo, ma almeno rendo l’idea), non consente l’utilizzo degli ultrasuoni focalizzati.
Questa terapia, nel mio caso, sarebbe completamente inutile.

Come mi ha esaustivamente spiegato il Dott.Napoli, infatti, i fibromi trattabili con questa metodologia devono essere più compatti, più duri.

Sicuramente quella degli ultrasuoni focalizzati è una terapia assolutamente all’avanguardia, che viene utilizzata anche per curare altre patologie (in altri punti del corpo) e l’impossibilità di sperimentarla per “guarire” mi ha piuttosto demoralizzata.

Anche se il mio percorso con Esmya, più o meno, procede positivamente, nutrivo forti speranze riguardo gli ultrasuoni e speravo tanto di tornare a casa, questa mattina, con una nuova opportunità, o magari già con un appuntamento fissato per provare a distruggere il Maledetto.

Il Dott.Napoli è comunque stato gentilissimo, disponibile a spiegarmi nel dettaglio come agiscono gli ultrasuoni e perchè non sono adatti nel mio caso. Nonostante avesse fretta perchè doveva partecipare in mattinata ad una conferenza, ha dedicato al mio caso tutto il tempo necessario e mi ha anche mostrato alcune slide che hanno reso la spiegazione ancora più chiara.

Mi ha consigliato di provare con l’embolizzazione. Pratica però, ahimè, alquanto dolorosa, che vedrò di approfondire in uno dei prossimi post.
O altrimenti potrei valutare anche la rimozione per via isteroscopica (sempre piuttosto invasiva), informandomi presso l’ospedale Molinette di Torino. Il Dott.Napoli ha inoltre completamente escluso la possibilità di poter intervenire in laparotomia e mi ha sinceramente detto che nelle mie condizioni è davvero difficile rimanere incinta anche se, ha sottolineato, “in medicina nulla è impossibile”.

Sono uscita dal Policlinico perciò abbastanza demoralizzata, quasi in preda ad una crisi di pianto.
Ho vagato per un po’ intorno all’ospedale, decisa a farmi quei 40 minuti di passeggiata che mi separavano da casa. Il mio scarsissimo senso dell’orientamento ha però preso il sopravvento e, quando mi sono accorta di aver perlopiù girato in tondo per almeno 20 minuti, ho chiesto indicazioni ad un ragazzo per tornare verso l’Altare della Patria con i mezzi. Lui, che pur essendo romano evidentemente in quanto ad orientamento è messo peggio di me, mi ha mandata nella direzione opposta!
Insomma ad un certo punto ero proprio disperata.

Dopo un lungo girovagare tra metro e autobus, sono scesa dal 40, finalmente, in prossimità dell’Altare della Patria, ma in mezzo ad una rumorosissima manifestazione! Mi allora sono rifugiata in un negozio di giocattoli meraviglioso. Quando sono uscita da lì era spuntato il sole. Ho imboccato Via del Corso, colorata e piena di persone, e mi sono voltata a guardare ancora l’Altare della Patria. Ho mangiato una ciambellina al vino che avevo in borsa e mi sono immersa nella fiumana di gente.

Piano piano è passato tutto. Ho pensato alla mia cucciolotta, che nessun fibroma al mondo potrà portarmi via, e ho ringraziato con tutto il cuore per la sua esistenza.

Sono tornata leggera, felice, fiduciosa.
In qualche modo si farà.


5 thoughts on “Al Policlinico per incontrare il Dott. Napoli

  1. NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO CHE L’EMBOLIZZAZIONE E’ UNA PRATICA DOLOROSA!!!!! PERCHE’ I GINECOLOGI DEVONO SPAVENTARE LE PAZIENTI GIA’ SPAVENTATE E DISPERATE,!!!! io l’ho fatta 2 anni fa e sto benissimo, i dolori post intervento vengono trattati con normali antidolorifici per le 24 max 48 ore successive all’intervento.(viene effettuato con anestesia lombare mica da sveglie con un laccio tra i denti…tipo farwest)
    dopodiché ci si ristabilisce come ogni altro intervento, anzi con l’isterectomia le cose vanno alle lunghe almeno 1 mese, con l’embolizzazione dopo 15 gg. già si sta bene.
    I ginecologi non praticano questo intervento per cui tendono a spaventare ed a sconsigliarlo….peccato è una tecnica che salva l’utero, a meno che non ci siano dei tumori…allora toglierlo è un salvavita.

  2. Ciao Loredana! In realtà ho valutato l’embolizzazione dolorosa rispetto agli ultrasuoni focalizzati .. non è stato il Dott. Napoli (che me l’ha consigliata) a terrorizzarmi, sono io che ormai temo aghi taglie e compagnia bella! Sicuramente è meno invasiva di altri interventi, però ipotizzo che comunque un po’ dii fastidi li provochi .. giusto? Vista la tua esperienza, magari hai voglia di raccontarmi in maniera dettagliata come avviene l’embolizzazione? Sarei proprio felice di scoprire che non è terribile come sembra! Grazie mille!

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